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immagine da B-CULT

Nel PARTITO DEMOCRATICO quale rapporto tra CULTURA E POLITICA? VIENI A DIRE LA TUA

11 ottobre 2007 ore 17 - Sala Sivori

i tavoli della cultura incontrano candidate e candidati di tutti i collegi e le liste per le PRIMARIE del 14 ottobre, conduce l'incontro Renato Carpi


L’emozione ci sarebbe
articolo uscito il 10 ottobre 2007 su Il Lavoro/Repubblica
a cura di Carla Costa

L’articolo di Renato Carpi Ecco il PD. Svolta storica ma dov’è finita l’emozione? pubblicato da Repubblica il 2 ottobre esprime sentimenti condivisibili e desidero intervenire solo con alcune considerazioni.

Amartya Sen, intellettuale indiano Nobel dell’economia, sostiene che nel suo paese, per antica tradizione, riportata già dai poemi epici del Ramayana e del Mahabharata, è viva una democrazia argomentativi, che permette a tutti cittadini, senza differenze di sesso o di estrazione sociale, di discutere insieme della cosa pubblica, una pratica che ha portato alla convivenza, in una nazione così complessa ed estesa, di genti diverse, in una laica e multietnica India odierna.

La democrazia argomentativi è ben diversa da quella che viviamo noi, argomentare infatti significa discutere con uomini e donne dalle convinzioni e esigenze le più diverse, per trovare attraverso un autentico dialogo la possibilità della convivenza.

Noi non abbiamo questa tradizione, non possiamo rifarci a Greci e Romani perché solo le classi alte erano ammesse alla vita politica, mentre in India la partecipazione al dialogo è da sempre sorprendentemente aperta alle più diverse classi sociali, ma forse è giunta l’ora di tener conto delle esperienze degli altri. Come si può infatti argomentare a tutto campo? Non semplicemente ascoltare i cittadini e poi decidere, ma renderli effettivamente partecipi del processo decisionale? In India, riporta Sen, è il laicismo la chiave del sistema, laicismo nel senso di fuori dalle chiese, da ogni chiesa. Nel paese convivono induisti, musulmani, cristiani, parsi, ebrei, atei e il laicismo ha trovato una formulazione legislativa nella Costituzione, a difesa del pluralismo culturale e religioso.

Tornando a noi, all’appuntamento storico della nascita del Partito Democratico, la non facile fusione e integrazione di persone diverse avverrà solo se gli eletti del 14 ottobre sapranno staccarsi dal loro passato, senza rinnegarlo ma tenendolo anzi prezioso nella sfera del privato, e si occuperanno della cosa pubblica argomentando appunto con tutti, per arrivare a soluzioni condivise. Se questo procedere ha dato frutti nel paese delle caste, non riusciremo noi a vincere la nostra casta? a uscire dalle risse improduttive e deprimenti dei talk-show televisivi o peggio del Parlamento? e col nuovo Partito Democratico imboccare la via del dibattito serio e del dialogo, di un necessario codice etico, facendo emergere le priorità laiche dello sviluppo della democrazia? Questo mi sembra l’elemento emozionante ed entusiasmante della svolta storica, non a caso molti leader hanno posto l’accento sui concetti di laicità e cultura.

Genova ancora una volta può dimostrarsi città-laboratorio, da tempo infatti, al di fuori del circo mediatico, 600 produttori di cultura pubblici e privati si sono riuniti in una associazione in rete, Tavolidellacultura.net, con lo scopo di avvicinare cultura e politica, e di contribuire alla sensibilizzazione di tutti circa il patrimonio comune, attraverso un Osservatorio sui Beni Culturali che si esprime con una newsletter mensile. In occasione delle Primarie incontreranno candidate e candidati di tutti i collegi proprio sul rapporto tra cultura e politica, alla Sala Sivori, giovedì 11 ottobre alle 17,30.

Emblematicamente l’invito recita vieni a dire la tua! È un invito a partecipare per quanti, come Renato Carpi, sentono un bisogno di comunicazione e di confronto: perché non cominciamo insieme ad esplorare la possibilità di una democrazia argomentativa all’occidentale?

Il Partito Democratico potrebbe diventare protagonista di questa stagione culturale, con questo nuovo approccio attraverso la dimensione speculativa e creativa, lontana da metodi burocratici, se facesse parlare anche artisti, scienziati, letterati, se fossero loro ad esprimersi sul significato di un nuovo umanesimo, sul dialogo laico tra culture diverse, sulla dimensione di razionalità e creatività.

Per concludere, ho citato Amartya Sen onde non mi si accusi di essere una sognatrice, l’India è una immensa democrazia attuata e in pieno decollo, ma anche perché al multiculturalismo noi dovremo arrivare, dato che il mondo globale ci obbliga al confronto. La nostra tradizione occidentale, fondata sull’umanesimo e sui diritti dell’uomo, la nostra creatività e operosità sono comunque solidi pilastri di cui non può fare a meno il nuovo Partito Democratico.


Carla Costa
Editore – Coordinamento Tavoli della Cultura

 
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