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tavolidellacultura.net, uno spazio per dialogare
Benvenuto al forum dell'Osservatorio Beni Culturali, in tavolidellacultura.net. Questo è uno spazio per dialogare e discutere dei temi più attuali relativi ai Beni Culturali.
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Forum: uno spazio per il dialogo
 
18 agosto 2006 - Lavorare nella cultura
Sono un giovane laureato in Conservazione dei Beni Culturali della provincia di Imperia. Mi rivolgo a Voi dopo aver per caso trovato il Vostro sito in quel grande calderone che é Internet, spinto dalla necessità di capire e orientarmi in un "universo" culturale-lavorativo che purtroppo sfugge ancora alla mia comprensione. Scrivo a Voi nella speranza che mi possiate chiarire le idee e magari aiutare ad orientarmi. La Cultura é una cosa meravigliosa, nelle sue diverse e multicolori forme essa è quanto di più importante e bello la Nostra società (e con Nostra intendo ovviamente quella degli esseri umani, senza distinzioni di razze o colori) possa produrre, la speranza di avere un messaggio da comunicare, un qualcosa di universalmente valido da esprimere. La Cultura però é anche persone, non solo le persone come utenti, ma anche coloro che forniscono questa possibilità di usufruire di un bene tanto prezioso, persone che fanno o vorrebbero fare della Cultura il centro della loro vita, personale e professionale. Ora, trovandomi io nella posizione di chi cerca di intraprendere questa strada vorrei sottoporre alla Vostra attenzione una situazione alquanto conflittuale. Da sempre si parla di eventi, manifestazioni, meeting a sfondo culturale, si organizzano giornate e si pubblicizza,più o meno in grande, la Cultura. Ebbene il conflitto sta nella situazione dei giovani che di questi avvenimenti vorrebbero fare il loro lavoro, che studiano, si specializzano e poi vengono sputati dall'ennesima impossibilità a lavorare verso attività senza dubbio dignitose, ma estremamente distanti dal mondo della Cultura di cui si parla. E' un fenomeno che vedo sempre più spesso nella generazioni che mi hanno preceduto alla laurea e che mi stanno seguendo...Quello che ora io mi/Vi chiedo é se é davvero possibile per un giovane fare Cultura, farla non come attività di volontariato, ma come lavoro per il quale si ha studiato e nel quale ci si é specializzati.Lo é davvero? e come?io non ho ancora trovato la risposta spero possiate indicarmela Voi. Dopo tutte le porte trovate chiuse la tentazione di abbandonare é molto forte, soprattutto in una regione come la nost ra che sembra offrire a chi é agli inizi ancora meno possibilità delle altre. Se avete consigli e indicazioni da fornirmi Vi prego di farlo, se sapete dove rivolgermi e indirizzarmi, Voi che con la cultura già lavorate spero possiate concretamente aiutare noi che vorremmo seguire la Vostra stessa strada. Vi ringrazio in anticipo per ogni consiglio e indicazione concreta che saprete fornirmi e Vi porgo i miei cordiali saluti. Vi saluto cordialmente.
Diego Ramella
rispondi al messaggio
  - 29 agosto 2006 - Re: Lavorare nella cultura
L'inserimento dei giovani in una professione non è mai semplice, tranne nel caso in cui l'offerta di posti di lavoro supera la domanda (è il caso dei mestieri di base, non qualificati o poco qualificati). il citato "mondo della cultura" andrebbe meglio squartato dal nostro lettore, per riconoscervi i molteplici versanti, che sono dozzine. alcuni offrono maggiori occasioni di lavoro rispetto ad altri. È ovvio che non basta essere semplicemente laureati per farsi ingaggiare da qualcuno. in genere la possibilità di insermento non dipende da un solo fattore (essere bravi, oppure essere presentati autorevolmente, oppure essere nel posto giusto al momento giusto) ma da una combinazione di molti fattori, fra cui quelli esemplificati sembrerebbero indispensabili. Aggiungerei che, come ho potuto constatare dall'esperienza personale, occorre anche una pianificazione delle proprie azioni ponendosi anche obiettivi intermedi.
Rinaldo Luccardini
 
6 marzo 2006 - I parchi culturali della Liguria
Cari Amici, mi è capitato recentemente di rileggere l'opuscolo edito a suo tempo dalla Regione Liguria, Assessore Maria Paola Profumo, riguardante i Parchi Culturali della Liguria. Quell'iniziativa, in cui ero anch'io coinvolto come promotore del Parco della Riviera delle Palme (provincia di Savona), mi sembrava -e mi sembra tuttora- una delle iniziative più incisive al fine di costruire un'offerta culturale complessiva della Liguria. Quello che nei giorni scorsi mi si presentava di fronte durante la lettura dell'opuscolo era uno scenario entusiasmante, potenzialmente capace di fornire lo spunto per mille programmi da realizzare sul territorio. Propongo quindi di incontrarci nel Forum con tutti coloro che sono interessati all'argomento ed in primo luogo, oltrechè -logicamente- con Maria Paola Profumo, con Laura Guglielmi e con gli Autori che avevano allora scritto i brani illustrativi. Mi sembrerebbe importante la collaborazione con il Prof. Devoto, il quale -forse per primo in Liguria- ha realizzato un Parco letterario: quello dedicato a Giorgio Caproni. Vi saluto cordialmente.
Giancarlo Garassino
rispondi al messaggio
  - 8 marzo 2006 - Re: I parchi culturali della Liguria
Se siamo affezionati a qualcosa che ci piace, ma non ci appartiene dobbiamo almeno manifestare questo sentimento. Potremmo essere in tanti, ed avere una forza che non si sospettava esistesse. Questo forum aiuta a scoprirlo.
Rinaldo Luccardini
 
24 febbraio 2005 - I progetti infrastrutturali
La città di Genova è oggi interessata da progetti infrastrutturali portuali, autostradali e ferroviari che comporteranno rilevanti trasformazioni. Credo che sia importante affrontare il tema delle ricadute sul tessuto urbano delle trasformazioni che ne conseguono non solo in termini vincolistici. Occorre cogliere queste occasioni per formulare proposte di riqualificazione e valorizzazione dei beni storico-culturali ed ambientali interessati coinvolgendo in tal senso i Soggetti Attuatori sia sotto l'aspetto culturale che di quello economico.
Anna Iole Corsi
rispondi al messaggio
 
26 gennaio 2005 - I progetti interculturali
Guardare a progetti "interculturali" non vuole dire solo attraverso le culture altre, ma innanzitutto significa permeabilità fra i diversi campi culturali.
Lauro Magnani
rispondi al messaggio
 
23 gennaio 2005 - Il ruolo del Comune
Il Comune dovrebbe avviare una operazione di reale integrazione dei suoi tanti bracci operativi al fine di assicurare interventi congrui, ispirati ad un’azione di “buon governo”. Invece assistiamo al procedere separato dei vari settori, con l’atteggiamento pragmatico e un po’ cinico di chi sistematicamente rifugge da tensioni ideali e visioni di lunga gittata.
Paolo Cevini
rispondi al messaggio
 
11 gennaio 2005 - Il concetto di conservazione
Il concetto attuale di "conservazione" dei beni culturali sembra spesso, nei fatti,
superato, rispetto a quello che ritenevamo negli anni Settanta.
Oggi conservazione si coniuga continuamente a "valorizzazione",
al confine tra sfruttamento e sviluppo. Il fatto che i beni culturali
possano rendere può far dubitare sulla loro "sacralità": è ancora attuale o sarà superata?
Lauro Magnani
 
8 gennaio 2005 - Valori archeologici e ambientali
Guardando agli interventi di rinnovo urbano compiuti a Genova, constatiamo che
mancano quelli sulle testimonianze non artistiche della nostra cultura.
Pensiamo alle cartiere ed agli opifici situati nelle valli dell’interno.
Non bisogna disperdere straordinari valori archeologici che sono anche ambientali.
Paolo Cevini
 
8 gennaio 2005 - La forza della comunicazione
Se siamo affezionati a qualcosa che ci piace, ma non ci appartiene dobbiamo almeno
manifestare questo sentimento. Potremmo essere in tanti, ed avere una forza che
non si sospettava esistesse. Questo forum aiuta a scoprirlo.
Rinaldo Luccardini
 
Forum: B-CULT
 
19 luglio 2005 - B-cult 08: arredo urbano
Leggo sull'ultimo numero di B Cult alcuni riferimenti all'arredo urbano in Piazza Acquaverde
e più in generale alla zona ottocentesca della città. Mi impegno a convocare una
riunione con Roberta Morgano (Assessore alla Vivibilità) Bruno Gabrielli (Assessore alla qualità urbana)
e B-Cult per provare a trovare una soluzione di tutela.
Cordiali saluti.
L'Assessore
Luca Borzani
 
7 gennaio 2005 - La newsletter
Ho letto con interesse la vostra newsletter. È corretta: testo stringato e immagini. Il numero delle segnalazioni (4 o 5) è adeguato. Però mi chiedo: nella sostanza cosa fate concretamente per proteggere i beni che segnalate?
Davide D’Orsi
  - 13 gennaio 2005 - Re: La newsletter
La segnalazione è il primo passo che comunque dev'essere compiuto.
Dall'esposizione del caso può nascere un gruppo di interesse e questo
gruppo decide poi come agire nel senso auspicato.
Luccardini
 
Forum: segnalazioni
 
28 luglio 2005 - Vicoli chiusi: perché?
Recentemente, durante una passeggiata in centro ho notato che
alcuni vicoli sono chiusi con cancelli perciò inaccessibili: Vico del Piombo, Salita della Rondinella, Vico dell'Umiltà. Mi sfuggono i motivi che possono aver convinto il Comune a concedere una cosa del genere che lascia quanto meno stupefatti ( spero di non essere il
solo!)
Pietro Luigi Piccardo
  - 30 luglio 2005 - Re: Vicoli chiusi: perché?
Non si tratta di un fatto inspiegabile, né stupefacente.
Già duecento anni fa gli "anziani" della città permettevano la chiusura dei vicoli
quando cessava la funzione del transito e quella dell'accesso
agli edifici era garantita da altre vie: lo testimoniano numerose iscrizioni
nei punti in cui ciò è avvenuto.
Ancora oggi motivi di igiene e di ordine pubblico conducono alla medesima
conclusione. I cancelli permettono comunque la visione dello spazio
intercluso e consentono comunque l'accesso per interventi di igiene e manutenzione.
Rinaldo Luccardini
 
 
5 febbraio 2005 - Il circuito del verde
Il circuito del verde è rimasto fuori dalle celebrazioni del 2004. Il verde dei giardini, il paesaggio, l’ambiente, l’uso nei quartieri, la storia del verde... Genova è ancora molto dotata: dai frammenti rimasti negli spazi urbani, procedendo verso Levante o Ponente, si hanno risorse sempre più grandi (Scassi, Rossi, Centurione, Duchessa ad esempio) fino ad aprirsi al paesaggio agricolo e alla natura libera delle rocce e delle montagne. Le potenzialità di analisi tra storia, scienze e tecnologie sono notevolissime.
Lauro Magnani
 
31 gennaio 2005 - I beni delle chiese
Segnalo i beni mobili o semi-mobili delle chiese in cui non esiste una protezione né un sistema di allarme. Si potrebbe fotografare tutto il possibile e passarlo al Comando Tutela dei Carabinieri. Siccome l'impegno di spesa per ogni chiesa non è eccessiva, si potrebbero individuare le ditte in collaborazione con Associazione Industriali o Camera di Commercio, per ottenere il finanziamento all'esecuzione della campagna di censimento fotografico.
Pietro Luigi Piccardo
 
30 gennaio 2005 - Un museo della città
Sollecitato dalla newsletter mi prendo la briga di segnalare un grave limite nell'impianto museografico della ns. città evidenziato ulteriormente dalla recente mostra sui liguri. Manca un museo - o un percorso forte attraverso i musei cittadini - che ricostruisca con un forte e moderno apparato didattico la storia sociale economica urbanistica artistica etc etc della città. La recente mostra sui Liguri - per altro con un approccio solo in parte condivisibile - ha se possibile evidenziato ulteriormente una simile carenza che non può essere colmata dalle pur valide collezioni dei singoli musei. In particolare quello che invidio a molte città europee è la possibilità di ripercorrere ed approfondire - anche ricorrendo ad apparati multimediali e comunque a strutture didattiche (didascalie, carte, audio...) che ricostruiscano in maniera efficoce l'evoluzione della città. Potrebbe essere un forte tema di riflessione.
lettera firmata
  - 16 giugno 2006 - Re: Un museo della città
Un progetto di museo della città era stato lungamente discusso alla fine degli anni '70, ma poi accantonato. La Soprintendenza per i Beni Archeologici ha tentato, senza successo, di promuovere, fin dagli anni '80 un museo dell'archeologia urbana, che presentasse la storia della città attraverso le ricerche archeologiche (e non solo). Sono tuttora convinta che sia indispensabile e doveroso pensare a un museo della città che "ricucia" in una prospettiva storica, con approccio multidisciplinare e mezzi multimediali, i dati archeologici (specie per le epoche più antiche e per la cultura materiale medievale e post medievale), i musei tematici, le collezioni pubbliche in dimore patrizie, i molti monumenti del passato non più visibili perché ricoperti o distrutti nelle trasformazioni urbane,ma documentati, le immagini d'epoca, etc. etc. Come modello penso, ad esempio, al London Museum e ad altri musei europei.
Piera Melli
  - 22 giugno 2006 - Re: Un museo della città
Un fortissimo tema di riflessione in effetti, ed un altrettanto forte problema di metodologia di lettura che partendo dal territorio dovrebbe sforzarsi di leggere la storia dell'insediamento genovese come una "stratigrafia" urbanistica (e sociale, culturale, economica, politica, ...) con tutti i suoi usi e riusi. Forse, più che della mancanza di un altro museo, il grosso limite potrebbe essere la mancanza del "percorso forte" intermuseale che lei giustamente lamenta. Io credo che esista il materiale per tentare di costruire questo percorso anche all'interno dei musei esistenti, e sarebbe un percorso confortato dalla presenza di reperti, oggetti e opere d'arte che potrebbero costituire un valido ed essenziale corollario per capire meglio la situazione storica che si sta osservando. Più che un nuovo spazio, quindi, nuove idee per gli spazi già esistenti e troppo spesso desolatamente vuoti; sempre che gli esigui fondi messi a disposizione della cultura nel nostro Paese vengano gestiti in maniera propositiva e oculata.
fabrizio cecchet
 
 
9 gennaio 2005 - Depositi privati di fotografia a Genova
Ricordiamoci che a Genova ci sono grandi depositi privati di fotografia. Penso agli archivi Leoni e Publifoto: conservano una memoria collettiva della Genova novecentesca. Sarebbe auspicabile mettere insieme idee, competenze e risorse pubbliche e private al fine di salvaguardare questo patrimonio.
Elisabetta Papone
  - 13 gennaio 2005 - Re: Depositi privati di fotografia a Genova
Gentile Sig.ra Papone, sono assolutamente d'accordo con Lei e
auspico la soluzione che sottintende cioè acquisire quegli archivi per non
perdere una parte cospicua della nostra storia. A presto.
Pietro Luigi Piccardo
 
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