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Libro bianco
aprile 2006
PREMESSA
- Il Libro bianco presentato dalla Commissione Europea è un ulteriore passo nel tentativo di avvicinare l’Unione Europea e i suoi cittadini: che vi sia una grande distanza fra di essi è fatto ampiamente riconosciuto e il Libro bianco invita tutte le parti in causa a cercare delle soluzioni per diminuire tale divario. La Commissione Europea ha già messo in atto una strategia comunicativa con il Piano D (per la democrazia, il dialogo, il dibattito) che riparte dal go local, per ascoltare la società civile, ripristinare la fiducia dei cittadini, dare la consapevolezza del valore aggiunto garantito a tutti dall’Europa Il dibattito si incentra principalmente sui seguenti temi:
- lo sviluppo economico e sociale dell’Europa
- il suo futuro e i compiti dell’Unione
- le frontiere dell’Europa e il suo ruolo nel mondo.
Un esercizio di ascolto sul territorio, che darà un riscontro, un feedback, alle strutture europee e la prima occasione per trarre delle conclusioni sarà fornita da una Conferenza da tenersi il 9 maggio 2006, nella Giornata dell’Europa.
- Il Libro bianco è concentrato essenzialmente sulla comunicazione: la democrazia prospera solo se i cittadini sanno cosa sta succedendo e vi partecipano attivamente, e non si può dissociare la comunicazione dal suo contenuto: i cittadini si attendono dall’Europa prosperità, solidarietà e sicurezza nel mondo della globalizzazione. Il programma volto a migliorare la comunicazione si propone di coinvolgere tutti i livelli dei Governi e delle organizzazioni degli Stati membri attraverso
- i normali canali istituzionali
- un sito Internet plurilingue appositamente creato http:/europa.eu.int.communication white paper
- a mezzo postale scrivendo a Consultazione sul Libro bianco- Commissione Europea – Direzione Generale Comunicazione- B-1049 Bruxelles- Belgio
- attraverso forum consultivi
- attraverso sondaggi di Eurobarometro
Il periodo di consultazione durerà sei mesi, dopo di che verrà elaborata una sintesi delle risposte onde procedere con piani d’azione.
LA COMUNICAZIONE COME POLITICA- La comunicazione istituzionale non è stata sufficiente, non si è rivolta attenzione alle idee dei cittadini, mentre essa deve diventare una politica della UE, un servizio ai cittadini, dialogo autentico con i responsabili delle politiche
- La vita politica in Europa si svolge essenzialmente in una sfera nazionale anche quando vengono trattate tematiche europee. Eppure molte decisioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini UE sono prese a livello europeo, ci si sente lontani da tali decisioni, estranei, senza opportunità di intervenire. La cultura politica a livello paneuropeo deve ancora svilupparsi, e i primi responsabili di ciò sono i governi, che hanno il dovere di consultare e informare i cittadini sulle politiche (anche europee) che avranno un impatto sulle loro vite per sviluppare un dibattito. Senza entrare nel merito del dibattito politico nazionale, una maggiore consapevolezza della dimensione europea in tale dibattito può solo aumentare la credibilità dei Governi. Ecco perché le autorità nazionali, la società civile e le Istituzioni UE devono collaborare per consolidare il posto dell’Europa nella sfera pubblica.
UN PROGRAMMA D’AZIONE
- Le azioni da realizzare in cooperazione con le altre Istituzioni UE, gli Stati membri e la società civile, visto che il diritto all’informazione e la libertà di espressione costituiscono il nucleo vitale della democrazia in Europa, e che costituiranno oggetto di dibattito nel processo di consultazione, possono essere
- l’accesso di tutti i cittadini, nella propria lingua, alle questioni di interesse pubblico, attraverso la rete dei mass media e delle nuove tecnologie (il che presume l’aiuto a sviluppare le capacità necessarie per accedere a tali informazioni per minoranze, disabili ecc);
- il rispetto delle diversità, dei diversi background sociali e culturali;
- la possibilità per tutti di dialogare con i responsabili delle decisioni, per rendere le Istituzioni meno lontane dai cittadini.
Norme e principi per le attività di informazione e comunicazione potrebbero essere delineati in un documento quadro, Carta europea sulla comunicazione, che garantisca gli interessi di tutti e che venga discussa in un forum speciale su Internet, che durerà sei mesi, e in pubblici dibattiti e consultazioni.
- La politica di comunicazione deve incentrarsi sulle esigenze dei cittadini avendo come obiettivi:
- l’educazione civica (di cui sono responsabili gli Stati membri), che è fondamentale per esercitare i propri diritti civili; si può avere un miglioramento insegnando ai cittadini di ogni età l’uso delle tecnologie informatiche (per ridurre il “divario digitale” e l’emarginazione), e promuovendo programmi diretti a valorizzare la dimensione europea;
- mettere i cittadini in comunicazione fra di loro con nuovi forum ma anche sostenendo programmi come Erasmus, che ha creato nel corso degli anni una rete di 150.000 giovani che dialogano tutt’oggi in un loro sito Internet, o Cittadini per l’Europa che aiuta organizzazioni della società civile a realizzare progetti transnazionali
- collegare i cittadini e le Istituzioni europee (ma anche nazionali e locali), attraverso la trasparenza, semplificando le procedure di ascolto, garantendo il diritto di comunicare con le Istituzioni nella propria lingua ecc.
Per ridurre le distanze tra Europa e cittadini, occore elaborare strumenti comuni di istruzione che mettano in evidenza la dimensione europea, riunire gli insegnanti di educazione civica in una nuova rete o all’interno di strutture esistenti per studiare strumenti educativi innovativi comuni, stimolare un progetto di biblioteche in rete, centri di informazione e apprendimento, appoggiare manifestazioni e incontri virtuali culturali e politici che si colleghino all’Europa. Passi avanti sono stati fatti per quanto riguarda trasparenza e ascolto dei cittadini, semplificazione delle procedure di consultazione, ma potrebbe essere presa in considerazione da parte delle principali Istituzioni UE l’organizzazione di dibattiti aperti ad integrazione di quelli parlamentari per rispondere a stampa e pubblico.
- I media hanno un ruolo fondamentale nelle politiche europee di comunicazione, i giornalisti accreditati a Bruxelles sono un migliaio, Europa via satellite fornisce video, registrazioni audio e immagini ai media, il Parlamento europeo progetta di aprire al pubblico attraverso la televisione via Internet. Europa è il sito Internet più grande del mondo. Ciò nonostante la copertura mediatica dei temi europei resta frammentaria e limitata. Perciò si perseguono i seguenti obiettivi:
- dare all’Europa un’immagine meno burocratica, dal volto umano. L’informazione ha un impatto maggiore quando viene messo in luce l’interesse umano, personale;
- dare accesso a un flusso costante di informazioni comuni, da discutere anche in contesti nazionali e locali;
- è necessario sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie, ma è anche necessaria una direzione politica
Una politica europea di migliore comunicazione dovrebbe incoraggiare anche i governi nazionali e locali a collaborare per fornire maggiori dati e utilizzare positivamente le tecnologie informatiche. La UE dovrebbe studiare l’aggiornamento di Europa via satellite, con contenuti audiovisivi di grande qualità per i media ma anche per i cittadini, studiare un programma europeo di formazione sulla comunicazione pubblica per funzionari delle istituzioni europee e nazionali. Valutare con una seria rappresentanza di operatori media come migliorare le forniture di materiale ai media (paneuropei, nazionali e locali). Parallelamente alla relazione del Piano D, una tavola rotonda europea potrebbe fare il punto sullo stato delle tecnologie dell’informazione e della democrazia.
- Monitoraggio dei media e sondaggi d’opinione sono strumenti per l’analisi dell’opinione pubblica nelle moderne democrazie. La Commissione europea è stata un precursore nell’elaborazione di strumenti di indagine, come Eurobarometro, una delle principali banche dati europee, osservatorio costante dell’opinione pubblica. Come migliorare la comprensione delle esigenze dei cittadini europei, così diversi fra loro?
- Le Istituzioni UE potrebbero collaborare più strettamente tra loro per la progettazione e divulgazione dei sondaggi;
- nuove forme di cooperazione tra UE e Stati membri potrebbero essere sviluppate da una rete di studiosi ed esperti nazionali; potrebbe infine essere creato un Osservatorio dell’opinione pubblica europea, indipendente.
- Non si può creare una sfera pubblica europea solo da Bruxelles, il livello nazionale rimane il punto di partenza di qualsiasi dibattito politico, un approccio basato sulla cooperazione va condiviso da tutti gli Stati membri, che si devono impegnare lavorando in parallelo per migliorare la comunicazione, farsi parte attiva nell’informare con continuità i cittadini sulle questioni UE, decentrando la comunicazione. Molto importanti, a questo fine, sono i partiti politici (che possono dare spazio alle questioni europee nei loro programmi e formare gruppi di riflessione transnazionali) e le organizzazioni della società civile. La cooperazione tra livello nazionale e quello europeo potrebbe includere nuove iniziative mediatiche (faccia a faccia tra Ministri nazionali e Commissari europei, trasmissioni sui media nazionali), ma anche partnerariati.
CONCLUSIONE
L’UE è un progetto condiviso da tutti i livelli di governo e di organizzazioni, in sostanza dai cittadini, che hanno il diritto di essere informati e ascoltati. Il libro bianco sintetizza la sfida della comunicazione e vuole agevolare il dialogo, ascoltando tutte le voci coinvolte.
Genova, 2 maggio 2006 - per i soci simpatizzanti, basta un'E-mail per essere inseriti in rete
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