| Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato Rinaldo Luccardini, Marina Murgia e Laura Santini. Arte e pensiero
Le emozioni rappresentano una modalità di reazione sia alle richieste del nostro mondo interno (di cui fanno parte i bisogni) sia del mondo esterno: la realtà che ci circonda, che genera aspettative e soddisfacimenti ma anche disillusioni e frustrazioni. Considerate in tal senso le emozioni ci si presentano come una valutazione del divario che esiste fra le nostre visioni del mondo e i segnali che provengono dal mondo stesso. Alberto Oliverio: Esplorare la mente, 1999
Ho passato in rassegna un certo numero di argomenti che sono collegati fra loro perché coprono l'intero tema dell'attività creativa, da Dio alla macchina, sotto uno stesso insieme di concetti. La macchina è la controparte moderna del Golem. Lo studio del rapporto fra uomo e macchina è lo studio dell'uomo come creatore. Norbert Wiener, God & Golem, Inc., MIT Press, Cambridge, Massachussetts, 1964
Ho sempre ritenuto l'opinione scientifica più oggettiva del giudizio estetico. Ora capisco che mi sbagliavo. Marion True, curatrice della sezione antichità del Getty Museum, dopo che venne appurata la falsità di un kouros, acquistato per poco meno di 10 milioni di dollari nel 1983, riportata da Malcom Gladwell ne In un batter di ciglia, Mondadori, 2005
top Forte, Begato Genova, Begato
Si è costituita a Genova un'associazione temporanea di imprese denominata Comitato Forte Begato per Genova, che ha recentemente presentato alla Giunta Comunale un progetto di valorizzazione e gestione del Forte Begato.
Esso consiste in uno studio gestionale che parta dal bene culturale, dalle specificità storico artistiche del Forte e le esalti in attività che a loro volta soddisfino le esigenze delle persone. Il progetto prevede l'apertura del Forte per l'intero corso dell'anno con servizi destinati ad ogni fascia di età, col valore aggiunto di essere: lontano dalla città, raggiungibile in auto con ampia possibilità di parcheggio, custodito e curato, munito di attrezzerie varie e servizi igienici, fornito di un bar ristorante e servito da un collegamento di pullman.
Il Forte era un presidio militare quindi di controllo e protezione della città, delle sue vie di comunicazione a mare e a monte: il progetto propone dunque attività che interpretino in chiave attuale questo antico ruolo. Fulcro dell'attrazione saranno le esposizioni permanenti, costantemente aggiornate, sulle tecnologie di produzione energetica da fonti rinnovabili, sulla logistica sostenibile e sulla Pace, all'interno della rete UNESCO. Queste attività permettono al Forte di non essere considerato come semplice contenitore o ambiente suggestivo, ma di essere caratterizzato quale unicum di interesse pubblico per cittadini e turisti.
Certo il progetto dovrà essere anche economicamente sostenibile. Sarà fondamentale anche la collaborazione e la condivisione con tutti i genovesi che amano i Forti: ad esempio con la Rete Puin, con la Cooperativa Dafne, specializzata nelle escursioni naturalistiche e in particolare con il Teatro della Tosse e la sua esperienza di spettacoli a Forte Sperone per far rivivere Forte Begato e farlo scoprire a tutti (c'è già un progetto del Teatro con cui confrontarsi). Forte Begato è stato restaurato con fondi europei, ma poi è rimasto chiuso e diventato facile preda di vandalismi.
top Conventi dimenticati Genova e Pieve di Teco
Chissà quanti sono, in Liguria, i conventi che giacciono derelitti senza alcuna migliore destinazione dell'attuale abbandono a ruolo di ripostigli.
Ora ne segnaliamo soltanto tre i quali, per dimensioni e centralità, sono una preziosa risorsa di spazio e volumi per il possibile ruolo di contenitori culturali che sembra più appropriato alle loro origini storiche e alle concrete fattezze che conservano. Siamo ora in grado di fornire le immagini solo dei primi due, ma contiamo sulla collaborazione dei lettori per nutrire questa invocazione con ulteriori segnalazioni e relative immagini.
Il primo è a Pieve di Teco: è il convento dei Francescani e si trova sulla riva opposta del torrente Arrogna rispetto al centro storico. Attualmente il grande complesso è occupato prevalentemente come deposito di materiali e mezzi o attrezzi di lavoro dal Comune; solo una parte degli ambienti che prospettano sul chiostro quadrangolare ospitano funzioni accessibili al pubblico.
Il secondo è il convento dei Santi Giacomo e Filippo, posto sul retro della sede dell'AMGA a Genova. Il grande cortile alberato è usato come parcheggio dai dipendenti dell'azienda. Un recente articolo di stampa ne ipotizzava l'acquisto da parte di una società ad-hoc intenzionata a ricavarne usi residenziali.
Il terzo è il convento di San Domenico ad Alberga, intra moenia, usato dal Comune come deposito di mezzi della nettezza urbana e parzialmente come uffici e anche come alloggi.
top Archeologia informatica
Nella foto che accompagna questo servizio si vedono, a confronto, due supporti informatici con analogo ingombro dimensionale (click sull'immagine per ingrandire).
Il primo è una cartuccia di espansione della memoria del computer VIC 20 che risale al 1987, il secondo è un attuale compact disk che può essere inserito nel drive di qualsiasi computer di ultima generazione. Il primo supporto ha solo 8 mila (8k) bytes di memoria, il secondo ne ha 700 milioni (700MB). Tra i due oggetti ci sono meno di venti anni di distanza temporale.
Se andiamo indietro nel tempo di altri cinque anni non troviamo più oggetti informatici di uso comune come i due che sono nella foto. Questo significa che si entra in uno strato archeologico dell'informatica in cui i reperti sono talmente ingombranti da essere rintracciabili oggi solo in un museo, come gli scheletri dei dinosauri. In Italia sono ancora poche le iniziative volte a valorizzare un bene così prettamente culturale come l'intelligenza artificiale. Sono invece molti i tentativi dal basso, fatti soprattutto da scuole o da singoli appassionati.
Attualmente i punti di riferimento sono i musei realizzati a Udine e a Pennabilli mentre si attende di vedere cosa farà il CNR col progetto strategico Museo Virtuale della Storia dell'Informatica in Italia avviato nell'ambito del Progetto Finalizzato Beni Culturali. Per ora si stanno cercando i resti dei componenti fisici dei calcolatori; la raccolta viene condotta dal CNUCE di Pisa e il modello che si insegue è l'americano The Computer Museum di Boston.
Forse la scelta di Genova quale sede per l'Istituto Italiano di Tecnologia potrebbe condurre ad avere in Liguria un museo ancora più raffinato: quello dei software che consentivano alle macchine di interagire con l'operatore. Anche questo segmento dell'informatica, che più propriamente potrebbe denominarsi cibernetica, è fatto di materiali visibili: schede perforate, nuclei di ferrite, nastri magnetici, dischi magnetici grandi, piccoli, flessibili, rigidi e poi metri e metri di moduli cartacei... Trovare queste tracce è ancora più difficile: è come cercare l'orma del piede di un dinosauro anziché il suo scheletro. Ma in questo la Liguria è fortunata: le orme di un dinosauro italiano sono state infatti trovate per la prima volta a Lerici (SP).
top Passeggia nell'architettura della tua città Genova, Forte Quezzi, viale Bernabò Brea, piazza Rossetti e Mura degli Angeli
Archphoto e i Tavoli della Cultura, in collaborazione con la Wolfsoniana organizzano per sabato 13 maggio una passeggiata guidata nei quartieri di Genova realizzati negli anni Cinquanta.
Sarà disponibile un bus per facilitare gli spostamenti e l'accesso ai quattro complessi residenziali di Forte Quezzi, viale Bernabò Brea, piazza Rossetti e Mura degli Angeli. Per partecipare è sufficiente trovarsi alla partenza e pagare cinque euro di quota per l'uso del bus. La visita durerà l'intera giornata. Il bus ha una capienza di 50 posti.
Chi vuole prenotarsi deve farlo con una telefonata o un SMS al numero 329-1650097 entro le ore 12 del 12 maggio o inviando una e-mail a luccardini@libero.it Ecco in sintesi il programma di sabato 13 maggio:- Ore 9.30: raduno dei partecipanti in piazza delle Americhe (presso Stazione Brignole, ex mercato dei fiori)
- Ore 10: partenza per la visita al complesso di Forte Quezzi (arrivo alle 10.15)
- Ore 11.30: partenza per la visita al complesso di viale Bernabo' Brea (arrivo alle 12)
- Ore 12.45: partenza per piazza Rossetti (arrivo 13)
- Pausa di ristoro con libera scelta dei partecipanti
- Ore 14: visita al complesso di piazza Rossetti
- Ore 14.30: partenza per la visita al complesso di Mura degli Angeli (arrivo 15.15)
- Ore 15.30: visita al complesso, incluso l'accesso ad un alloggio del blocco alto
- Ore 16.30: partenza per il Museo del Mare e visita guidata all'ultima architettura contemporanea nata in città. Il bus trasferirà in piazza delle Americhe i partecipanti che lo desiderano.
Nelle quattro tappe saranno presenti, in qualità di guide alla comitiva dei partecipanti, alcuni progettisti dei complessi (hanno dato la loro disponibilità Luciano Grossi Bianchi e Angelo Sibilla) nonché docenti universitari dell'Ateneo di Genova. Nelle due foto, la collina di Forte Quezzi nel 1932 (vista dall'attuale via Bertuccioni) e la stessa collina oggi.
top Quiz: Lascia o raddoppia?
La risposta giusta, nel quiz presentato sul numero 16 della nostra newsletter è: otto. Nella foto dei giorni nostri della Città Giardino sono visibili solo otto palazzine costruite nel 1930 in base al progetto originario. Nell'area interessata dal progetto ce ne sono altre dodici, ma nella foto dei giorni nostri non compaiono, a causa dell'interferenza visiva degli edifici successivi. Inoltre alcune delle villette realizzate nel 1930 sono state poi rimaneggiate fino al punto di cambiare completamente la propria fisionomia.
Questo mese il quiz sembra semplice ma non lo è: dovete indicare quale sia l'oggetto di vostra proprietà che conservate in casa da più tempo. La domanda è chiara: non si tratta di dire qual è l'oggetto più antico, ma quello che avete da più tempo. La difficoltà è questa: bisogna escludere gioielli, arredi ed edifici. Un volontario a cui abbiamo fatto in prova il quiz non riusciva a decidere se si trattava di una bambola o di un portacenere...
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top C'è nel Forum
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top Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato: Rinaldo Luccardini, Marina Murgia e Laura Santini. Per ricevere BCULT è sufficiente inviare un'email a info@tavolidellacultura.net, specificando la richiesta. Scrivici a quest'indirizzo anche per informazioni su BCULT e per eventuali modifiche dei tuoi dati personali. Potrai revocare la tua iscrizione alla newsletter quando vorrai, semplicemente mandandoci una mail con soggetto Rimuovi. |