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BCULT newsletter n.28

BCULT newsletter n.28
Maggio 2007
Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria
Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato
Rinaldo Luccardini, Antonio Zencovich, Claudia Diaspro, Marina Mannucci.
 
link immagine: fotografia del gruppo di partecipanti alla Promenade di architettura del maggio 2007
Fotografia del gruppo di partecipanti alla Promenade di architettura - maggio 2007
Genova

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Arte e pensiero

Lo spazio dell'arte telematica non è lo spazio illustrato di un dipinto né lo spazio euclideo di una scultura, ma uno spazio virtuale dove l'interattività introduce la possibilità di utente partecipante, passando da rappresentazione pittorica a esperienza comunicazionale.
Eduardo Kac in Aspetti dell'estetica nelle telecomunicazioni, 1992

Nero mi chiese come si conciliavano il matrimonio e l'arte. Lavoro molto e lo faccio con piacere. Mi sono appena sposato con la più bella ragazza del quartiere. Quando non dipingo facciamo l'amore come matti. Poi torno al mio lavoro. Ma non gli risposi in questo modo. Gli dissi che era una questione molto importante. Gli dissi che se un miniaturista fa meraviglie col suo pennello sul foglio, quando giace con sua moglie non può essere altrettanto alacre. Ma potrebbe essere vero anche il contrario, aggiunsi: se il pennello del miniaturista rende felice sua moglie, sul foglio l'altro pennello non brilla altrettanto.
Orhan Pamuk, Il mio nome è Rosso, Einaudi, Torino, 2001

L'artista della comunicazione diventa una specie di architetto di informazioni. Egli considera dei processi in una relazione interattiva di partecipazione con interlocutori intercambiabili. I punti di appoggio della sua rete non sono i punti fissati unicamente tecnici o formali; sono ancorati e direttamente allacciati nel tessuto sociale.
Forest Fred, Manifeste pour une esthétique de la comunication, 1984

L'architettura è un'arte contaminata, perché è sottoposta al giudizio dei controllori che l'autorizzano. È anche un'arte pericolosa, perché può dare luogo a oggetti sgradevoli che poi è difficile rimuovere.
Renzo Piano, intervista a Che tempo che fa su RaiTre del 5 maggio 2007

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Una stagione nuova
BCULT si rinnova

Questo numero 28 di BCULT si presenta con una nuova veste. Si potrebbe dire che, come la Luna, anche noi abbiamo un ciclo di 28 figurazioni. In realtà le motivazioni di un cambiamento sono esclusivamente tecniche.

Finora BCULT ha avuto due edizioni per ogni suo numero: quella destinata alla immissione sul circuito della posta elettronica e quella destinata al sito web. Dunque abbiamo composto e pubblicato il doppio dei numeri usciti finora: una situazione che appare incongrua a chiunque, soprattutto se questo è un lavoro compiuto da volontari. Dunque c'era la necessità di unificare quanto meno i formati delle due edizioni, il che rende più speditivo l'assemblaggio degli articoli, la composizione dei testi ed anche la loro archiviazione.

È utile che i lettori sappiano, a questo punto, che BCULT non pubblica tutto il materiale ricevuto e raccolto. Per ovvie ragioni di spazio e di veicolazione (di cablaggio, s'intende) prima della composizione di ogni testo deve essere compiuta una selezione dei brani e soprattutto una selezione delle immagini da pubblicare. Tutto ciò che non viene pubblicato viene comunque archiviato e custodito, anche a vantaggio e tutela degli autori. Qualche volta il materiale d'archivio è servito per ritornare sui pezzi già usciti e fornire gli aggiornamenti della vicenda.

C'è poi un'ultima considerazione da fare, legata al nuovo ciclo amministrativo che esce dalle elezioni. Benché l'osservatorio di questa newslewtter abbia una dimensione regionale, il fatto che il suo epicentro sia a Genova induce a sperare che una nuova veste sia d'auspicio per nuove relazioni orientate alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio culturale, come recita la frase della nostra mission.


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Ricette storiche
Cucinare con le vecchie ricette

Ogni tanto bisogna pensare anche al corpo. Perciò riteniamo utile fornire le seguenti indicazioni per la preparazione di cibo. Le ricette sono di Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, nato a Piadena nel 1421 e morto a Roma nel 1481. Chi avesse difficoltà con la lingua può chiedere la traduzione italiana cliccando sul nostro Forum.

Ova in craticula. Ova tunsa in patellam extendes et coques, donec concreta plicari quadrifariam possint. Haec in quadraemodum redacta, in craticula ad focum positam extendes. Ova deinde recentia, ablatis putaminibus, huic inde: saccarumque et cinnamum, dum coquitur, insperges. Cocta convivis appones.

Frictellae ex riso. Risum bene coctum, ac in tabulatum extensum, ut nimium humorem emittat, si voles tundito. Amygdalarum item tonsarum, quantum sat erit, addito, dissoluitoque cum aqua rosacea, ac iure decocti risi. His postea farinam et saccarum adminisceto; mixta, uti voles, in oleo friges.


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link immagine: distributori di benzina in città - apre il link in nuova finestra, 58 KbMarcatori urbani
Distributori di benzina in città

Con l'abbandono delle benzine al piombo tetraetile è iniziato più di dieci anni fa un graduale recesso dal più diffuso sistema di alimentazione dei motori. Oggi è possibile acquistare veicoli che sono alimentati a gas (metano o GPL) oppure sono elettrici, anche se il grosso della flotta ha ancora bisogno dei liquidi (benzina verde e gasolio). link immagine: distributori di benzina in città - apre il link in nuova finestra, 61 Kb

In molti casi il distributore di benzina è stato interpretato con immaginifica espressività: l'immagine di sinistra viene, simbolicamente, da Torino e ci presenta un distributore a forma di aereo. In moltissimi casi i distributori urbani sono oggettini marginali e tuttavia caratterizzanti gli spazi in cui sono insediati. Restano nelle nostre città i marcatori di queste transizioni, cioè i distributori di benzina.

link immagine: distributori di benzina in città - apre il link in nuova finestra, 75 Kb Nessuno, che si sappia, ha ancora studiato il modo di rilanciare queste presenze fisiche attribuendo loro altre funzioni. La ristrutturazione dei distributori di benzina non è un fenomeno diffuso. Di solito si procede con la demolizione e lo spazio ricavato diventa un parcheggio. Il piano nazionale di eliminazione dei distributori dalle aree urbane ha ormai più di trent'anni di età e in questo periodo sono stati lasciati qua e là tantissimi relitti.

Si veda, nell'ultima delle nostre immagini, la stazione di servizio posta a poca distanza dalla Commenda a Genova, e tuttora inutilizzata per funzioni più degne benché celebrata con una sequenza d'autore nel film Il giorno dello sciacallo di Fred Zinnemann.


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link immagine: Carcare, Museo alpino - apre il link in nuova finestra, 35 Kb Nel piccolo la qualità
Carcare, Museo alpino

Piccolo, ma speciale. Siamo ormai abituati a considerare importanti solo i fenomeni che hanno la dimensione maggiore. Le statistiche dell'Auditel, ad esempio, vengono invocate per indirizzare gli sponsor sulle preferenze dei teleutenti; ne deriva che la qualità della nostra televisione non è alta, proprio perché tarata su dimensioni enormi.

Anche le scelte consumistiche sono distruttive della specialità: nessuno ha più mangiato il limunin, una mela gialla che c'era in Liguria fino a cento anni fa. Tutti però sanno cos'è una chiquita. Abbiamo scoperto a Carcare un piccolo museo alpino. È nascosto fra le case, con una sua volumetria minuscola ed una forma graziosa e semplice.

È il museo degli Alpini e delle Alpi e dunque ci si aspetterebbe di vedere un edificio degno della importanza e della dimensione di questi due soggetti. Invece no: è un museo piccolo piccolo. La sua presenza, più ancora dei suoi contenuti, dà la dimostrazione di una passione della gente di Carcare per l'appartenenza a un retaggio culturale che potrebbe sembrare del tutto marginale: il luogo è proprio sul confine geografico che si è dato per convenzione alla catena montuosa più importante d'Europa.

Forse è proprio questo il motivo di rafforzare la simpatia e la celebrazione della cultura alpina. Non siamo certo di fronte al Museo di Helvetiaplatz a Berna, forse la cattedrale dell'argomento, ma il piccolo museo di Carcare è un ottimo avamposto da prendere in considerazione.


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link immagine: Genova, piazza Dante in una foto dAppendice di Promenade 2007: testimonianze dal vivo dei familiari e dei progettisti
Genova, piazza Dante

La passeggiata in città (Genova) per visitare opere di architettura moderna ha avuto un notevole successo di partecipazioni. Con una straordinaria combinazione di circostanze, infatti, è stato possibile fare confluire nella iniziativa anche alcune persone direttamente interessate link immagine: Genova, piazza Dante in una foto d alla celebrazione, per motivi familiari o personali. In una delle tappe era presente, a farci da guida, lo stesso progettista, Oneto, che sviluppò l'idea negli anni Sessanta.

In altre tre tappe c'erano le figlie dei progettisti Daneri, Morozzo della Rocca, Invernizzi, che hanno aggiunto particolari testimonianze alle opere realizzate dai loro genitori.

Molti partecipanti hanno mostrato stupore per l'impresa costruttiva che ha preceduto la realizzazione della piazza Dante. A completamento della documentazione forniamo perciò due ulteriori immagini dell'opera; in una si vede lo scavo propedeutico alle fondazioni, nell'altra si può vedere il Grattacielo ancora a contatto con l'antico borgo di via Madre di Dio.


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La loggia e le carrozze
Stage con UNIGE

Palazzo del Principe è il maggior complesso monumentale ligure del XVI secolo, sia dal punto di vista architettonico, che per il patrimonio artistico in esso custodito. Il primo nucleo del Palazzo è stato costruito e decorato tra il 1529 e il 1533 sotto committenza di Andrea Doria, su preesistenze quattrocentesche.

La loggia a mare è stata voluta da Giovanni Andrea I nella seconda metà del 500, quando l'erede del Principe fece ampliare il palazzo avvalendosi dell'opera dell'architetto camerale Giovanni Ponzello. Fino alla fine del XIX secolo la loggia si mantenne inalterata. Era un celebre punto panoramico da cui furono dipinte numerose vedute, ma nel XX secolo si avviò un progressivo processo di degrado.

Già nei primi decenni del '900 la loggia fu trasformata in luogo di attività commerciale; per adattarla a tale utilizzo gli archi del loggiato sono stati tamponati ed il balcone centrale è stato distrutto. Altre conseguenze negative per la loggia sono state portate dall'apertura della trafficata Via Adua.

Confrontando le fotografie precedenti e successive al 1936, anno di conclusione dei lavori, possiamo notare che il corpo di fabbrica è stato notevolmente ridotto, delle quattro campate originali sopravvive soltanto quella più esterna, inoltre, è scomparsa ogni traccia del portale centrale. Negli anni '30 del '900 la loggia fu espropriata e, in aggiunta alle pesanti manomissioni che subì, iniziò il suo utilizzo improprio, che continua ancora oggi.

Attualmente i suoi locali interni sono di proprietà comunale, mentre il resto del palazzo è di proprietà della famiglia Doria Pamphilj. Questi locali sono stati trasformati in officina della ditta Ansaldo durante i lavori di costruzione della metropolitana e, ancora oggi essi vengono utilizzati dall'AMT per la riparazione delle carrozze della metropolitana stessa. Un tempo, invece, le carrozze che potevano accedere a questi locali erano quelle tirate dai cavalli.

Considerando l'importanza storica ed architettonica della loggia, si pone il problema del recupero della struttura, affinché le sia restituita la sua funzionalità e le venga riconosciuta la sua importanza in quanto monumento storico; certamente le carrozze della metropolitana poco si addicono a quella che era la dimora di un Principe. Nel 2004 per la celebrazione di Genova capitale della cultura è stato avviato un progetto di riqualifica per la zona della Darsena con l'apertura del museo del mare ed altre iniziative, ma questo programma non comprende anche la loggia a mare la quale è senza dubbio meritevole di attenzioni.


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C'é su BCULT
Guida ai contenuti di BCULT

Il file allegato (in formato rtf, 14 Kb) contiene l'elenco dei materiali pubblicati.

Disponendo di questo file (che può essere archiviato a parte sul proprio hard-disk) si riesce a trovare rapidamente l'argomento cercato inserendo la parola chiave nel menù che discende dal comando "Modifica/Trova", posto nella prima barra superiore del programma "Word" per chi è in ambiente Microsoft (analoghi strumenti sono offerti dall'ambiente Mac). Con tale informazione si può tornare al sito web ed aprire solo il numero della newsletter che interessa.
L'indice è organizzato con la seguente logica: titolo, via o luogo, località. Dunque la parola chiave può essere scelta in uno di questi tre campi. La redazione provvederà in futuro ad aggiornare il file di repertorio.
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Rinaldo Luccardini, Antonio Zencovich, Claudia Diaspro, Marina Mannucci.
 
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