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Assemblea tavoli su attività 2002-2004, approvazione bilancio 2004, programma per elezioni regionali 2005
22 febbraio 2005 Assemblea Tavoli della cultura
Genova, Sala Sivori 22-2-05 L'esperienza dei Tavoli della Cultura 2002-2004
Da più di tre anni intellettuali, operatori e rappresentanti di associazioni culturali genovesi si ritrovano periodicamente attorno a Tavoli tematici per confrontarsi su temi di interesse collettivo ed elaborare proposte e progetti: i tavoli sono una dozzina, cinema, teatro, formazione, arti visive, editoria, scienza ecc. e stanno ancora crescendo.
L'idea è nata dalla convinzione di assistere ad un progressivo distacco (in campo non solo cittadino, ma anche nazionale e internazionale) della politica dalla cultura e viceversa, con grave danno per la convivenza civile e l'equilibrio sociale: la politica infatti, privata dello slancio progettuale di un approccio culturale ai problemi, può diventare miope, e chi opera in campo culturale, senza l'appoggio della politica, difficilmente riesce a portare a compimento i propri disegni, con evidente impoverimento del proprio dinamismo.
Il proposito, fin dall'inizio, era quindi quello di lavorare per avvicinare i due mondi, superando esigenze e problemi individuali, trovando denominatori comuni ai propri settori di appartenenza per valorizzare le forze più vitali della città. Ci si è spontaneamente costituiti attorno a Tavoli tematici, per ovvie ragioni di concretezza, ma senza crismi di ufficialità o obblighi, coordinati da uno o più capofila che animano anche riunioni periodiche di Coordinamento.
Fin da subito questi incontri hanno prodotto un risultato positivo, quello di un intelligente confronto tra persone che, anche conoscendosi personalmente, non erano mai state nella condizione di parlarsi in modo informale e di scambiarsi informazioni circa le proprie attività: sorprendentemente in questi colloqui non si è mai evidenziato l'aspetto concorrenziale tra le persone ma è prevalso quello della partecipazione, ed è stata avvertita come prioritaria la necessità di approfondire gli argomenti relativi ai mutamenti non solo della città ma anche della comunicazione, dell'espressione artistica e scientifica che i nuovi linguaggi della globalizzazione e dell' informatica, in costante accelerazione, rendono obbligatori. Con la percezione immediata che sul nuovo molto si stesse già facendo, e che stesse crescendo l'esigenza di mettersi in rete, di coordinarsi.
I temi su cui orientare riflessioni e ragionamenti sono stati rapidamente individuati, con due pre-condizioni vincolanti, l'impegno a sostenere e potenziare l'incontro tra le culture e i linguaggi diversi e l'apertura verso le nuove generazioni.
Genova, con il suo porto, ha da sempre vissuto la mescolanza fisica di genti e culture, aperta alla amalgama di usi, costumi e lingue diverse, in pacifica convivenza, come le regole dei mercanti esigono, per poter prosperare nel commercio. Al di fuori però della cerchia portuale, la separazione delle classi, delle generazioni e dei linguaggi regnavano sovrani, così come la riservatezza più assoluta sulle proprie attività unita a un tipico, diffuso understatement. In campo cultuale poi, le felici esperienze, che non sono mai mancate, sono sempre state vissute come momenti isolati, appartenenze di una qualche élite, e mai con partecipazione, con legittimo orgoglio. Anche l'Università ha spesso lavorato in regime di separazione dal contesto cittadino. Il lavoro dei Tavoli doveva portare innanzitutto a scardinare queste abitudini e barriere.
Ed il 15 aprile del 2002, con l'appoggio dei DS, presso la Sala Mercato del Teatro Modena di Sampierdarena vi è stato il primo confronto informale dei Tavoli con la città e le Istituzioni, i Coordinatori hanno presentato i lavori svolti e sono circolati i primi documenti su cultura e politica, in una sorta di libro aperto. L' esperienza è stata confortante per la risposta del pubblico, dei politici, degli amministratori che hanno subito percepito le potenzialità che la spontanea aggregazione di associazioni e operatori culturali poteva offrire, incoraggiandoci a proseguire nel nostro lavoro in progress, libero da condizionamenti.
Il 12 dicembre dello stesso anno i Tavoli si sono ripresentati pubblicamente alla città, con un aggiornamento del libro aperto sulla situazione dei diversi comparti, e la bozza di un progetto, Bauhaus virtuale in Genova reale. Un polo mediatico e fisico di produzione e crescita culturale intorno al nuovo, da esporre alle Autorità e al pubblico miracolosamente accorso numeroso (ancora alla Sala Mercato del Teatro Modena, sempre gentilmente messa a disposizione), durante un uragano, in una gelida sera.
Il progetto proponeva di assumere tutta Genova come laboratorio, un Bauhaus virtuale, ponendo in rete quanto già esistente e attivo nel campo della ricerca artistica, scientifica e formativa, rendere cioè la città, seguendo e adattando al presente la lezione di Gropius, una comunità di lavoro in cui tutti i saperi, artistici e tecnici, intellettuali e manuali concorrano, al medesimo livello, alla realizzazione dell'opera.
Le linee ispiratrici del lavoro dei Tavoli sul tessuto culturale, collegare e mettere in rete, potevano essere applicate alla città intera, non solo potenziando l'aspetto tecnico delle connessioni utilizzando le risorse dei linguaggi informatici, ma promuovendo anche l'approfondimento della filosofia che presiede alle trasformazioni della comunicazione: una rete integrata della formazione che coordini gli insegnamenti più innovativi e già attivi, uno sportello interattivo per la cultura, che renda accessibili e trasparenti le informazioni, una officina di ricerca e di produzione, che si avvalga di spazi e tecnologie per la sperimentazione creativa, appoggiandosi ai centri di eccellenza già esistenti o programmati. Questi in sintesi i punti focali illustrati.
La manifestazione si è chiusa con la lettura di una Dichiarazione d'intenti dei Tavoli. In essa veniva innanzitutto sottolineata l'inesplorata ricchezza di iniziative e di ricerche all'avanguardia nei settori della produzione culturale, scientifica e artistica rivelata dal lavoro dei Tavoli, nonché la novità rappresentata dall' aggregarsi delle forze culturali in una società tradizionalmente ad esse poco aperta, e la necessità quindi di mantenere i rapporti instaurati, indispensabili al radicamento nella quotidianità della vita cittadina di una industria culturale vantaggiosa per tutta la comunità. Il Coordinamento dei Tavoli, mettendo quindi a disposizione degli Amministratori la rete di competenze e di professionalità cittadine, secondo quel patto tra culture e tra generazioni da cui si era partiti, chiedeva di essere considerato interlocutore del Governo cittadino su quanto si discuta, si progetti, si realizzi in città e nella regione, nei diversi campi, con particolare riferimento all'innovazione dei linguaggi. Chiedeva di essere coinvolto come forza produttiva nei processi decisionali e operativi, con particolare attenzione alle scelte in materia di urbanistica e di beni culturali e ambientali, oltre che alle scelte riguardanti i grandi eventi.
La risposta delle Istituzioni, è stata immediata: il Sindaco, nel rallegrarsi per il consolidarsi dell'iniziativa giudicata utilissima, ci ha chiesto formalmente di assumere la veste di un soggetto riconoscibile da parte della Amministrazione, per poter essere consultati; i diversi Assessori si sono dichiarati pronti a collaborare per quanto possibile per l'attuazione di quella città Bauhaus virtuale che era stata loro tratteggiata dalle slides commentate dalla principale animatrice dell'iniziativa, Maria Paola Profumo.
Era chiaro che si stava consolidando la visibilità di un tessuto culturale originale e creativo. Pazientemente, con un lavoro in progress, che di volta in volta si concentrava su tematiche e soggetti diversi, coinvolgendo anche Istituzioni culturali consolidate (come l'Università, l'Accademia di Belle Arti, il Centro della Creatività del Comune, le Sovrintendenze ecc.), si stavano rafforzando i nodi di una rete di connessioni imprescindibili per superare codici desueti e aprirsi alle nuove culture e generazioni, alla contaminazione dei linguaggi e alla sperimentazione.
La città nel frattempo si stava preparando alla fatidica investitura di Capitale Europea della Cultura, con un dispendio notevole di energie, non si poteva ragionevolmente premere sull'acceleratore dell'elaborazione del progetto dei Tavoli, che aveva poco di contingente, bisognava aspettare senza scoraggiarsi che le fatiche congiunturali finissero per provare a realizzare appieno i programmi tracciati, cercando nel frattempo di approfondire la conoscenza dei centri di eccellenza in città, i grandi temi della politica culturale nazionale e l'elaborazione di una forma associativa leggera, che rispecchiasse lo stile del lavoro svolto. E a questo ci si è dedicati.
Così, il 27 gennaio 2004, si è costituita sulla traccia del lavoro svolto una Associazione in rete denominata tavolidellacultura.net/bauhaus virtuale in Genova reale, con 44 soci fondatori (di cui 10 Associazioni rappresentanti una vasta pluralità di soci), con sede legale in via di Mascherona 6A (presso il Centro Lebowski), e sede effettiva degli incontri alla Sala Sivori di salita Santa Caterina (g.c.).
L'associazione (che oggi vede in rete più di 400 operatori), oltre ai Fondatori prevede soci Onorari, Ordinari e Simpatizzanti. Il Consiglio Direttivo è formato dai soci Fondatori e resta in carica per i primi tre anni. Nella prima riunione si è costituito un coordinamento ristretto formato da Maria Paola Profumo, Carla Costa e Anna Pisani per l'impostazione dei lavori e si è nominato Tesoriere Giorgio Garré.
Tutte le comunicazioni della Associazione vengono fatte attraverso posta elettronica, e chi volesse informazioni può rivolgersi al seguente indirizzo e-mail: info@tavolidellacultura.net oppure consultare il sito web www.tavolidellacultura.net, costantemente aggiornato.
Il contatto e il rapporto produttivo della Associazione con le Istituzioni si è subito concretizzato in una manifestazione: il 19 febbraio 2004, in collaborazione col Centro della Creatività del Comune di Genova, l'Associazione ha presentato ai Magazzini dell'Abbondanza L'innovazione di linguaggi, tra musica, arti e scienze, la messa in scena di alcuni esempi di produzioni artistiche e scientifiche genovesi, offerte dalla rete dei Tavoli, che coniugano la nuova espressività con l'occupazione, e in questa occasione hanno discusso di creatività e innovazione rappresentanti delle Istituzioni, della politica, della imprenditoria locale e della società. E il 16 maggio vi è stato un confronto, sempre ai Magazzini dell'Abbondanza, su cultura scientifica e cultura del lavoro, che ha visto protagoniste Marta Vincenzi e Adriana Albini.
Parallelamente, tra la fine del 2003 e tutto il 2004 il Coordinamento dei tavoli ha affrontato anche il tema assai complesso dei Beni Culturali: il 16 dicembre 2003 si è avuto un primo Tavolo informale su Proprietà e Gestione dei Beni Culturali, e un secondo incontro è stato ospitato dalla Soprintendenza Beni Architettonici e Ambientali a Palazzo Reale il 13 gennaio 2004. Il tema era di scottante attualità, viste le leggi in discussione in Parlamento e la promulgazione del Codice Urbani. Le proposte sortite dal coinvolgimento di tanti specialisti si sono concretizzate nell'autunno in un Osservatorio in rete dei Beni Culturali, gestito da un piccolo gruppo di volontari (coordinati dall'arch Rinaldo Luccardini e con il supporto tecnico di Laura Santini e Giulio Nepi di Mentelocale,), che si esprime attraverso una Newsletter a cadenza mensile, < a href="mailto:#" title="link alla pagina BCULT">B-Cult, che significa certo Beni Culturali, ma vuole anche essere una provocazione e un invito a partecipare alle vicende Cult del patrimonio artistico, creando innanzitutto una banca dati in progress, un censimento accurato dei beni sul territorio arricchito e aggiornato nel corso del tempo, che rappresenti una risorsa di conoscenza e comunicazione condivisa, indispensabile punto di partenza per un qualsiasi discorso attorno a tutela e valorizzazione dei Beni Culturali.
Sul tema, giovedì 16 settembre 2004, alla Festa Nazionali dell'Unità alla Fiera del Mare, a Genova, si è tenuto un incontro dal titolo Un Osservatorio Regionale Per i Beni Culturali: contro cartolarizzazioni e condoni non solo vincoli, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero dei BBCC, di Università, Accademia Ligustica, Regione, Enti Locali, e nell'occasione è stato presentato il < a href="mailto:#" title="link al numero zero di BCULT">n.00 , di B-Cult, di cui ormai sono usciti già altri tre numeri, e che è stato da poco predisposto ad ospitare anche un < a href="mailto:#" title="link al Forum">Forum interattivo.
L'azione positiva del lavoro dei Tavoli sul tessuto sociale è stata tempestivamente riconosciuta dal nuovo Assessore alla Cultura, Luca Borzani, che ha in preparazione una bozza di Protocollo d'intesa con i Tavoli onde poter operare congiuntamente su progetti ben definiti, primo fra tutti lo sportello interattivo degli spazi culturali agibili, che permetta una agile forma di prenotazione on line e l'informazione in tempo reale su quanto è in programmazione.
In sintesi, l'operato dei tavolidellacultura.net è un lavoro sottile, non appariscente, basato sul passa-parola tipico delle reti virtuali, finalizzato ad intrecciare rapporti e sinergie, a incentivare integrazione e collaborazioni, ma anche a valorizzare chi ha il coraggio di sperimentare, di innovare e di percorrere vie non scontate, uscendo dalla logica omologante dell'industria culturale di massa, è una operazione di apertura ai nuovi linguaggi, ma soprattutto una opera del linguaggio, della mediazione tra soggetti diversi, a volte antagonisti, tra culture e generazioni diverse.
Quella svolta dai Tavoli ci sembra sia una delle funzioni primarie della cultura, e di chi prepara l'avvenire: opporre ai contrasti la forza dell'interpretazione, della riflessione, delle soluzioni mediate e condivise. Questo, tra gli altri, è forse è il messaggio più significativo che la cultura propone alla politica, un messaggio di pace nel senso simbolico più alto.
(a cura di Carla Costa, Genova 22-2-05)
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