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BCULT newsletter n.45

BCULT newsletter n.45
Dicembre 2008
Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria
Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato
Rinaldo Luccardini, Matteo Fochessati, Luigi Garella, Silvia Barisione, Monica Scuriatti, Luigi Pastorelli, Marina Mannucci.
 
Arte e pensiero

Ann: "Non so nemmeno se sia sua figlia"
Philippe: "E sua madre?"
Ann: "Era la moglie di uno e l'amante dell'altro. Lei era un'artista e queste cose per lei non contavano"

Dialogo fra Ann Taubelman (Agostina Belli) e Philippe Marchal (Philippe Noiret), nel film Un taxi color malva di Yves Boisset, 1977

L'arte moderna è un grande carnevale in cui si mescola di tutto, il talento e la furbizia, i creativi ed i pagliacci. E – questo è l'aspetto più grave – non c'è modo di fare distinzioni, di separare la scoria bruta dal puro metallo. E proprio perché ormai non esistono denominatori comuni estetici che consentano di distinguere il bello dal brutto, il successo di un artista non dipende dai suoi meriti, ma da fattori estranei all'arte quali le sue capacità istrioniche o gli scandali o gli spettacoli che è in grado di organizzare o dalle manovre mafiose dei galleristi, dei collezionisti, dei mercanti e dall'ingenuità del pubblico smarrito e sottomesso.
Mario Vargas Llosa su El Pais e La Stampa a proposito dell'asta Sotheby's sulle opere di Damien Hirst

Così l'arte implica una profonda conoscenza del passato e storie delle singole arti figurative esistono, anche eccellenti, perché un filo in effetti sussiste a legarne le parti.
Frammento della voce Arte dal dizionario enciclopedico Larousse , dedicato all'arte, edito in Francia nel 1982 e in Italia, da Rizzoli, nel 2005

Una delle cose belle del mondo dell'arte, che esiste ancora oggi, è che chiunque vi si accosti con serietà e dimostra entusiasmo e propensione, anche se è inesperto, viene trattato con assoluto rispetto fin dall'inizio. E' una delle qualità che rendono speciale la comunità artistica.
Jeffrey Deitch, in Come comprare l'arte contemporanea, di Louisa Buck e Judith Greer, edito da Allemandi, Torino, 2006

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immagine: la strada a nastro in una foto del 1928 La strada a nastro
Curiosità sul percorso stradale di via Gobetti, via Righetti, via Rosselli...

Circa ottanta anni fa venne portata a compimento l'arteria che, correndo parallela a corso Italia, consentiva di alimentare i terreni della collina di Albaro dove puntava l'alta borghesia genovese per l'espansione della sua residenza.

immagine: la strada a nastro Questa strada, che oggi ha preso diversi nomi (via Gobetti, via Righetti, via Rosselli...) inizialmente venne chiamata strada a nastro per via della sua sinuosità sia sul piano orizzontale che verticale; in pratica era come se sul terreno venisse srotolato un nastro largo quaranta metri.

In realtà la sua costruzione comportò lavori di sbancamento assai corposi, come dimostra la foto del 1928 che riproduciamo.

Il progetto originale prevedeva un assetto simile a quello di corso Torino, con due vialetti laterali separati con aiuole dal flusso principale dell'arteria centrale. Questa soluzione non venne mai realizzata. Eppure ne esisteva un'altra ancora più ambiziosa: due strade larghe sette metri, a senso unico, separate da un'aiuola di 20 metri (come venne fatto circa dieci anni dopo sulla copertura del Bisagno), ampliando i canoni già adoperati per corso Italia, l'unica strada esistente allora dotata di uno spartitraffico centrale.

La strada a nastro fu davvero la prima strada concepita per favorire il traffico automobilistico. Con la sua sinuosità e larghezza permetteva il fluire veloce delle vetture, consentendo di apprezzare emozioni cinetiche dalle sue curve e dalla debole pendenza che esaltava la potenza dei motori. Una cura particolare venne dedicata al mantenimento (per quanto possibile) delle creuse caratteristiche e pittoresche.

Per due di queste (via San Giuliano e via San Nazaro) non si è esitato a conservare il percorso pedonale mantenendolo a una ragguardevole quota con leggeri ponti. Negli altri casi le crose sono state raccordate con scalinate alla strada a nastro, evitando l'accesso alle auto al reticolo di stradine murate che attraversano la collina di Albaro. Dal confronto fra le due foto si possono apprezzare anche gli incrementi edilizi a cui ha dato origine la strada a nastro.


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immagine: Giornale dell'Arte Quattro interviste
La politica di promozione culturale della Regione e del Comune: opinioni in diretta

Per gentile concessione dell'Editore Umberto Allemandi & C., pubblichiamo le interviste a quattro Assessori, due della Regione Liguria (Bozzano e Morchio) e due del Comune di Genova (Borzani e Castellano) sulla politica attuata per promuovere la cultura nel territorio della rispettiva amministrazione.

Le interviste sono state pubblicate sul Rapporto Annuale delle Regioni & Città d'Arte allegato al numero 281 del Giornale dell'Arte (Novembre 2008) visitabile su ilgiornaledellarte.com.

Per conoscere meglio le problematiche trattate, oppure per poter effettuare confronti con altre realtà regionali e comunali, suggeriamo di collegarsi al website del Giornale dell'Arte e anche a quello, più specifico, economia-arte.com.

Le interviste sono disponibili anche in allegato, in formato rtf.


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immagine: via Ponte Reale Oconnello
La storia della lapide e del bronzo in via Ponte Reale

"Danieli Oconnello vindici illi iurium civilium atque sacrorum Hiberniae suae qui cuum Romam iter haberet his in aedibus cessit e vita idibus Maiis An. M DCCC XLVII. Monumentum pecunia collatit factum ab ortu eius C. M DCCC LXXV".

Questa frase, scritta in un latino impervio, si legge a Genova su una lapide appesa ad una casa di Via Ponte Reale. Nella lapide c'è anche il ritratto di Daniel O' Connell e, sotto alla lapide in marmo, c'è un tondo in bronzo che trasforma in italiano il concetto affidato alla frase latina: "A Daniele Oconnell che in nome di Dio strenuamente propugnò la verace libertà religiosa e civile della sua patria nel 50° anniversario della sua morte. I cattolici genovesi" (quindi questo bronzo è del 1897, mentre la lapide in marmo è del 1875).

Nato in Irlanda a Carhen, nella contea del Kerry, in una famiglia cattolica, Daniel O' Connell studiò giurisprudenza in Francia. Nel 1794 venne ammesso ad uno dei 4 tribunali di Londra; nel 1798 venne assegnato al tribunale irlandese (Irish Bar) e divenne avvocato. In quell'anno ebbe luogo la sollevazione della Society of United Irishmen affogata nel sangue dalle truppe inglesi. O' Connell non appoggiò la sollevazione, perché era convinto che il modo per affermare i propri diritti fosse quello di usare strumenti politici e non la forza. O' Connell tornò a dedicarsi all'attività politica intorno al 1810 sostenendo l'Emancipazione cattolica ovvero la possibilità per gli irlandesi di religione cattolica di entrare in Parlamento. A questo scopo fondò la Catholic Association.

Nel 1828 ottenne un seggio nella Camera dei Comuni, ma non ne prese possesso a causa del suo rifiuto di giurare fedeltà al re Giorgio IV in quanto capo della Chiesa anglicana. Nel 1841, Daniel O' Connell divenne il primo cattolico, dai tempi di Giacomo II, a ricoprire la carica di sindaco di Dublino. Fu promotore del movimento per l'abrogazione del cosiddetto Act of Union, che nel 1801 stabilì l'unione del Regno d'Irlanda e del Regno di Gran Bretagna e tenne una serie di comizi chiamati monster meetings a causa dell'elevatissimo numero dei partecipanti. L'enormità delle folle partecipanti ai raduni scatenò la preoccupazione del governo britannico. Minato nel fisico e nel morale, morì nel 1847 a Genova mentre era in viaggio per recarsi a Roma. Il suo cuore fu sepolto a Roma nella chiesa di Sant'Agata dei Goti, mentre il resto del corpo riposa nel cimitero di Glasnevin a Dublino. In Irlanda O' Connell è chiamato the Liberator per il suo impegno nell'emancipazione cattolica. A lui sono dedicate la principale strada di Dublino, O' Connell Street, e la strada principale di Limerick.

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immagine: tetto a Polanesi Tetto a Polanesi
La particolare copertura con temi marini in un edificio moderno .

A valle dell'Aurelia, fra Polanesi e Recco, c'è un raro esempio di edificio moderno che aggiunge qualità al paesaggio anziché sottrarne. Una casa incombe sul mare e il suo tetto è una superficie piana, come fosse un terrazzo (senza esserlo, però).

immagine: tetto a Polanesi Il mosaico di lastre di pietra che lo ricopre offre una composizione astratta in tre colori: bianco, rosso, grigio. Sono i tre colori delle rocce impiegate per la lastricatura ed il motivo evoca temi legati al mare. Un giocatore di waterpolo, una lisca di pesce, palle che galleggiano... La forma del tetto e le aperture che permettono l'inserimento del mare vero in quello raffigurato, fanno di questo episodio un eccezionale contributo dell'architettura al paesaggio.

L'opera in questione, di cui non si conosce una riproduzione pubblicata su riviste o libri, risulta essere di Leonardo Bucci che a Genova ha lavorato con Claudio Andreani. La loro collaborazione iniziò nel 1942 con il concorso Edifici di scuole all'aperto e insieme a Trinci realizzarono alla Foce la chiesa di Santa Maria dei Servi.

Questa villa a Polanesi è del 1955 e la sua attuale configurazione si accompagna ad una straordinaria sistemazione del giardino a piante xerofile. Decine di varietà di cactus sono godibili in una vista d'insieme che può avere solo chi si sposta a piedi lungo il bordo dell'Aurelia.


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immagine: uliveto - apre il link in nuova finestra, 40 Kb Uliveto finanziato
Stanziamento di fondi

I lettori ricorderanno sicuramente i nostri servizi sul cosiddetto uliveto murato, una porzione di suolo rurale adiacente a Corso Europa già ritagliato, in passato, non solo per costruire l'arteria stradale, ma anche due aree di servizio per la distribuzione di carburanti. Ne abbiamo parlato su BCULT22 del novembre 2006 e BCULT35 del gennaio 2008.

Orbene, il 28 novembre 2008 la Giunta regionale ha deciso lo stanziamento di fondi pari a 80.000 euro da destinare al Comune di Genova, finalizzati al recupero dell'area verde di pregio storico ambientale dell'Uliveto murato di Genova Quarto, minacciata da progetti di speculazione edilizia.

Ora seguiremo l'evoluzione di questo finanziamento, per vedere in cosa esso verrà materializzato: l'area ha molti punti di osservazione e dunque saremo lieti di informare i lettori sul conseguimento dei risultati auspicati.


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immagine: la gelatina di Alien Kei-Uai
Curiosità sulla gelatina del 1904

La

gelatina K-Y (si pronuncia Kei-Uai) venne immessa sul mercato nel 1904 come lubrificante delle suture chirurgiche, ma venne subito adoperata dalle infermiere di allora anche per proteggere le labbra screpolate dal freddo, giacché ha un gusto dolciastro e si indurisce quanto basta, diventando poi di nuovo molle con un colpo di saliva.

Benché non sia raccomandabile la sua ingestione, la K-Y non è tossica. Queste sue caratteristiche hanno indotto a usarla anche come lubrificante nei rapporti sessuali, anche orali, tanto che ora il suo consumo prevalente è su questo versante. Perciò i produttori ne hanno immesse in commercio anche versioni con proprietà spermicide, originariamente assenti dal composto.

K-Y ha avuto momenti di celebrità esaltanti nel film Alien di Ridley Scott, del 1979.

Di questa sostanza era infatti composta la bava del mostro alieno che, portato a bordo dell'astronave Nostromo per essere studiato, entra dalla bocca nel corpo di un membro dell'equipaggio, vi si sviluppa e tenta di giungere sulla Terra, nonostante gli sforzi compiuti per eliminarlo da Ripley interpretata da Sigourney Weaver. Nella vicenda narrata da Alien non c'è niente di diverso da quello che accade nella realtà, poiché i virus si comportano allo stesso modo, ma la rappresentazione del virus è mostruosa sia per le dimensioni che per le fattezze.

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immagine: grafico Indagine Istat Danni al patrimonio culturale
Beni culturali del Touring Club Italiano e di BCULT: lista di aggressioni

Secondo un'indagine promossa dal Touring Club Italiano nel 1995, il nostro Paese ospita una grande quantità di beni culturali. Precisamente sarebbero questi i valori in gioco (diversi da quelli individuati dall'Istat e riprodotti nella tabella a colori):

  • 95.000 Chiese (1/3 delle quali di pregio artistico);
  • 1.500 Conventi;
  • 20.000 Centri storici (1.000 dei quali di pregio);
  • 40.000 fra Rocche e Castelli;
  • 30.000 Dimore storiche;
  • 4.000 Giardini;
  • 30.000 Archivi;
  • 2.000 Biblioteche;
  • 3.500 Musei (in Francia solo 1.240).

Noi di BCULT ci occupiamo di tutto il resto, cioè del patrimonio culturale non classificato come tale o perché se ne ignora l'esistenza o perché non (ancora) ritenuto degno di essere tutelato e valorizzato. Lo scopo è quello di assicurare anche agli oggetti e ai manufatti di minor valore, un ruolo nella formazione della cultura delle generazioni future.

L'impresa può sembrare ambiziosa. Comunque è impervia, tenuto conto che anche i beni culturali protetti subiscono talvolta aggressioni e lesioni da chi non la pensa come noi. Ecco in proposito un elenco dei fatti accaduti in Italia, tratti da una lista redatta da Shult'z srl nel 2001 e pubblicata da Il Sole 24 ore:

  • 2.11.69, Roma, Basilica S. Pietro, martello sulla statua di Pio VI di Canova
  • 21.5.72, Roma, Basilica S. Pietro, martello sulla Pietà di Michelangelo
  • 13.8.86, Firenze, Piazza della Signoria, danneggiamento sulla Fontana del Nettuno di Ammanati
  • 17.6.87, Roma, Piazza Navona, ressa sulla Fontana dei quattro fiumi
  • 24.1.89, Città del Vaticano, liquido infiammabile sulla Madonna di Foligno di Raffaello
  • 14.9.91, Firenze, atto vandalico sul David di Michelangelo
  • 12.7.93, Padova, Chiesa degli Eremitani, atto vandalico sull'affresco Trasporto del corpo di S. Cristoforo del Mantenga
  • 13.10.93, Prato, Duomo, atto vandalico sull'affresco Le esequie di S.Stefano del Lippi
  • 15.12.93, Prato, Santa Maria delle carceri, atto vandalico sulla pala L'adorazione dei pastori di scuola raffaellesca
  • 11.11.95, Bologna, Piazza Maggiore, atto vandalico su quattro sculture di Moore
  • 5.6.97, Firenze, Piazza della Signoria danneggiamento sulla Fontana del Nettuno di Ammanati (zampa cavallo)
  • 16.8.97, Roma, Piazza Navona, atto vandalico sulla Fontana dei Fiumi (coda mostro marino)
  • 12.9.97, Acereale, Chiesa di S. Sebastiano, atto vandalico sull'altare del '700
  • 8.10.97, Palermo, Piazza Pretoria, atto vandalico sulla fontana centrale
  • 20.10.97, Modena, Duomo, incendio alla porta della Pescheria
  • 22.1.98, Roma, Musei Capitolini, buchi di matita su tre dipinti di Matisse
  • 18.7.98, Viterbo, Chiesa di S. Giovanni, vernice rossa su polittico del '400
  • 11.7.98, Perugia, Oratorio di S. Bernardino, atto vandalico sulla facciata policroma
  • 19.1.99, Napoli, Museo Nazionale Archeologico, atti vandalici diversi
  • 26.1.99, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna, atto vandalico sulla tela Sentieri ondulati di Pollock
  • 9.2.99, Firenze, Museo Marino Marini, atto vandalico su una statua in gesso
  • 5.5.00, Padova, Museo degli Eremitani, atti vandalici su due tele del Tiziano.

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immagine: Juventus - apre il link in nuova finestra, 40 Kb Vitalità del latino
L'uso delle parole latine:

"Venduto l'anello ad Aurum spedì il curriculum ai media, guardò in video la Juventus e poi andò al summit con l'Audi; era già in ritardo, come gli diceva il suo Festina".
In questa frase ci sono otto parole latine.

  • Aurum è un nome commerciale che in latino significa oro.

  • Curriculum è una parola usata in tutto il mondo per indicare la carriera, ma in realtà in latino significa corsa; diventa carriera solo se accoppiato ad un'altra parola, curriculum vitae, cioè corsa della vita in altre parole appunto carriera.

  • Media è il plurale di medium che in latino significa mezzo; il termine latino media è stato reintrodotto nella nostra lingua in derivazione dall'appellativo anglosassone mass media, che letteralmente significa mezzi di comunicazione di massa [dunque il termine latino è adoperato nel modo giusto dalla lingua inglese], ma sbrigativamente in Italia viene pronunciato da solo, senza mass, e ipocritamente con la pronuncia inglese (midia); serve a indicare giornali e televisione.

  • Video significa vedo, voce del verbo vedere di cui è la prima persona singolare nel tempo presente; questa parola è adoperata impropriamente al posto di teleschermo che fino agli anni Cinquanta indicava lo stesso oggetto.

  • Juventus è un nome notissimo agli sportivi, ma in latino significa giovinezza e la squadra che oggi si chiama Juventus Football Club, nel 1897 era lo Sport Club Juventus dei giovani liceali torinesi.

  • Summit è una contrazione della parola latina summitas che significa vertice (quello di un monte, ma simbolicamente anche quello di un popolo); la lingua inglese lo ha scelto, invece di peak o top, che sono molto più british, per indicare una riunione di vertice e noi ci siamo rapidamente adagiati.

  • Audi è un nome commerciale che in latino significa ascolta, seconda persona del verbo ascoltare nel tempo imperativo; il fatto è che la casa automobilistica tedesca venne fondata nel 1899 da August Horch e questo cognome, Horch, in tedesco significa ascolta.

  • Festina è il nome commerciale di una marca di orologi, ma in latino significa affrettati e la connessione fra le due cose è evidente. Svetonio attribuisce ad Augusto il motto Festina lente, che significa Affrettati piano il che ci appare ancora oggi, dopo venti secoli, di una validità impressionante.

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    L'indice è organizzato con la seguente logica: titolo, via o luogo, località. Dunque la parola chiave può essere scelta in uno di questi tre campi. La redazione provvederà in futuro ad aggiornare il file di repertorio.


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