| Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato Rinaldo Luccardini, Maria Pia Bozzo, Carlo Rocco, Giulio Nepi e Laura Santini Arredo urbano Piazza Acquaverde, Genova
Questa volta vi sottoponiamo una valutazione, mettendo a confronto due situazioni. Il commento è libero, usate il forum BCULT per segnalare le vostre opinioni!
Nella prima immagine si vedono due vassoi (difformi nella sagoma) avvitati alle transenne in ferro battuto che separano l'area dei giardini di piazza Acquaverde, a Genova, dall'area di sosta dei taxi.
I vialetti dei giardini sono stati declassati a parcheggio di scooter. I vassoi li hanno portati i taxisti. Poco distante c'é un barista che poggia sui vassoi le consumazioni per loro: è una sorta di drive-in bar.
Nelle altre immagini si vedono due superstiti di una categoria, quella dei nettascarpe, pressoché scomparsa a Genova con la progressiva asfaltatura delle strade.
Un tempo erano necessari per rimuovere dalla suola delle scarpe il fango che si attaccava nell'attraversare la strada. Uno degli oggetti fotografati è prodotto in fusione; l'altro è realizzato in ferro saldato e battuto.
Questi elementi dell'arredo urbano si trovano qua e là nella zona ottocentesca della città, ma quando viene decisa l'asfaltatura dei marciapiedi, il rullo dell'impresa esecutrice ne spezza parecchi, nell'indifferenza generale.
top Selciato Genova
Una città d'arte come Genova dovrebbe prendere in seria considerazione l'ipotesi di riabilitare la funzionalità delle antiche selciature delle sue strade nelle zone storiche.
Stiamo parlando delle vie che un tempo erano lastricate con losanghe di arenaria e talvolta anche granito, mentre la circonvallazione a Monte era perfettamente guarnita di un acciottolato. Nel mese scorso lo abbiamo rivisto, il risseu. Era un po' malconcio, perché la macchina che scortica l'asfalto lo aveva inciso qua e là. Ora è di nuovo sepolto sotto l'asfalto: non si vede più, ma c'è ancora!
A Borzoli c'è un immenso deposito di conci già pronti, ma le strade lastricate di recente (Cairoli, San Vincenzo) sono state pavimentate con pietra di cava, tagliata a macchina. Il materiale di Borzoli è quello che venne tolto in passato dalle strade genovesi che venivano asfaltate.
Dunque disponiamo delle pietre autentiche che si vedono nelle fotografie storiche delle strade genovesi (nella foto: via Verità a Voltri). La superficie delle pietre nuove è liscia, più facile da percorrere a piedi e con passeggini e carrozzelle.
Noi però stiamo parlando della superficie rotabile: ormai le condizioni del traffico urbano impongono, nel cuore della città, un limite di velocità di 30 km/h (nei picchi di punta è comunque a passo d'uomo) e dunque non serve, in città, lo stesso materiale che si usa per l'autostrada.
top Paesaggio marino Genova, Foce
È una delle spiagge libere più accessibili a Genova, si raggiunge da corso Marconi, oppure da via Casaregis di cui la via d'accesso al mare è il prolungamento. Si tratta di un percorso molto facile, senza scalini, alla portata di tutte le età. Ma il luogo ci appare violentemente sconvolto dall'incuria in cui è abbandonato.
Si è parlato del degrado dei parchi urbani, e questo cos'è?
Il litorale rappresenta un valore ambientale e paesistico di assoluto pregio e dunque deve essere curato e mantenuto nel rispetto di tali valori. Se qualcuno ritenesse che incuria e degrado dipendano dall'incivile comportamento dei cittadini che frequentano il posto, rifletta sulla complicità degli addetti ai lavori e pulizie che invece non lo frequentano affatto.
Poco distante da qui i turisti sbarcano dai pullman per puntare sulla Fiera o sulla passeggiata di corso Italia. Nella gente che vive il quartiere il senso del valore paesistico poggia anche su queste rimarchevoli defezioni.
top La cultura è femmina, parola di Le Monde
Per concludere, dal mondo, un po' di numeri sulla cultura. Trascriviamo integralmente, tradotto per i nostri lettori, un articolo apparso su Le Monde del 18 giugno 2005.
La 'femminizzazione' delle pratiche culturali è stata rilevata dal Dipartimento di Studi Statistici del Ministero della Cultura francese. Nel suo bollettino di giugno 2005 (n.147), Olivier Donnat nota che 'l'interesse delle donne per l'arte e la cultura è oggi superiore a quello degli uomini'.
Se il consumo audiovisivo può essere più o meno uguale (nei due sessi) l'ascolto musicale è differenziato. Gli uomini sono orientati più verso le musiche contemporanee ed il jazz, le donne preferiscono la musica classica.
È nel campo delle letture che le donne dimostrano di avere più appetiti: il 38% degli uomini dichiara di non aver letto alcun libro negli ultimi dodici mesi, contro il 25% delle donne. Queste ultime leggono 23 libri all'anno, gli uomini solo 19. Il 62% di loro hanno letto libri di narrativa, contro il 37% degli uomini.
Nel 1973 i due sessi erano andati in pari misura a teatro (12%). Trenta anni dopo un (debole) incremento del pubblico è dovuto alle donne (17% contro il 14%). Anche nel settore delle attività artistiche amatoriali è percepibile il sorpasso femminile: 34% contro il 32%.
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