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A Genova la prima presentazione del Piano D, di Carlotta Gualco
14 marzo 2006 Il 13 ottobre scorso la Commissione europea ha presentato il Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito, una proposta di lavoro per rilanciare la discussione sul futuro dell’Unione europea dopo il no alla Costituzione di Francia e Paesi Bassi.
Il Centro In Europa e l’Antenna Europe Direct di Genova, d’intesa con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, hanno organizzato il 9 novembre scorso la prima presentazione in Italia – e una delle prime in Europa – del Piano D. È stata una riunione di lavoro, cui sono intervenuti rappresentanti di Regione, Enti locali, Università, associazioni.
Dopo il saluto dell’Assessore alla Comunicazione e Promozione della Città Anna Castellano e l’introduzione della sottoscritta, ha presentato il Piano D Massimo Gaudina della Rappresentanza di Roma.
Il Piano si propone di migliorare l’ascolto dei cittadini per meglio tenere in conto le loro opinioni sull’Europa; di comunicare come le politiche dell’UE siano importanti per la vita di tutti i giorni dei cittadini; di adottare un approccio locale, adeguato ai diversi target.
La responsabilità principale del Piano spetta gli Stati, che devono dar vita a una serie di dibattiti, in collaborazione con il Parlamento europeo e le altre istituzioni. Un ruolo di impulso spetta alle Rappresentanze della Commissione e alle Antenne della rete Europe Direct. Questi centri – dice il Piano D – saranno il fulcro delle attività a livello regionale.
Quali sono stati i risultati del dibattito di Genova?
L’UE deve non tanto migliorare la propria immagine, quanto la sua identità di comunità di valori, ha detto Flavio Bistoncini, vicepresidente della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. Ad esempio, la strategia di Lisbona viene utilizzata da alcune multinazionali come strumento di marketing: altro che l’immagine dell’Unione europea quale dispensatrice di vincoli e bacchettate cui ci ha abituati la cronaca nazionale. La conoscenza dei valori su cui è fondata l’Unione europea può iniziare dall’infanzia, ha sottolineato Paola Toni, dirigente Servizi Educativi 0-6 anni del Comune di Genova, con il vantaggio di raggiungere anche le famiglie.
Anche il mondo delle associazioni, contaminando i temi europei tramite altri linguaggi culturali, può dare un importante contributo a farli conoscere e discutere, ha aggiunto Maria Paola Profumo, coordinatrice dei Tavoli della Cultura. Dal mondo della cultura possono essere tratti gli ambasciatori europei di buona volontà ai quali il Piano D chiede di contribuire a sostenere la causa europea.
Affidare agli Stati il compito di rivitalizzare la discussione dei cittadini sul futuro dell’Europa è un po’ come affidare a un malato la cura di un altro malato, ha detto Sandro Capitanio del Movimento Federalista Europeo, dal momento che i governi centrali non godono certo di maggiore fiducia delle Istituzioni europee. Le Regioni possono svolgere un ruolo importante, così come grandi dibattiti, quale la Convenzione europea dei cittadini che si svolgerà a Genova il 3-4 dicembre 2005 su iniziativa del MFE.
Paulo Rondo de Melo, portoghese, responsabile dell’Ufficio Europa della Provincia di Savona, è un esempio vivente del successo di uno dei più noti programmi dell’UE, Erasmus. Va accentuata la collaborazione con il mondo della scuola per far passare il messaggio europeo; le istituzioni devono mettersi all’ascolto del cittadino perché sapere ascoltare non è prova di debolezza, ma di forza.
L’Antenna della Spezia, nuova entrata nella rete Europe Direct, intende coniugare informazione e discussione con le opportunità dell’UE, ha detto Massimo Bonati, dirigente della Provincia della Spezia. Opportunità di studio e lavoro, ma anche, più in generale, i finanziamenti collegati alla fase 2007-2013 di programmazione dei Fondi strutturali. Nonostante le molte attività intraprese dall’Università, in generale il livello di conoscenza dei temi europei da parte degli studenti universitari è scarso. Occorrono strumenti di diffusione, ha detto Maria Grazia Bottaro Palombo, direttore del Dipartimento di Ricerche Europee, mettendo a disposizione il notiziario Dire on-line.
Laura Canale, dirigente Relazioni internazionali della Regione Liguria, ha espresso forte consapevolezza della necessità di comunicare incessantemente l’Europa; la Regione e i suoi strumenti informativi si offrono come cassa di risonanza delle iniziative che saranno intraprese.
Gianluca Saba, responsabile Ufficio Attività internazionali del Comune di Genova, ha chiesto alla Commissione minori formalismi. Massimo Gaudina ha risposto alle varie sollecitazioni e ha insistito sull’importanza dell’ascolto.
Questo, in sintesi, il nostro personale bilancio: l’Antenna di Genova ribadisce l’impegno ad essere elemento motore nell’attuazione del Piano D. Qualche piccolo risultato l’abbiamo già raggiunto. Ma i nostri sforzi avranno un senso solo se faranno parte di un impegno da parte di molti altri. L’incontro del 9 novembre ci ha incoraggiati.
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