| Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato Rinaldo Luccardini, Valentina Bruno, Rossella Scunza, Mauro Moriconi, Emanuele Luzzati, Laura Santini, Marina Mannucci. Arte e pensiero
Una persona che sceglie di cavarsela a forza di stronzate ha molta più libertà [di un semplice bugiardo] (...). Il tipo di creatività a cui si affida è meno analitico e meno premeditato di quello che viene messo in opera mentendo. È più ampio e indipendente, con maggiori opportunità per l'improvvisazione, le note di colore e la fantasia. È meno una questione di abilità tecnica che di arte. Di qui l'espressione inglese di bullshit artist. Harry G. Frankfurt, Stronzate, Rizzoli, Milano, 2005 Durante il processo del falsario Han van Meegreren nel 1947, il pubblico ministero dichiarò: "Si comincia a dubitare dell'essenza stessa della valutazione artistica". Si riferiva probabilmente alla nostra capacità di dare credito alle perizie degli esperti, ma magari si stava anche interrogando su cosa renda comunque prezioso un dipinto. , Don Herzog, Furbate, Rizzoli, Milano, 2006 Riconoscere che non esiste una divisione netta fra arte performativa e figurativa potrebbe spingerci a riconsiderare il nostro atteggiamento nei confronti della conservazione e del restauro. In generale partiamo dal presupposto che sia desiderabile conservare o restaurare i quadri, in modo che siano simili a come apparivano quando erano stati appena realizzati. Ma forse dovremmo considerare il lento deteriorarsi delle opere d'arte come una componente essenziale della loro dimensione performativa. Julian Baggini, Il maiale che vuole essere mangiato, Cairo Editore, Milano, 2006
"Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi di seminare dubbi, non già di raccogliere certezze" Norberto Bobbio in Politica e cultura, 1951 top Nel futuro Art-gangs , [art-gayngz] sost. art-gang; gruppi di bambini o ragazzi che si battono per il primato in diverse forme d'arte, spec. quella performativa. Nel 2018, quando le Nazioni Unite divennero il più alto potere del mondo, il Consiglio per le Arti dell'ONU caldeggiò il trasferimento del 4% del budget militare di ciascun paese ai programmi di introduzione dell'arte nelle scuole.
Quando, l'anno successivo, il trasferimento divenne legge internazionale, artisti performativi, pittori di murales, trombettisti e poeti ottennero cattedre nelle scuole di tutto il mondo, da Abidjan a Wellington. Nel 2021 un gruppo di liceali di Washington che si facevano chiamare Camminatori sul Ghiaccio. tesero delle funi sopra le acque ghiacciate del Potomac e strisciandoci sopra da una sponda all'altra dimostrarono i limiti della forza di gravità. Una gang rivale di Parigi, i Burattinai, videro la performance al telegiornale. Per tutta risposta i Burattinai costruirono una serie di grottesche marionette a grandezza naturale, riproducendo gli struggimenti del primo amore sotto l'Arco di Trionfo, la Torre Eiffel e nelle porte d'entrata delle varie patisseries, guadagnandosi con tali performance una gran quantità di dolci e l'attenzione del mondo intero.
I drammaturghi delle scuole medie di San Francisco diedero vita ad una serie di gare pomeridiane di improvvisazione fra gang. A Kyoto, un gruppo di ragazzini di dieci anni mise sù un sito Internet per mostrare i propri risultati nel ritaglio della carta. Raccogliendo la sfida, una trentina e più di scolari praghesi si esibirono in un numero di danza interpretativa sopra e intorno alla passerella del Parco di Stromovka, sulla strada per lo zoo. Il tasso di frequenza scolastica schizzò alle stelle in ogni angolo del mondo, gli studenti persero interesse verso gran parte delle droghe sia legali che illegali e si registrò un calo netto della violenza minorile.
Nel 2028 l'ONU ordinò il trasferimento di un ulteriore 45% del budget militare mondiale alle arti, il 15% del quale fu destinato alla promozione delle arti nelle carceri. Diverse scuole in tutto il mondo inviarono i propri studenti nelle prigioni locali per organizzare gare di poesia e dipingere murales. La recidività scese sotto i minimi storici, tanto che alcune prigioni, rimaste vuote, vennero trasformate in sale d'incisione. Finché non si trovò il denaro per pagare l'insonorizzazione, le note dei pianoforti e degli arpicordi si diedero battaglia in tutti i corridoi di cemento. [Tratto dal "Futuro dizionario d'America", Isbn Edizioni, Milano, 2006. Voce redatta da Sarah Stone, traduzione di Francesco Pacifico] top Restauro rompicapo Savona, Teatro Chiabrera Quando crolla un intonaco dal soffitto i suoi frammenti, all'impatto col pavimento, schizzano in tutte le direzioni.
Nel caso del Teatro Chiabrera di Savona, cui si riferiscono le immagini, il soffitto è caduto sulle poltrone del parterre e questa è stata già una fortuna: le imbottiture non hanno aumentato le frantumazioni e inoltre è stato possibile raccogliere i pezzi in scatole numerate con la posizione delle poltrone; sicché i frammenti, circa duemila pezzi, sono stati messi in sottogruppi che era più facile riassemblare.
L'insieme è stato ricomposto sul pavimento, cioè su una superficie piana. Poi, per poter ricostruirne anche la doppia curvatura della volta, è stato appesa alle centine del soffitto una superficie di plexiglas, curva come la parte da restaurare ma anche perfettamente trasparente. Questa superficie è stata disposta a contatto con l'intonaco che era rimasto al suo posto durante il crollo.
Così è stato possibile mettere al loro esatto posto tutti i frammenti del puzzle: mentre un addetto lo posizionava dall'alto, un altro ne osservava le mosse dandogli le opportune indicazioni.
Man mano che il lavoro procedeva, veniva versata fra gli interstizi del puzzle una prima resina a due componenti. Successivamente è stato steso un bendaggio con fibra di vetro e resina epossidica, infine è stata versato un adesivo su dette fasce. Tali operazioni sono state eseguite in alternanza alle verifiche puntuali della esatta riproduzione del disegno. La prima di queste verifiche è stata compiuta ancora prima del montaggio sul plexiglas: i frammenti sono stati accorpati a 2 o a 3 con una maltina in tutti i casi in cui ciò era possibile data l'evidenza dei bordi di contatto; per poter assicurare anche l'inclinazione fra pezzi questi frammenti venivano fatti asciugare conficcati in cassette di sabbia.
La seconda verifica è stata fatta prima di incollare i superframmenti fra loro: sul plexiglas è stata infatti riprodotta la fotografia in scala 1:1 della volta crollata. La terza verifica è stata effettuata sui frammenti più piccoli, controllando l'impronta che ne aveva lasciato sul dorso il cannicciato originario. Al termine di questo impressionante lavoro di precisione i frammenti formavano di nuovo un'integra superficie: il plexiglas è stato rimosso; ma non i tiranti in acciaio inox a cui era attaccato, che perciò ora lavorano per l'intonaco restaurato. Infine è stato compiuto un lavoro di rifinitura pittorica che ha restituito all'insieme le originarie fattezze anche nei minimi dettagli. top Nuovo website per i beni architettonici e paesaggistici È nato un nuovo sito web destinato ai beni culturali! Lo si può visitare all'indirizzo: sbapge.liguria.beniculturali.it. È il sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria, rinnovato e notevolmente ampliato.
Da tempo l'esigenza di promuovere una ristrutturazione del sito web era tra le priorità delle iniziative volte al miglioramento dei servizi dell'ente. Quello vecchio era diventato troppo scarno per soddisfare le esigenze attuali, che rendono imprescindibile la presenza del servizio pubblico nella rete informatica. Se è vero che in Italia la diffusione di questo canale di comunicazione è minore che in altre nazioni avanzate, in pochi anni si è però verificato un incremento del suo uso anche come strumento di diffusione dell'informazione tout court.
Che cosa contiene questo sito? Esso offre un sguardo diversificato, con successivi approfondimenti, dell'ufficio, semplificando, per quanto possibile, l'accesso agli ostici contenuti della legge. In primo luogo, accedendo alla sezione "Chi siamo" , si potrà avere un'idea di cosa sia questo ente, il che non è scontato. Partendo dalla localizzazione ("Dove siamo"), per giungere alla "Struttura", con i riferimenti dei vari uffici aperti al pubblico, scandendone la "Storia", si è cercato di offrire una panoramica sulle "Attività" della istituzione.
Una sottosezione approfondisce i "Restauri" e le relative "Pubblicazioni" . Se si accede invece dalla sezione "Servizi" si possono trovare informazioni intese come istruzioni per l'uso ai molteplici sportelli aperti al pubblico interesse. Ecco che si passa ad una pagina sui "Permessi", una per i "Finanziamenti", una su questioni relative ai "Vincoli"... La documentazione che si può scaricare (schemi di domande, spiegazioni sulla documentazione standard da presentare, etc.) si può ottenere dove si parla della specifica questione e, ordinata per tipologia, nella specifica sezione "Documenti". Per i "Bandi" c'è invece una sezione a parte.
Si è cercato, inoltre, di avviare un archivio di informazioni che riguardano i beni architettonici e paesaggisti della Liguria. Infine è stata avviata la sezione "Luoghi di interesse" che si pone l'obiettivo ambizioso di costituire un'ampia raccolta di informazioni sui maggiori monumenti e le più belle aree del territorio. Da qui presto si potrà anche accedere ad un archivio digitale di immagini. top Prime ceramiche Luzzati Genova, Galleria Mazzini In Galleria Mazzini, a Genova, è ancora presente, seppure parzialmente, il "mio secondo lavoro in ceramica", come ha raccontato amabilmente Lele Luzzati intervistato dal nostro giornale dieci giorni prima della sua scomparsa. Si tratta dell'insegna apposta sul negozio "Lisifiori" una bottega che vende appunto fiori e composizioni floreali. 
Il pannello in ceramica che sovrasta l'ingresso è stato commissionato all'artista dalla titolare del locale nel 1963, su indicazione dell'architetto Guerello, realizzatore degli interni (tuttora immutati). Guerello allora lavorava con l'architetto Pulitzer, realizzatore di numerosi allestimenti navali, il quale si era già avvalso della collaborazione di Luzzati (sua la "stanza dei bambini" nella turbonave "Andrea Doria").
Per la cottura delle sue formelle Luzzati si era servito del forno di "u Giancu" ad Albissola, dopo che Mazzotti aveva giudicato l'artista inappropriato ad esprimersi con la ceramica (sic). Il primo lavoro in ceramica di Luzzati era stata una lampada, che lui ha conservato in casa fino a qualche tempo fa.
L'insegna di Galleria Mazzini è oggi priva dei due montanti, poiché le formelle sono state a suo tempo rimosse dalla proprietaria per sottrarle ad eventuali danneggiamenti. Tuttavia le scene raffigurate mostrano ancora con vigore sia la espressività dei pochi elementi figurativi (uccelli liberi, uccelli in gabbia, fiori, foglie) sia la ricerca di effetti non solo dai cromatismi, ma anche dal rilievo bidirezionale.
Inoltre la curiosità dell'artista si è spinta fino a cercare una integrazione con l'architettura a cui l'opera aderisce, poiché la parte inferiore dell'architrave è a sua volta rivestita da formelle che riproducono, con una personale interpretazione, la roccia di un immaginario eden. top Visigoti con gusto decorativo Stage con UNIGE Durante gli scavi presso la Porta Marina a Ventimiglia, alla fine degli anni Cinquanta, sono stati rinvenuti tre frammenti di arco e due laterizi, che presentano una particolare iconografia. Vi compaiono motivi a S intrecciata a più vimini sovrapposti, a doppie spirali contrapposte, a triangoli iterati e a cordolo, una sorta di torciglione a pieghe oblique. 
Sono tutte decorazioni derivanti dalla scultura ispano-visigota del VII secolo, ma anche tipiche della metallurgia e dell'oreficeria: motivi a doppie volute sono stati trovati su fibule e borchie di cinturoni. Gli stessi motivi sono stati reperiti su stele e su urne funerarie riproducenti abitazioni, e sui portali delle stesse. Queste decorazioni erano investite di un significato magico tutelare e connesse con i simboli solari e cosmici.
I laterizi sono realizzati con la tecnica "a excisione", l'incisione lineare di una superficie con asporto del materiale in eccesso, propria di oreficeria e di metallurgia ispano-visigota fino al VIII secolo. Essi erano utilizzati come rivestimento di parti architettoniche di edifici civili, religiosi e militari ed erano riproposti in successione con motivi più volte iterati.
Ancora non è possibile stabilire se i laterizi in questione provenissero da un edificio civile o religioso, anche perché le testimonianze di costruzioni visigote sono rare; ma un documento del IX secolo risulta di grande aiuto poiché fornisce notizie sugli elementi architettonici degli edifici di età visigota, caratterizzati dall'impiego di laterizi rettangolari e dall'uso di archi. Per questo si è ipotizzato che i materiali rinvenuti a Ventimiglia fossero parte del rivestimento di un arco, e che la costruzione di cui facevano parte avesse una destinazione pubblica, in considerazione del ruolo determinante che stava assumendo il linguaggio figurato nella cultura dell'Europa altomedievale.
Anche se non si sa di più sulla funzione di questi laterizi, essi testimoniano, insieme ad altri reperti quali anfore, vetri, monete e ceramiche invetriate, una continuità abitativa della Val Nervia, contemporanea alla nuova collocazione urbana sulle colline adiacenti al fiume Roja, l'attuale Ventimiglia Alta. Inoltre, questi frammenti documentano la recettività della città di Ventimiglia, aperta ai traffici commerciali e marittimi, alle influenze culturali ispano-visigote, tra la metà del VI e il VII secolo dopo Cristo. top C'é su BCULT C'è su BCULT Il file allegato (in formato rtf, 14 Kb) contiene l'elenco dei materiali pubblicati.
Con questo file si riesce a trovare rapidamente l'argomento cercato inserendo la parola chiave nel menù che discende dal comando "Modifica/Trova" posto nella prima barra superiore del programma "Word" per chi è in ambiente Microsoft (analoghi strumenti sono offerti dall'ambiente Mac). Con tale informazione si può tornare al sito web ed aprire solo il numero della newsletter che interessa. L'indice è organizzato con la seguente logica: titolo, via o luogo, località. Dunque la parola chiave può essere scelta in uno di questi tre campi. La redazione provvederà in futuro ad aggiornare il file di repertorio. top Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato: Rinaldo Luccardini, Valentina Bruno, Rossella Scunza, Mauro Moriconi, Emanuele Luzzati, Laura Santini, Marina Mannucci. Per ricevere BCULT è sufficiente inviare un'email a info@tavolidellacultura.net, specificando la richiesta. Scrivici a quest'indirizzo anche per informazioni su BCULT e per eventuali modifiche dei tuoi dati personali. Potrai revocare la tua iscrizione alla newsletter quando vorrai, semplicemente mandandoci una mail con soggetto Rimuovi. |