| Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato Rinaldo Luccardini, Angiolo Del Lucchese, Claudia Diaspro, Marina Mannucci
Arte e pensiero
Il comandamento viene preso seriamente sia dagli Ebrei che dai Musulmani, come mostra l'astratta arte sacra delle sinagoghe e delle moschee, mentre la sua rimozione da parte dei Cristiani ha trasformato le loro chiese in musei nei migliori dei casi, e in circhi nei peggiori. Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, Milano, 2007 [l'autore si riferisce al secondo comandamento divino scritto su Esodo, XX, 4 e su Deuteronomio, V, 7 che recita: "Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra"] La virtù sta nel mezzo. Mediterraneo significa nel mezzo della terra. Sulle sue sponde, dove la luce è mediana e a 45 gradi, quella che definisce meglio i corpi e ne mostra la forma, sono fiorite le grandi culture artistiche proprio grazie a questo equilibrio di luce né troppa né troppo poca, poiché sia l'una che l'altra accecano e i ciechi non vedono. Nel Mediterraneo si impone la visione concreta delle cose, sede della vera arte. Affermazione di Antoni Gaudì, in Joan Bergòs i Massò, Gaudì: l'uomo e l'opera, JacaBook, Milano, 1999 The art of welcoming you at the universal language of her culture: masterpieces cities to be admired stone by stone, music, folklore, fine handicraft work. The art of making you fall in love with her sunsets, her sparkling sea, her exquisite cuisine... Italy, where hospitality is an art Advertisement tag of ENIT for USA, 1972 top Promenade di Architettura con BCULT Genova La Promenade di quest'anno, che organizziamo insieme alla rivista Archphoto, all'Associazione Amici dei Musei, alla Wolfsoniana e alla Fondazione Labò, avrà luogo il 19 maggio, che è un sabato. La partenza è prevista alle ore 9,30 da piazza della Vittoria lato settentrionale (sotto il palazzo INPS). Si consiglia di arrivare intorno alle 9 per poter dare luogo alle formalità prima della partenza. Si ricorda che il bus ha una capienza di 50 posti e che per poterne usufruire occorre versare una quota di 10 euro. Agli imbarcati verrà consegnato il materiale che documenta con schede e immagini le tappe del giro. Chi non troverà posto sul bus può accodarsi, gratis, col suo veicolo (quest'anno il giro non include percorsi riservati ai mezzi pubblici). A causa di un cantiere che ingloba completamente la Villa Della Ragione questa tappa, annunciata nel precedente numero di BCULT, verrà sostituita con quella della casa di abitazione situata in via Pisa dove farà da guida il progettista Jean Oneto. Le altre tappe sono: Palazzine del Lido, Villa Ollandini, Case dei Pescatori, Grattacielo Invernizzi: su quest'ultima tappa è prevista una permanenza di quasi due ore poiché la visita include l'accesso ad alcuni interni particolari. Chi non avesse ancora prenotato può farlo inviando una e-mail all'indirizzo: amicimusei@tin.it, oppure telefonando il venerdì fra le 10 e le 13 al numero: 010-581584.
top È finita sotto il treno Grotte dei Balzi Rossi
Nelle Grotte dei Balzi Rossi si continua a scavare il materiale nei ripari del complesso principale. Non si può invece continuare la ricerca sotto al ballast ed ai binari ferroviari dove permane una cospicua successione di strati tuttora inesplorati. Si spera che in uno dei tanti programmi infrastrutturali del futuro o in una delle prossime leggi-obiettivo venga allontanata dalla costa la linea ferroviaria per poter dare luogo ad una completa analisi del più importante sito archeologico della Liguria: qui sono state rinvenute infatti le cosiddette Veneri dei Balzi Rossi, cioè le prime sculture fatte dall'uomo in Europa (piccole statuine in steatite raffiguranti il corpo femminile). Gli scavi del riparo Bombrini sono stati condotti con la supervisione della Soprintendenza Ligure per i Beni Archeologici, dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri insieme alla Università di Pisa ed alla Duke University (North Carolina) e sono serviti a stabilire in quale rapporto avessero convissuto le due specie di Homo che hanno popolato il continente. Le stratigrafie presenti nelle Grotte infatti vanno dal Paleolitico Medio (nel quale la presenza umana era costituita dall'Uomo Neandertaliano) al Paleolitico Superiore (nel quale ormai era presente solo l'Uomo Moderno, detto anche Uomo di Cro-Magnon, che fabbricava gli utensili detti aurignaziani). Come è noto noi tutti, nel pianeta, siamo appartenenti alla seconda specie: quella dell'Uomo Moderno. Sappiamo che è esistita un'altra specie umana solo perché ne sono stati ritrovati frammenti ossei scheletrici e manufatti lavorati rozzamente. Di enorme interesse storico e culturale, oltre che antropologico, è lo studio dei motivi che hanno condotto alla scomparsa di una delle due specie, e qui in Liguria c'è un posto di grande utilità a questi fini. I risultati delle ricerche più recenti hanno messo in luce che c'è una cesura fra gli strati neandertaliani e quelli aurignaziani. Pertanto si dovrebbe ammettere che ai Balzi Rossi non c'è stato contatto fra le due specie, sebbene abbiano convissuto per qualche migliaio di anni in aree geograficamente vicine. Infatti sappiamo che gli aurignaziani erano presenti in Liguria più di 37 mila anni fa, mentre nell'Italia Centrale sono state trovate tracce neandertaliane di alcune migliaia di anni dopo. Per capire quale delle due specie fosse presente all'epoca dello strato studiato, si esaminano gli eventuali resti scheletrici, ma in loro assenza ci si basa sui manufatti. Le Grotte dei Balzi Rossi si trovano a poca distanza da un deposito di ciottoli di selce situato alla Mortola, in località Ciotti. Per poter realizzare armi ed utensili i neandertaliani prelevavano ai Ciotti solo piccoli sassi, mentre gli aurignaziani erano in grado di lavorare anche grossi ciottoli. Inoltre negli strati aurignaziani sono presenti anche altri tipi di pietre lavorate, provenienti da depositi distanti anche centinaia di chilometri. Ci sono anche altri indizi per riconoscere e distinguere le due culture: i neandertaliani non producevano oggetti per fini decorativi, mentre gli aurignaziani fabbricavano monili e decoravano le proprie dimore con graffiti e disegni. Anche ai Balzi Rossi è stato trovato un oggetto decorato. Si tratta di un ossicino di uccello sul quale circa quaranta mila anni fa qualcuno ha inciso una serie di tacche equidistanti: un pezzo di collana?
top Geografia religiosa
Monte Figogna, Ceranesi
Una tradizione culturale dei mitici viaggi nei luoghi più lontani del Pianeta, come Capo Nord in Europa o Usuhaia nell'estremo sud dell'Argentina, impone che ci si trovi a un certo punto davanti ad un palo su cui sono inchiodati cartelli segnaletici puntati in varie direzioni, con le distanze chilometriche delle città più famose.  La stessa cosa capita a chi si rechi in Spagna ai primi di gennaio, lungo il percorso della rocambolesca gara motoristica Parigi-Dakar: la località africana è indicata con vistosi segnali ad una distanza sbalorditiva e proibitiva per la gente normale. In Liguria c'è un posto in cui è possibile traguardare in tutte le direzioni della bussola avendo per guida uno gnomone in pietra e metallo che indica l'esatta posizione dei luoghi di evocazione mistica e turistica più rinomati. Si tratta del prato antistante il Santuario della Madonna della Guardia, nel Comune di Ceranesi, dove è stato realizzato un apposito balcone che consente all'osservatore di spaziare con lo sguardo verso il mare e verso i monti (la posizione è davvero affascinante per l'ampiezza delle vedute prospettiche). Le indicazioni sono ricavate a rilievo in formelle di bronzo e, oltre alla denominazione della località, riportano un motivo iconico che evoca il sito. Non sappiamo, al momento, chi sia l'autore dell'opera; ma ne apprezziamo lo sforzo creativo poiché dallo spunto che offre la vetta del Monte Figogna (questo il nome della vetta su cui è stato costruito il Santuario) egli ha interpretato il desiderio di universalità che infonde lo spirito religioso, mettendo in relazione fra loro sia i valori naturali del paesaggio, che quelli mistici della religione, unendone gli effetti con quel minimo di geografia politica che è a disposizione di tutte le culture. Non stupisce dunque che, orientandosi ad Occidente, l'osservatore possa disporre delle tre indicazioni che si vedono nella nostra immagine parziale: Lourdes, New York, Piani di Praglia. È chiaro infatti che chiunque acceda all'osservatorio provi un certo fremore mentre scruta l'orizzonte nelle direzioni indicate, pur sapendo che non vedrà i luoghi denominati dalle formelle bronzee. Egli si sentirà effettivamente collegato a quei luoghi e il suo pensiero, solo per un attimo, trascenderà dal contingente per entrare nell'universalità. top Corte Lambruschini Genova, Foce
L'architettura è delle forme espressive quella sicuramente più ingombrante. Per poter apprezzare un'opera d'arte architettonica non è sufficiente guardare una foto. Bisogna entrarci. Sentire l'eco che riverberano le pareti degli ambienti, toccare la materia di cui è fatta, sentire il calore o il gelo delle superfici, annusare l'effetto dei materiali  impiegati. Poi, soprattutto, bisogna provare a viverci, in un'opera di architettura. Dunque l'architettura offre all'utenza dell'arte una molteplicità di stimoli e questi non solleticano solo il versante estetico del nostro gradimento, ma anche quello delle relazioni sociali e (perché nasconderlo?) quello degli interessi patrimoniali. C'è un interesse collettivo, nella città. Se una città è brutta, per colpa delle brutte architetture, tutto il contesto diventa inferiore nel gradimento soggettivo, anche se uno si veste con abiti costosi o acquista un'auto di lusso per frequentare il suo quartiere. C'è stato un periodo della innovazione ed uno della conservazione. Non si può ritenere che l'uno sia giusto e l'altro sbagliato. In ogni caso per fare le cose giuste bisogna avere la cultura adatta a raccogliere tutte le esigenze. Perfino quelle della pubblica opinione, che sono assai difficili da percepire, se si resta nel rapporto biunivoco con la committenza. Anche gli esaminatori dell'opera d'arte (l'architettura necessita di approvazioni, prima di poter uscire allo scoperto) sono prigionieri di questa difficoltà e i veri architetti sono quelli che oltre ad esprimere forme ad alto gradimento estetico e funzionale, sono anche capaci di comunicare il loro messaggio a tutti i possibili fruitori dell'opera, perfino quelli che passano lì accanto ad essa senza mai avere un motivo per usarla entrandovi. I grandi architetti sono quelli che percepiscono in anticipo l'evoluzione del gusto. Quelli grandissimi sono i fondatori di nuovi canoni estetici. Dalle loro opere inevitabilmente discenderà una immensa schiera di copie. top
Erbe da museo Cosio d'Arroscia (Imperia)
A Cosio d'Arroscia (Imperia) è stato aperto, nell'estate del 2006, un museo della flora alpina. I locali della esposizione sono situati ai piani superiori dell'ex Municipio, in un edificio che si trova proprio al centro del compatto borgo museo di sé stesso. Una visita a Cosio è paragonabile all'immersione nello scafo di un'astronave di pietra, poiché tutte le costruzioni sono interconnesse da archi e contrafforti che determinano una continua alternanza di spazi coperti/aperti nelle vie del borgo.
Le erbe del museo sono quelle dei prati e delle vette circostanti: sono le Alpi Marittime, dove i profumi di queste essenze sono più marcati che altrove. Questi aromi si percepiscono ancora, dietro ai vetri delle bacheche in cui sono organizzati i mazzetti delle erbe seccate. La raccolta, curata da Anna Maria Alessandri, comprende una cospicua varietà di esempi, ordinatamente esposti in sequenza e, in qualche caso, con le ambientazioni congruenti. Un museo di storia naturale è sempre stimolante: esso innesca la voglia di frequentare i posti da cui provengono i fiori. Vederli con i colori vivaci è certo più attraente. Ma ogni fiore ha la sua stagione e il Museo offre l'opportunità di vedere una fioritura ben più ricca di quella che si presenta al turista di una sola settimana. Continua, con questo museo, la tradizione innescata sul finire dell'Ottocento da Clarence Bicknell a Bordighera, le cui raccolte botaniche testimoniano l'evoluzione ed i cambiamenti della flora ligure. top L'Eneide nel cuore di Genova Stage con UNIGE
Le carrozze prima e, le automobili oggi, segnano il destino della statua di Enea collocata da più di un secolo in piazza Bandiera, nel centro cittadino ma al centro di un affollato parcheggio. La scultura è composta dalla statua che sormonta una fontana; le storie dei due pezzi però sono diverse, e dei due la fontana è il più antico. Le prime notizie che abbiamo della fontana, la vedono collocata in piazza Soziglia, era la sorgente d'acqua per gli abitanti nonché il loro punto di ritrovo e centro di aggregazione sociale. In questa collocazione il barchile era sormontato da una sirena, opera di Taddeo Carlone (1578), la struttura era considerata ingombrante per il traffico delle carrozze e fu spostata in piazza Lavagna, poco distante.
Qui la sirena scomparve e fu sostituita dal complesso scultoreo, eseguito dal carrarese Francesco Baratta nel 1726, raffigurante Enea con il padre Anchise sulle spalle ed il figlio Ascanio per mano, secondo l'iconografia tradizionale. Baratta fa parte di una nota famiglia di scultori, attivi dal '600; restò sempre in ombra rispetto ai fratelli e, molte delle sue opere sono spesso attribuite al ben più noto Giovanni. Il complesso scultoreo da piazza Lavagna fu poi trasferito al Fossatello e, in ultimo, nel 1826, in piazza Bandiera dove, secondo voci locali è di buon auspicio per gli studenti piuttosto che per chi è in cerca di posteggio. Purtroppo il contesto in cui si trova questo bene artistico, che è un unicum nella tematica dell'arredo urbano, non è il più adatto poiché lo valorizza molto poco e lo espone a rischi continui. Il modo i cui si presenta oggi la piazza non è congruo alle preesistenze circostanti (Chiesa dell'Annunziata, piazza del Carmine), senza dimenticare che è il punto di passaggio per i turisti che, dalla zona monumentale di via Balbi raggiungono il complesso dell'Albergo dei Poveri. Considerato che sono stati recentemente costruiti due ampi posteggi nelle vicinanze (piazza del Carmine e corso Dogali), sarebbe forse il momento di liberare la statua dalle lamiere delle automobili. Questo, peraltro, consentirebbe di farla ritornare quel punto di aggregazione che era in origine.
top C'é su BCULT C'è su BCULT
Il file allegato (in formato rtf, 14 Kb) contiene l'elenco dei materiali pubblicati.
Con questo file si riesce a trovare rapidamente l'argomento cercato inserendo la parola chiave nel menù che discende dal comando "Modifica/Trova" posto nella prima barra superiore del programma "Word" per chi è in ambiente Microsoft (analoghi strumenti sono offerti dall'ambiente Mac). Con tale informazione si può tornare al sito web ed aprire solo il numero della newsletter che interessa. L'indice è organizzato con la seguente logica: titolo, via o luogo, località. Dunque la parola chiave può essere scelta in uno di questi tre campi. La redazione provvederà in futuro ad aggiornare il file di repertorio. top Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato: Rinaldo Luccardini, Angiolo Del Lucchese, Claudia Diaspro, Marina Mannucci Per ricevere BCULT è sufficiente inviare un'email a info@tavolidellacultura.net, specificando la richiesta. Scrivici a quest'indirizzo anche per informazioni su BCULT e per eventuali modifiche dei tuoi dati personali. Potrai revocare la tua iscrizione alla newsletter quando vorrai, semplicemente mandandoci una mail con soggetto Rimuovi. |