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immagine da B-CULT

Incontro con Assessore Regionale Cultura Fabio Morchio

26 ottobre 2006 - Regione Liguria, Genova





Assessore Morchio:
È stata varata proprio oggi la legge regionale sulla cultura, una legge quadro, che tenta di sfoltire la complessa materia, tramite abrogazione leggi esistenti (almeno 18), e iniziando un processo di delegificazione, tramite piani triennali e annuali.
Il nuovo codice dei beni culturali è una legge di principi, in larga misura quel che aveva fatto il governo precedente tramite il codice Urbani.
C’è molto da chiarire, nel Titolo V abbiamo materia concorrente tra regione e stato, bisogna stabilire le linee guida.

  • L’impostazione della Giunta è quella di dare appoggio alle iniziative regionali di maggiore qualità, evitando gli interventi a pioggia e gli interventi che si ripropongono automaticamente anno dopo anno, privilegiando l’innovazione culturale. Si punta con ciò a rafforzare poli culturali già esistenti (cinema, ceramica, canzone ecc.) e a metterli in rete.

  • Le linee guida sono identità e multiculturalità. Si è istituita la Giornata della Liguria, il 12 ottobre, giornata già dedicata a Colombo.

  • Un altro obiettivo importante è mettere a sistema le Istituzioni (musei, biblioteche ecc.), compattando le Istituzioni, riordinando ad esempio l’organizzazione museale e ridefinendo gli standard di qualità secondo quelli europei.

  • La legge affronta il problema della Sovrintendenza Libraria, regolamenta il Laboratorio Regionale di Restauro, creando anche i presupposti per poter creare una scuola, affinché l’esperienza di eccellenza del laboratorio attuale non vada perduta . Oltre a valorizzare edifici, giardini ecc. viene anche istituito un Registro delle attività culturali. Esso potrà facilitare, attraverso un piano attuativo, una programmazione che eviti dispersione di risorse. La Fondazione Colombo dovrebbe diventare una Fondazione regionale per la Cultura, una sorta di holding regionale delle attività culturali, con partecipazioni molto attente nelle diverse Fondazioni esistenti nelle varie realtà provinciali, onde poter ad esempio regolamentare e accogliere le sponsorizzazioni, impostare una Banca Dati culturale che permetta di dialogare con tutti, istituire un Fondo unico per la Cultura.

L’ambizione di questo Assessorato sarebbe passare da un meccanismo di contribuzioni automatico e a pioggia ad un meccanismo di governo del sistema che indirizzi le risorse che verranno poi elargite da Comuni e Province, su linee guida comuni e sulla falsariga dei progetti europei (a bando tematico). Per fare questo occorrono cinque anni, non meno, perchè bisogna cambiare anche la mentalità dei funzionari, della burocrazia.
La legge entra in vigore a pieno titolo nel 2008, ma bisogna cominciare a mettere in moto nuovi bandi dal 2007.
Nel 2006 vi è stato un incremento di oltre 1 milione di euro per le spese della cultura (più fondi sul FIR e sugli APQ per gli interventi strutturali, in conto capitale).

I presenti, a nome dei Tavoli, si dichiarano disponibili a collaborare a partire dalla propria rete di coordinamento delle Istituzioni e attività culturali


 
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