| Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria
Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato
Rinaldo Luccardini, Franco Bampi, Rossella Scunza, Claudia Diaspro, Laura Santini, Marina Mannucci
Arte e pensiero
Se in giro per il mondo gli adulti di sinistra tendevano ad essere molto pacati, i giovani non lo erano affatto: si facevano affascinare da film e pop music, talvolta dalle ribellioni letterarie, in modi che i più vecchi non potevano condividere.
Paul Berman,
Sessantotto ,
Einaudi, 2006
Vero è che come forma non s'accorda molte fiate all'intenzion dell'arte perch'a risponder la materia è sorda....
Dante Alighieri, Paradiso, Canto Primo, versi126-128
In una consorteria o conventicola d'arte si annuncia, in un modo o nell'altro, ma di solito mediante un manifesto, quanto segue: "Abbiamo or ora rapito il sacro fuoco dell'arte al tempio ufficiale e ora esso si trova presso di noi, nel nostro convento. Non dipendiamo più dal patronato dell'aristocrazia, della classe mercantile, dello stato, o di qualsiasi altra entità esterna per la nostra divina preminenza. D'ora in poi chiunque voglia immergersi nella beatifica luce dell'arte deve venire qui, entro il nostro recinto, e accettare le forme da noi create".
Tom Wolfe, Maledetti architetti, RCS libri, Milano, 1981
La sinfonia è assordante: si va dalla "mercantilizzazione dei musei dove le opere d'arte sono trattate come volgari beni di consumo o moneta di scambio" all'indignazione perché "lo stato francese si appresta a prostituire il patrimonio nazionale per ragioni politiche diplomatiche e finanziarie".
Domenico Quirico, a proposito dell'apertura ad Abu Dhabi nel 2012 di una sezione del Louvre, La Stampa ,31 gennaio 2007
top Cinque campanili
La cappella dei marchesi del Carretto nell' entroterra di Finale Ligure
Sul versante di Levante nel crinale di Perti, alle spalle di Finale Ligure, c'è una cappella lombarda risalente al XV secolo. Non si tratta assolutamente dell'impronta culturale connessa a un periodo di dominazione lombarda, ma del frutto di una volontà precisa dei marchesi del Carretto che arricchirono il loro territorio di chiese e palazzi.
Il fatto è che questa Chiesa di Nostra Signora di Loreto, comunemente nota come Chiesa dei Cinque Campanili è la riproduzione esatta della Cappella Portinari in Sant'Eustorgio a Milano. Come dimostra il confronto fotografico, entrambe le costruzioni hanno pianta quadrata con abside rettangolare, agli angoli hanno quattro grossi pilastri quadrati sormontati da agili campanili mentre un quinto svetta dalla sommità del tiburio ottagonale, decorazioni a oculo tondo incorniciate da mattoni in una delle valli che scendono da Scarpino.
Secondo le più probabili deduzioni la chiesa dei cinque campanili venne realizzata per iniziativa del cardinale Carlo Domenico del Carretto e sul progettista si avanza l'ipotesi che fosse Bartolomeo Mutano, originario di Milano. La chiesa si trova lungo una stretta strada che si diparte, immersa negli uliveti, dal nucleo di Perti in direzione di Feglino. L'accessibilità veicolare non è facile e per questo motivo l'edificio conserva un pregevole inserimento ambientale giacché nessuna altra costruzione ne disturba la visione. Però questo è anche un ostacolo ai necessari lavori di restauro (sia degli esterni che degli interni) dei quali il manufatto abbisogna. In particolare le pareti interne, sul lato destro per chi entra, sono decorate con affreschi coevi all'epoca di costruzione. L'ultima volta che vennero compiuti lavori di restauro fu nel 1964
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Talenti latenti
Genova, poesie sui muri...
Nelle nostre città c'è chi scrive poesie brevissime e le pubblica... sui muri. A volte si tratta di vera e propria filosofia.
Bisogna sapere distinguere, anche se è facile scartare le cialtronerie sportive e quelle del ripudio politico. 
Non stiamo parlando della street art, cioè dei graffiti più o meno gradevoli.
Per capirci forniamo qui di seguito una piccola serie di esempi.
- Se tu fossi una delle mie lacrime, non piangerei. Per paura di perderti
Genova, Passo dell'Aquidotto, rossetto su lamiera, gennaio 2003
- Quanto passerà per credere che esista un sogno?
Genova, Corso Paganini, vernice spray su intonaco, gennaio 2003
- Il pazzo è qua
Genova, Corso Solforino, vernice spray su muro in pietrame, febbraio 2004
- Esta ciudad es propriedad del senor Matanza
Genova , Via dei Giustiniani, pennarello su intonaco, marzo 2005
- CAUTION (sopra una silhouette di agenti che rincorrono) ed anche CAUTION (sopra una silhouette di una famiglia che scappa)
Genova, diverse strade attorno alla "zona rossa", vernice spray con mascherina su intonaco, luglio 2001
- Chi sceglie la finzione lo fa perché manca di coraggio
Genova, Via dei Giustiniani, pennarello nero su intonaco, marzo 2005
- Contro l'ideologia per la critica pratica e criminale! Viva Ludd!
Genova, Via dei Giustiniani, pennarello nero su intonaco, marzo 2005
- Le macchine sono fredde, il contatto umano è arricchente
Genova, Via dei Giustiniani, pennarello nero su intonaco, marzo 2005
- Emporio di Colombo
Genova, Salita Dinegro, pennarello blu su lastra di marmo, luglio 2005
- Non c'è più il futuro di una volta
Milano, Viale Stelvio, vernice spray rossa su intonaco, novembre 2006
- Tutti i grandi sono stati bambini, una volta. Ma pochi se ne ricordano
Magenta, Via Roma, matita blu su intonaco, novembre 2006
- No G8
Genova, Via Peschiera, vernice blu a pennello sul marmo del civico numero 8, luglio 2001 (la cifra "8" è quella del numero civico)
- Je ne veux mourir idiot. Vive la revolution
Parigi, Rue de Montmartre, matita blu grassa su intonaco lucido, maggio 1969
- Avessi anch'io diritto a un equilibrio enorme, di questa pace non saprei che farne
Genova, Piazza Senarega, spray blu su intonaco grigio, novembre 2006.
top L'insurrezione di Genova
Marzo e aprile 1849
Tra gli ultimi giorni del Marzo 1849 ed i primi giorni di Aprile successivo, il popolo di Genova si ribellò alla decisione del Regno di Sardegna (di cui la città era parte) di accettare un armistizio con gli Austriaci che avevano battuto a Novara le truppe di Carlo Alberto e dunque avrebbero potuto negoziare l'acquisizione del dominio sulla città ligure e sul suo porto. Carlo Alberto abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele il quale tentava di salvare il Piemonte ma non si sapeva a quale prezzo.
Per costringere Genova ad accettare le direttive piemontesi, Vittorio Emanuele non esitò a spedire su Genova una colonna di trentamila uomini comandati da Alfonso Lamarmora, ma la città si organizzò in modo autonomo dalle decisioni della propria municipalità.
I primi scontri a fuoco si ebbero il 1° Aprile del 1849 con 23 morti: gli scontri si verificarono fra gli insorti ed i carabinieri reali, che erano già in città. Il 5 Aprile le truppe piemontesi spararono cannonate sulla città dalle caserme di San Benigno e dal Forte Tenaglia, ma i genovesi risposero sparando dalla Darsena e dal bastione di San Tomaso.
La città venne abbandonata al saccheggio dei soldati dal 4 al 7 aprile. La domenica di Pasqua, 8 Aprile 1849, il Municipio di Genova trattò la resa.
Tracce di questo episodio sono ancora visibili a Genova, come mostrano le foto di questo articolo. Resta ancora da analizzare e rivalutare la condotta del popolo che sentì questo evento come un insulto al proprio onore e pagò a caro prezzo, con la vita di tanti insorti, la propria identità culturale. Le vittime dell'eccidio sono sepolte nella cripta della Chiesa dei Cappuccini, sotto ad una lapide senza nomi, sulla quale cui si dovrebbe almeno ogni tanto portare qualche fiore. Per approfondire la conoscenza dei fatti visitate il sito: francobampi.it
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Promenade 2007
Nuova escursione a Maggio tra gli edifici di Genova
C'è un sito Internet in cui si premiano le iniziative che valorizzano le città e la loro architettura. Tra queste c'è la Promenade da noi compiuta con Archphoto nel Maggio 2006. Se volete vedere l'intero articolo dovete cliccare sul sito:
cafedelasciudades.com.ar
Ecco comunque un estratto:
El proyecto "Passeggia nell'architettura della tua città" fue elaborado por la revista Archphoto e invita a los ciudadanos genoveses a recorrer y redescubrir las principales obras de arquitectura contemporánea de la ciudad ligur. Las recorridas se hacen con guías calificados (en muchos casos, los propios autores de las obras). Se promueven de esta manera obras singulares construidas a partir de la segunda mitad del siglo XX. Entre las obras visitadas están las Casas Bernabò Brea (1950-57, Daneri, Zappa, Grossi Bianchi), San Teodoro (1953, Morozzo della Rocca, Montalcini), Forte Quezzi (1956-68, Daneri, Fuselli, Andreani, Morozzo della Rocca, Pateri, Pulitzer y Sibilla) y Mura degli Angeli (1954-61, Luigi Carlo Daneri) en el Quartiere Ina; las casas altas en la Foce, de Luigi Carlo Daneri (1934-58) y el Museo del Mar en Galata (2004), de Guillermo Vazquez Consuegra.
Anche quest'anno organizzeremo una Promenade. Si farà sabato 19 Maggio 2007.
Le tappe sono queste: Villa della Ragione, Palazzine in Corso Italia, Villa Ollandini, Case dei Pescatori, Grattacielo Invernizzi. Tutti gli edifici sono a Genova. L'escursione inizierà alle 9,30 e terminerà alle 17,30. Un bus sarà a disposizione di chi viene senza veicolo proprio. A chi sale sul bus verrà chiesta una quota di partecipazione di 10 euro. Per prenotarsi scrivere al Forum.
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Università Libera Itinerante
I Tavoli della Cultura a Pesaro
Qualche tempo fa abbiamo avviato un'indagine volta a scoprire eventuali soggetti simili ai Tavoli della Cultura, cioè una rete di associazioni culturali. Lo scopo dell'indagine era quello di mettere a fattor comune le esperienze di eventuali omologhi ed anche, qualora i soggetti fossero stati in altri Paesi dell'Unione Europea, proporre all'UE progetti comuni da attuare nella direzione auspicata dai nostri statuti. L'indagine è ancora in corso.
Nel frattempo abbiamo scoperto che esiste a Pesaro un soggetto molto simile a noi, sebbene non possa dirsi omologo. Si tratta della Università dell'Età Libera (ma ha anche l'acronimo UNILIT: Università libera itinerante). Questo organismo "fa parte delle proposte socio-culturali promosse dalle pubbliche amministrazioni e dagli enti culturali, rivolte alle persone adulte ed anziane con l'obiettivo di stabilire un rapporto duraturo con i cittadini, favorire il recupero e l'impiego di preziose energie umane, il protagonismo e l'identità personale della comunità" (dallo statuto). Chiunque può iscriversi ai corsi di UNILIT che spaziano su una grande vastità di argomenti fra cui: Melodramma, Storia dell'arte, Poesia, Letteratura, Storia moderna. Le lezioni (o meglio: gli incontri) possono avvenire in qualsiasi luogo del territorio. Di qui l'aggettivo itinerante.
Inoltre una rete telematica garantisce la puntualità delle informazioni in caso di eventuali variazioni del programma. Chi volesse approfondire può frequentare il sito: provincia.ps.it/unilibera
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Luca Cambiaso si vede anche per strada
Stage con UNIGE
"...Sulla facciata inferiore d'una casa a sinistra ch'è attualmente proprietà del magistrato esistono ancora parecchi dipinti di Luca Cambiaso, cioè due chiaroscuri con imprese militari, e due figure a colori sul frontespizio delle finestre..."
Così scriveva l'Alizeri, storiografo genovese nella sua "Guida artistica alla città di Genova".
La citazione è riferita agli affreschi eseguiti da un Cambiaso ventenne sulla facciata di un palazzo genovese: si tratta di Palazzo Saluzzo, in via Lomellini. E' stata una sorpresa per tutti quando, in occasione dei restauri fatti nel 2004 per Genova capitale della cultura, si sono scoperti questi splendidi affreschi raffiguranti le "Imprese Romane" .
L'attribuzione è stata inizialmente incerta poiché Luca Cambiaso è poco conosciuto come frescante di esterni, mentre numerosi sono i suoi dipinti su tela ed i suoi cicli di affreschi all'interno di palazzi e ville genovesi.
Il progetto di restauro di Palazzo Saluzzo, è stato preceduto da un intervento di pulitura, giacché l'affresco era celato sotto uno spesso strato di polveri che a loro volta coprivano uno strato di pittura stesa sull'intonaco affrescato. Si intravedevano, comunque, vaste aree affrescate che avevano subito fatto pensare ad un'importante decorazione.
Dopo una prima pulitura è emersa la figura maschile, dai tratti raffinati ed eleganti.
Al termine delle opere di pulitura, la superficie scoperta era stupefacente per bellezza e stato di conservazione: gli affreschi erano stati protetti dalla materia che li ricopriva e si trovavano quindi in buono stato conservativo.
Per quanto riguarda il restauro pittorico si è proceduto senza intaccare il disegno originale, utilizzando un acquerello applicato a velature, per non danneggiare la leggibilità d'insieme.
Ora si nota la bellissima decorazione sulla parte centrale della facciata, tra le due "colonne" di finestre, in una serie di fasce e riquadri sovrapposti. Bisogna prestare attenzione al gioco illusorio della materia simulata nella decorazione pittorica.
Nel complesso la decorazione è suggestiva; la potenza espressiva del Cambiaso è evidente in tutte le scene. Purtroppo ammirare la bellezza di questa facciata è difficile in quanto la via è molto stretta, e la prospettiva non gioca a suo favore. Ma alzando lo sguardo si può rivivere l'atmosfera delle Imprese Romane che Cambiaso dipinse nel Cinquecento.
top C'é su BCULT
C'è su BCULT
Il file allegato (in formato rtf, 14 Kb) contiene l'elenco dei materiali pubblicati.
Con questo file si riesce a trovare rapidamente l'argomento cercato inserendo la parola chiave nel menù che discende dal comando "Modifica/Trova" posto nella prima barra superiore del programma "Word" per chi è in ambiente Microsoft (analoghi strumenti sono offerti dall'ambiente Mac). Con tale informazione si può tornare al sito web ed aprire solo il numero della newsletter che interessa.
L'indice è organizzato con la seguente logica: titolo, via o luogo, località. Dunque la parola chiave può essere scelta in uno di questi tre campi. La redazione provvederà in futuro ad aggiornare il file di repertorio.
top Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato:
Rinaldo Luccardini, Franco Bampi, Rossella Scunza, Claudia Diaspro, Laura Santini, Marina Mannucci Per ricevere BCULT è sufficiente inviare un'email a info@tavolidellacultura.net, specificando la richiesta. Scrivici a quest'indirizzo anche per informazioni su BCULT e per eventuali modifiche dei tuoi dati personali. Potrai revocare la tua iscrizione alla newsletter quando vorrai, semplicemente mandandoci una mail con soggetto Rimuovi. |