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immagine da B-CULT

Forum della cultura - Cultura e responsabilità sociale

16 novembre 2005 - Auditorium Strada Nuova



Affollato l’Auditorium per un seminario che prende tutta la giornata, molto attento il pubblico.
  • L’Assessore alla Cultura, Luca Borzani spiega, dati alla mano, come, di fronte ad un drastico taglio dei fondi da destinare alla Cultura effettuato dal governo, si sia potuto, diminuendo la spesa ma attuando una oculata politica di razionalizzazione delle attività e di tagli, e grazie anche alla partecipazione alla spesa da parte di Istituti di credito e di privati, far crescere la fruizione culturale in città. Ulteriori tagli di fondi significherebbero ormai una diminuzione nella qualità dei servizi.


  • Lorenzo Caselli, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Facoltà di Economia, con una relazione molto puntale mette in luce come un bilancio sociale della cultura sia momento innovativo. Esso infatti si articola su tre punti fondamentali: la responsabilità sociale (rispondere di “qualcosa” a “qualcuno”); la rendicontazione che ne consegue, e mette in luce il grado di trasparenza della missione del Comune, regista dei sistemi di solidarietà pubblica e privata anche per la cultura, che è fattore di coesione nella cittadinanza, fatta di stakeholders o “portatori di interessi” aille aspettative dei quali vanno date delle risposte; l’efficacia, ovvero i risultati della visione valoriale-etico-politica con cui si è risposto agli stakeholders. Un bilancio sociale deve basarsi su una mappatura preventiva degli stakeholders (giovani, immigrati, anziani, donne ecc.) e delle loro esigenze prioritarie: Non esiste un modello unico per la stesura di un efficace bilancio sociale, ma condizioni necessarie possono essere considerate a) la comunicazione interna ed esterna al Comune b) la partecipazione dei cittadini al processo di rendicontazione. Il bilancio può in questi termini diventare novità sociale e stimolare la capacità di creare valore culturale.


  • Interessante anche l’intervento di Marianna Kajantie, coordinatore del progetto Europeo Eurocult 21, che racconta come nella sua città, Helsinki, per non perdere consenso, sia stato creato un ufficio di statistica urbana, che ha elaborato dati inaspettati nei significati e nel peso sociale. Il progetto della Comunità Eurocult 21 si propone di raccogliere storie provenienti dalle diverse città partecipanti, perché si è ritenuto molto importante il tornare sul territorio, ai cittadini. Naturalmente ogni città è tenuta a riempire un questionario molto dettagliato ma non sulle cifre (quanti visitatori dei musei ecc) ma sui “perché” e sui “come”. Ad es. “perché” si sono volute quelle biblioteche o quei cinema, quei teatri, “come” sono gestiti. E’ molto più semplice quantificare con cifre l’impatto economico di una certa politica, ma il senso della democratizzazione della cultura, il perché si perde.


  • Alle ore 12 conf Stampa sui contenuti del forum e sui due progetti promossi dalla rete dei tavolidellacultura (all’interno del prot d’intesa/patto con l’ass Cultura del Comune): lo SPORTELLO UNICO DELLA CULTURA reso interattivo (www.genova-2004.it/cultura/home.asp) e l’OSSERVATORIO sui BENI CULTURALI con la newsletter BCULT (vedi www.tavolidellacultura.net): i tavoli come soggetti protagonisti che si inseriscono a pieno nel tema della ‘responsabilità sociale’ (vedi ‘Chi Siamo’ nel Sito)


  • Nel pomeriggio: una sorta di ‘rendicontazione sociale’ sulle attività del Dip.to Cultura con particolare attenzione a MUSEI e BIBLIOTECHE: con dati interessanti che sono stati riportati anche sulla stampa cittadina


  • Quindi dibattito con interlocutori istituzionali e privati: molta attenzione ai temi che i tavoli stessi hanno affrontato in un loro seminario (vedi Sito) sul cambiato RAPPORTO TRA PUBBLICO E PRIVATO (i privati non + solo visti come sponsor o gestori ma come ‘partner’ nelle programmazione); molto interessante l’appello di un panel di studenti per avvicinare la cultura alle nuove generazioni.

(sintesi a cura di Carla Costa e MPP)
 
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