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BCULT newsletter n.18

BCULT newsletter n.18
Maggio 2006
Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria
Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato
Rinaldo Luccardini, Bruno Massabò, Antonino Rossi, Cristiano Trapletti, Stefano Costa, Matteo Sicios e Laura Santini.
 
Arte e pensiero

Noi italiani abbiamo inventato il concetto di tutela su tutto il patrimonio ovunque distribuito e comunque posseduto ed è nostra l'idea di museo pubblico che è di tutti perché è la "res publica" che tutti rappresenta a possederlo e a gestirlo.
Antonio Paolucci, La Fondazione ideale, articolo di apertura del n. 1 de Il Giornale di CIVITA, Anno 1, Marzo 2006

Una volta inventata la macchina da stampa, siamo andati in rovina. Perché da quel momento ogni volta che un mutante in gamba veniva fuori con qualche buona idea, la metteva per iscritto e la comunicava agli altri. Qualsiasi buona idea poteva essere migliorata. Esplose la civiltà. Nacque la tecnologia. La complessità della vita aumentò geometricamente. Ogni cosa diventò più grande e migliore. Eccetto il nostro cervello.
Scott Adams, The Dilbert Principle, United Feature Syndicate, Inc., USA, 1996
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link immagine: Genova, foto ricordo della prima Promenade - apre il link in nuova finestra, 97 KbFoto ricordo della prima Promenade
Genova

Ha avuto un gran successo la Passeggiata nell'architettura della tua città che i Tavoli della Cultura hanno organizzato a Genova insieme alla rivista Archphoto e alla Wolfsoniana. Molti dei partecipanti hanno chiesto di compiere ulteriori promenades, dopo che alcuni hanno affermato di non essere mai stati, in precedenza, nei quartieri visitati.

BCULT rivolge un genuino ringraziamento a Luciano Grossi-Bianchi e ad Angelo Sibilla che hanno voluto portare sui luoghi delle loro opere giovanili la preziosa e insostituibile testimonianza. Una curiosità positiva: il corteo di auto e moto dei partecipanti, che seguiva il bus ufficiale, ha raggiunto brillantemente le destinazioni anche al di fuori dei tratti urbani percorsi dal bus sulle corsie riservate.
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link immagine: Albenga, San Teodoro - apre il link in nuova finestra, 81 KbSan Teodoro: una chiesa sotto piazza Erbe
Albenga

Sono ormai concluse le ricerche archeologiche condotte in piazza delle Erbe, ad Albenga, sui resti dell'antica chiesa di San Teodoro, distrutta nel XVI secolo, ma nota da documenti d'archivio. Le indagini, nonostante l'esiguità dei dati cronologici contenuti nelle stratigrafie, hanno consentito di riconoscere almeno tre fasi della chiesa, il cui impianto sembra risalire all'alto medioevo.

La scoperta riveste una notevole importanza perché consente di arricchire le conoscenze sulla storia e sull'assetto della città nel delicato momento di passaggio tra antichità e medioevo. La chiesa è fondata su alcune poderose murature di età imperiale romana, orientate in senso NS ed EW, come la città medievale e moderna, che dunque conserva lo stesso impianto della città antica. Uno di questi muri, per lo spessore notevole e per la sua ubicazione centrale in seno alla città antica, apparteneva verosimilmente ad un edificio pubblico. L'indizio di una sua ipotetica destinazione termale, pur con molti dubbi, potrebbe essere offerto dal ritrovamento nello scavo di un mattone cilindrico, del tipo usato di regola negli ipocausti degli edifici termali.

La chiesa era formata da un'aula rettangolare con abside semicircolare. Lungo la fiancata est, un ingresso laterale dava su uno spazio lastricato chiuso da un'abside più piccola, la cui funzione originaria deve essere ancora chiarita. Sotto il pavimento in cocciopesto in prossimità dell'abside, lo scavo ha posto in luce una tomba infantile dove era riutilizzato un frammento di tegola su cui è inciso a crudo il nome del diacono Giusto, vissuto nel V secolo.

L'epigrafe - uno dei più antichi documenti scritti di Albenga cristiana - proviene evidentemente dalla distruzione di una precedente tomba nella quale la tegola era usata come epitaffio. Nel corso del medioevo il livello pavimentale della chiesa fu rialzato, probabilmente in relazione con il progressivo accrescimento del livello del suolo causato dagli apporti alluvionali del Centa, che a partire dalla metà del XIII secolo spostò definitivamente il suo alveo nell'attuale posizione a sud delle mura urbane. I muri della chiesa, che mantenne inalterata la sua pianta, furono intonacati e venne costruito il muro divisorio che separa l'area presbiteriale dalla navata.

Nell'ultima fase della chiesa, databile verosimilmente al XV secolo, il pavimento fu rialzato ulteriormente. La chiesa venne usata come cimitero: nello spesso riempimento di sabbia, sotto il pavimento in mattoni, sono state scoperte ben diciotto sepolture contenute in sedici fosse. Altre tombe si trovano sotto la porzione non indagata della chiesa. Il Comune di Albenga sta ora studiando il modo di permettere al pubblico la visione dei resti senza compromettere le attuali funzioni della piazza. L'unica alternativa sarebbe infatti seppellire il tutto per assicurarne conservazione e tutela.
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link immagine: archivio delle trasformazioni urbanistiche - apre il link in nuova finestra, 58 KbArchivio delle trasformazioni urbanistiche

Tra qualche tempo sarà disponibile, presso la Regione Liguria, un archivio di immagini che documentano le trasformazioni urbanistiche avvenute sul suolo ligure negli ultimi trenta anni.

L'idea di poter disporre di una simile risorsa non è frutto di una scelta istituzionale, ma la conseguenza di un lavoro di riordino compiuto, dal link immagine: archivio delle trasformazioni urbanistiche - apre il link in nuova finestra, 92 Kbbasso, da un paio di persone che hanno avuto il merito di catalogare l'impressionante massa di immagini, per lo più in diapositive, scattate dai funzionari per poter illustrare al Comitato Tecnico Urbanistico con immagini reali le scelte urbanistiche compiute dai Comuni sulle planimetrie del proprio territorio.

L'archivio è costituito, al momento, da più di ventimila immagini (nessuno ha ancora calcolato il totale) tutte portate a formato digitale. link immagine: archivio delle trasformazioni urbanistiche - apre il link in nuova finestra, 91 KbQuesto lavoro è stato compiuto ai margini dell'attività principale, dunque è ancor più meritorio. Ogni fotografia è associata ad una scheda che contiene: NOME della foto, TEMA fotografato (costa, urbano, porti, nuclei rurali), COMUNE, LOCALITÀ, AUTORE, SCOPO (piano regolatore, variante, studi e ricerche), CLASSE del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico, PAROLE CHIAVE.

Il catalogo delle foto è stato concepito come parte di un archivio più link immagine: archivio delle trasformazioni urbanistiche - apre il link in nuova finestra, 84 Kbgrande, al momento in corso di realizzazione, il quale è però già disponibile agli utenti interni, che contiene tutte le informazioni sulla pianificazione comunale in Liguria, giunta ormai alla quarta generazione. In futuro l'archivio dei piani sarà accessibile dal web e dunque sarà possibile per chiunque consultare le norme dei piani, la loro cartografia e, per una buona parte di comuni, anche alcune immagini del territorio nel periodo di formazione dello strumento urbanistico.

Nessun ragionamento può essere più efficace di un'inquadratura: gli strati del tempo, quella che in gergo tecnico si chiama evoluzione insediativa, sono documentati con inesorabile precisione dalla successione delle immagini di uno stesso luogo fissate in tempi diversi. Le immagini che pubblichiamo documentano in modo emblematico l'effetto delle trasformazioni autorizzate.
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Lettera aperta di un bibliotecario

Questo servizio non ha fotografie. L'immagine della situazione è quella che si desume dal testo riprodotto in corsivo. L'autore è Cristiano Trapletti, un bibliotecario ligure trentenne. Riproduciamo, col suo consenso, solo una parte del suo manifesto. Per comprendere il suo disagio possiamo premettere che nell'area vasta in cui opera lui, i Comuni non hanno ancora compiuto, come in altre parti della Liguria, il salto organizzativo e qualitativo della costituzione di un sistema bibliotecario, cioè una rete di biblioteche, anche di più Comuni ed anche di più soggetti, che metta a fattor comune alcune spese (riducendole) e alcuni servizi (aumentandoli). Questa non sarà l'unica soluzione ai suoi problemi e a quelli degli utenti, ma sarebbe un buon inizio.

A' bibbliotecari tutti

Cari colleghi, cari bibbliotecari, cari precari vigliacchi compagni di degradazione, con questa mia chiedo aiuto bibliografico su tre argomenti, uno che interessa me personalmente &t professionalmente, & due che invece interessano alcuni miei utenti & possono altresì interessare gli utenti delle biblioteche in generale. Lo studio della biblioteconomia, che mi accompagna in questa mia donchisciottesca "carriera" di piccolo bibliotecario, è fonte, più che altro, di ilarità e/o depressione. Le condizioni bestiali animalesche in cui mi tocca lavorare per 173 euro e 70-80 ore mensili, nella loro assurdità, sono da me apprezzate &t amate. Questa realtà non mi appartiene...

Ma m'è d'ostacolo il raffronto con altre "realtà bibliotecarie" di questo paese, d'altri paesi, del passato e del sempre meno probabile futuro. Questo raffronto tra la pratica e la teoria rafforza l'impressione che l'infame classe politica &t dirigente del nostro paese è la più sanguinaria &t atroce de' nostri mortali inimici. Costoro, questi luridi bastardi (borghesi da un punto di vista produttivo alcuni, e tutti in senso ideologico) collaborano nel mantenere nell'ignoranza i popoli. Si capisce subito che un popolo istruito su storia, economia e politica li eliminerebbe senza esitare. Furbescamente, le risorse per le biblioteche vengono tagliate, e deviate verso altri scopi. I risultati sono evidenti... anche senza i brogli elettorali le elezioni le avrebbero comunque vinte i nemici dei lavoratori.
(omissis)
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link immagine: Villard: come si costruiva un tempo? - apre il link in nuova finestra, 28 Kb Villard: come si costruiva un tempo?
Genova

Nell'ottobre del 2004 si è vista al Museo di Sant'Agostino di Genova una mostra dal titolo: I modi di costruire nel taccuino medievale di Villard d'Honnecourt. Il sapere empirico del passato visto attraverso la conoscenza scientifica. Tra gli strumenti esposti, in uso nel Medioevo, molte riproduzioni di strumenti per lavorare la pietra e il legno.
link immagine: Villard: come si costruiva un tempo? - apre il link in nuova finestra, 23 Kb
La sorpresa? Non sono dissimili ai tanti strumenti che possiamo trovare in cantine, cascine e vecchie case delle nostre campagne. L'iniziativa insegna che il valore di questi beni va ben oltre la loro età perché fin dall'antichità hanno avuto forme pressoché invariate e conservano pertanto saperi, naturalmente empirici e non scientifici, che solo con la diffusione dei metodi di costruzione industriali sono andati perduti.

È questo lo scopo del progetto Villard": costruire una raccolta organica di documentazione (storicamente valida) sugli strumenti per la lavorazione della pietra. La finalità? Una conoscenza efficace delle tecniche preindustriali, dei modi di costruire del passato, utile anche per la tutela dell'edilizia storica. Le fonti principali per questo progetto possono essere individuate nei rari reperti archeologici, nell'iconografia, nella documentazione d'archivio. Il taccuino medievale di Villard d'Honnecourt costituisce una testimonianza emblematica. Il progetto, svolto nel contesto delle attività del Grupporicerche, è aperto alla partecipazione di studenti e giovani ricercatori nel settore dell'architettura storica, dei beni culturali, della tecnologia, dell'informazione e della comunicazione.
Per approfondire: coordinatore@grupporicerche.it - aboato@leonardo.arch.unige.it.
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C'é su BCULT
Guida ai contenuti di BCULT

Dopo l'uscita di diciassette numeri della nostra newsletter sentiamo il bisogno di fornire ai lettori un sistema razionale per il reperimento dei testi e degli argomenti pubblicati. Questo strumento favorisce il collegamento di annunci e realizzazioni e consente inoltre di velocizzare una rassegna che diversamente richiederebbe l'esplorazione della sezione del sito con i numeri precedenti. Il file allegato (in formato rtf, 14 Kb) contiene l'elenco dei materiali pubblicati.

Disponendo di questo file (che può essere archiviato a parte sul proprio hard-disk) si riesce a trovare rapidamente l'argomento cercato inserendo la parola chiave nel menù che discende dal comando "Modifica/Trova", posto nella prima barra superiore del programma "Word" per chi è in ambiente Microsoft (analoghi strumenti sono offerti dall'ambiente Mac). Con tale informazione si può tornare al sito web ed aprire solo il numero della newsletter che interessa.
L'indice è organizzato con la seguente logica: titolo, via o luogo, località. Dunque la parola chiave può essere scelta in uno di questi tre campi. La redazione provvederà in futuro ad aggiornare il file di repertorio.
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