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immagine da B-CULT

FUS: firma la lettera contro i tagli alla cultura

Fino al 28 ottobre

Comune di Genova, Provincia di Genova, Regione Liguria, Teatri e Associazioni promuovono un’iniziativa per la cultura, la ricerca e l’innovazione contro i tagli previsti dalla Finanziaria 2006.

A partire da oggi sarà possibile sottoscrivere una lettera volta a contrastare la grave situazione che l’approvazione dell’attuale testo della legge Finanziaria 2006 verrebbe a creare. La mega lettera con tutte le firme verrà inviata, venerdì 28 ottobre, al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Sarà possibile firmare la lettera recandosi presso le sedi sotto indicate:
  • Teatro Carlo Felice, Teatro Stabile di Genova, Teatro dell’Archivolto
  • Musei gestiti dall’Amministrazione comunale
  • Biblioteca Berio e Biblioteca E. De Amicis
  • Biglietteria di Palazzo Ducale

Oppure, inviando una e-mail ai seguenti indirizzi:

Il testo della lettera e le altre informazioni sono visibili presso i siti Internet delle principali Istituzioni. Si invitano gli Enti, le Associazioni, i Gruppi a diventare promotori della raccolta contattando il sito dei Tavoli della Cultura oppure gli Enti promotori.

Il testo della lettera, riportato di seguito, è anche disponibile in allegato
  • in formato rtf - 2 Kb
  • in formato pdf - 13 Kb



Per firmare l’appello da tavolidellacultura.net, inviare la propria adesione - specificando nome e cognome e, se indicativo, attività - all'indirizzo e-mail tagli.fus@tavolidellacultura.net

 
Da tavolidellacultura.net, un GRAZIE a coloro che hanno firmato per sostenere l'iniziativa
 

Il testo della lettera

Signor Presidente del Consiglio,

il debutto della stagione di spettacoli 2005/2006 ha drammaticamente coinciso con l'annuncio del taglio di 164 milioni di euro del Fondo Unico dello Spettacolo, una diminuzione del 40% rispetto alla cifra dell'anno precedente: dalla sua nascita nel 1985 il Fus non è mai stato così basso, tanto che questa decisione più che ad una misura economica assomiglia ad un de profundis per la cultura italiana.

Il contemporaneo taglio ai trasferimenti agli enti locali, alla ricerca, alla scuola, ai musei, alle biblioteche, configura un ulteriore svuotamento di risorse e un sicuro rischio di ricaduta a catena sulla vita civile delle nostre città e sul loro futuro.

Siamo tutti consapevoli delle difficoltà finanziarie del Paese e della necessità di operare per il risanamento della spesa pubblica, ma Lei sa che questo provvedimento significherebbe la perdita di migliaia di posti di lavoro, l'impoverimento di un patrimonio culturale essenziale per l'identità nazionale, in grado di concorrere, insieme al turismo ed ai beni culturali, al rilancio economico del Paese, alla sua competitività ed alla sua immagine internazionale.

Da una decisione del genere dobbiamo forse dedurre che non si comprenda o non si voglia tenere in debito conto l'importanza e il valore della cultura?

La cultura non è spesa, ma investimento, anche per la fondamentale funzione formativa sulle generazioni future.

Signor Presidente Le chiediamo di annullare i tagli e riportare il Fus almeno al livello del 2004, perché la cultura in Italia possa continuare ad esistere.

 
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