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BCULT newsletter n.15

BCULT newsletter n.15
Febbraio 2006
Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria
Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato
Rinaldo Luccardini, Bruno Repetto, Giampiero Raso, Roberto Maggi, Massimo Maldina, Lina Tripodi, Giulio Nepi e Laura Santini.
 
Arte e pensiero

L'art est un anti-destin
André Malraux

Kosti, ex ufficiale polacco, rivolto a Laurent Darrell (Larry): La cultura è la disgrazia del mondo intero. Un uomo che perde la testa sui libri è un pazzo. Più impara, più desidera e più infelice diventa. Buttiamo giù le scuole, bruciamo i libri, strozziamo i maestri e il mondo andrà molto meglio.
Somerset Maugham in Il filo del rasoio
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link immagine: Roccavignale, anastilosi dei ruderi - apre il link in nuova finestra, 81 KbAnastilosi dei ruderi
Roccavignale, Dego, Castel Govone, Torriglia

Il territorio ligure è punteggiato di torri e castelli, spesso però non si vedono, perché sono crollati o diruti.

Le alture che caratterizzano l'orografia della regione hanno obbligato le genti del passato a costruire forme permanenti d'osservazione delle valli, link immagine: Dego, anastilosi dei ruderi - apre il link in nuova finestra, 69 Kbqueste postazioni sono diventate gradualmente vere e proprie guarnigioni difensive con capacità di alloggio per un discreto numero di persone.

Insomma si tratta di castelli piccoli e grandi, la cui funzionalità militare spesso è cessata nel momento in cui sono stati conquistati e subito demoliti.

Questi edifici potrebbero essere oggi parzialmente ricostruiti, link immagine: Castel Govone, anastilosi dei ruderi - apre il link in nuova finestra, 64 Kb a partire dal materiale che si trova ancora sul posto; non tutte le pietre sono infatti state asportate per costruire le stalle e i fienili dei dintorni.

Lo scopo? Riqualificare funzionalmente il paesaggio dotandolo dei suoi storici punti di osservazione, rendendoli accessibili e sicuri.
In qualche caso i castelli conservano volumetrie utili ad ospitare funzioni connesse con gli aspetti turistici, dunque le motivazioni per una anastilosi dei ruderi hanno più di una ragione.
link immagine: Torriglia, anastilosi dei ruderi - apre il link in nuova finestra, 62 Kb
Del resto il valore storico delle rovine è slavato nei miseri relitti. Ciò che conserva altissimo valore è la postazione. Su questo aspetto bisogna poggiare la rivalutazione di una teoria della ricostruzione.

Qui non si tratta di ripercorrere le strade di Viollet Le Duc, D'Andrade o Coppedé, ma di interpretare sia la storia del sito che la sua più congrua riabilitazione.
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link immagine: Genova Quarto, segni di guerra - apre il link in nuova finestra, 65 KbSegni di guerra
Genova, Pieve Ligure, Bonassola

Le guerre antiche ci hanno lasciato, oltre ai cambiamenti culturali conseguenti, manufatti che non abbiamo difficoltà a considerare veri e propri monumenti: come potremmo considerare diversamente la fortezza Firmafede a Sarzana o la spianata di Castelletto a Genova?

link immagine: Bonassola, segni di guerra - apre il link in nuova finestra, 59 KbAnche le guerre moderne ci hanno lasciato segni, ma non osiamo ancora definirli monumenti, sebbene il Sentiero degli Alpini sul Monte Toraggio sia un'opera d'arte in grande stile. Cosa ne pensate, ad esempio, dei bunker che torreggiano ancora sopra Quarto, a Genova (foto 1) o di quelli che si annidano fra gli scogli di Bonassola (foto 2)?
Si tratta degli unici manufatti insediati su aree molto pregiate. Da sessanta anni si trovano sul posto, senza alcuna manutenzione: non si sente il bisogno di eliminarli.link immagine: Genova - Questura, segni di guerra - apre il link in nuova finestra, 75 Kb

Ma altri segni inquietanti sono sparsi nel tessuto urbano, come gli spigoli di travertino frantumati dai proiettili sparati sulle finestre della Questura di Genova, mai più restaurati (foto 3) oppure le feritoie di un nido di mitragliatrici posto lungo l'Aurelia a Pieve Ligure (foto 4).

Prima delle ripuliture sulle facciate di Genova, per Colombiane, G8 e 2004, si vedevano ancora la segnaletica di guerra: indicazioni dei rifugi link immagine: Pieve Ligure, segni di guerra - apre il link in nuova finestra, 79 Kb antiaerei, i divieti di accesso al centro storico per le truppe alleate.

Uno di questi segnali c'è ancora in piazza Corvetto. Salviamolo riverniciandolo; forse serve a ricordare che qui c'è stata una guerra. Poi ci sono ancora le rovine dei bombardamenti, ad esempio in piazza delle Erbe e in vico Superiore del Roso.

A Milano nel Museo della città l'anno scorso è stata ricostruita, con tecniche da set cinematografico, una casa bombardata per dare alla gente una testimonianza del nostro passato. Qui a Genova non c'è bisogno di ricostruire le rovine, basterebbe studiarne una degna conservazione, con le istruzioni storiche e culturali che si meritano simili tracce.

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link immagine: piazza Dante, restyling - apre il link in nuova finestra, 104 KbRestyling
Genova, piazza Dante

Dai giornali abbiamo appreso che i tecnici del Comune di Genova avrebbero scelto, non senza contestazioni, il progetto di rifacimento della centrale piazza Dante. Si tratta di una parte della città che ha meno di ottant'anni.

link immagine: piazza Dante, restyling - apre il link in nuova finestra, 112 Kb Prima della piazza sul posto c'era una collinetta, detta il Morcento, piena di case. Il dedalo di viuzze non si prestava ad accogliere il traffico urbano di allora, sempre crescente (siamo nel 1928!).

Perciò venne deciso l'abbattimento delle case, lo spianamento della collina e la realizzazione di una grande piazza che permettesse l'instradamento del traffico verso cinque diverse direzioni.

Il volume edilizio perduto nelle demolizioni venne ampiamente recuperato nella costruzione dei grattacieli a contorno della piazza. Nelle foto che vi mettiamo a disposizione si vede appunto lo scavo di fondazione del grattacielo più alto d'Italia (per alcuni decenni questo fabbricato mantenne davvero il primato). Si noterà, nella parete di scavo, la presenza di un tunnel che, nella descrizione del progetto odierno, viene definito di alleggerimento sopra il tunnel di via Madre di Dio.

In realtà si trattava di un collegamento sotterraneo previsto per scopi funzionali fra le due torri costruite negli anni Trenta, dunque preesistente alla costruzione del tunnel di via Madre di Dio. Sembra che il nuovo progetto ne preveda la destinazione a parcheggio di moto: un caso di riciclaggio funzionale?
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link immagine: Riofreddo - apre il link in nuova finestra, 73 KbRiofreddo
Riofreddo (Genova)

Nelle giornate gelate del gennaio scorso la temperatura di Riofreddo ha dato ragione al suo nome: 27 gradi sotto zero. Questa località posta fra la Bormida di Millesimo e il lago di Osiglia ha un museo con l'insegna king-size che conserva oggetti della cultura materiale. È aperto solo d'estate, ma all'esterno si può vedere una colossale bilancia link immagine: Riofreddo - apre il link in nuova finestra, 65 Kbper mucche, tori e cavalli.

La chiesa di fondovalle, recentemente restaurata, esibisce una curiosità: il vistoso distacco dal suo campanile che si trova due case più in là, in posizione sopraelevata. Il restauro degli intonaci esterni si è però fermato al bordo dell'affresco che sovrasta il portone d'ingresso ed è, di poco, al di sopra del livello massimo raggiunto da una terribile alluvione di due secoli fa. link immagine: Riofreddo - apre il link in nuova finestra, 46 Kb

La lapide che ricorda l'evento dimostra che i fattori climatici sono imbattibili nella cronologia storica, a cominciare dal diluvio universale. Anche il toponimo, tutto sommato, ha una valenza climatica e ci appare attraente, se pensiamo alle calure estive ed alla maccaja che opprime a luglio la costa ligure.

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link immagine: il Tempio della Canzone - apre il link in nuova finestra, 37 KbIl Tempio della Canzone
Garibbe (Imperia)

A Garibbe, in Provincia di Imperia, lungo la strada che porta a Vallecrosia c'è un museo che torna di attualità ogni volta che si celebra il rituale festival di Sanremo, quello della canzone italiana.
Il museo ha un nome insolito: Tempio Museo della Canzone e della Riproduzione Sonora.

È insolita anche la struttura in cui è ubicato: vagoni ferroviari old style. Offre un vasto panorama del mondo musicale, tra cui si possono ammirare strumenti, apparecchi di riproduzione, spartiti, manoscritti, documenti e dischi in vinile. Se uno volesse sapere chi era e cosa cantava Vasso Ovale, deve andare qui. Scoprirà molte altre testimonianze di una forma artistica che gli iPod e gli MP3 hanno ormai sparpagliato in milioni di utenze singolari.

Un tempo invece la canzone era un fatto sociale, quando si faceva partire un disco dal juke-box, ad ascoltare la musica erano in tanti. Ora il museo è smontato, per consentire i lavori idraulici di allargamento del torrente.
Ma nella prossima estate sarà di nuovo visitabile. Chissà per quanto? Il Principe di Monaco è infatti interessato ad ospitare il museo sul proprio territorio.
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link immagine: Quiz - Carlo Felice - apre il link in nuova finestra, 54 KbQuiz: Lascia o raddoppia?

Nessuno dei lettori che ha inviato risposte al quiz del numero 14, ha indovinato. Tra le risposte pervenute: paralume, vetro di lampada a petrolio, strumento medicale. In realtà la bottiglia è una trappola per insetti. In casa serviva per attirare le zanzare: dal foro superiore, tenendola un po' inclinata, si inseriva un liquido zuccherato. Poi si chiudeva il foro con un tappo e si poggiava l'ampolla su un mobile, essendo il fondo leggermente sollevato dalla base d'appoggio, perché munito di tre piedini. Le zanzare entravano dal foro inferiore, attirate dal liquido, ma non riuscivano più ad uscire, andando verso l'alto ingannate dalla trasparenza del vetro. C'è anche una versione rurale, destinata alla mosca olearia. Questa ampolla non aveva le gambette, ma si appendeva direttamente ai rami dell'albero da proteggere.

Questa volta il quiz è davvero facile. La foto riproduce il bordo del piedistallo in marmo che sta alla base di una delle colonne del pronao che orna il Teatro Carlo Felice a Genova. Si noterà che il prezioso e candido materiale appare sbrecciato proprio sullo spigolo vivo. Si notano anche i graffi sulla superficie orizzontale e le rigature nere su quella verticale.
La domanda è: cosa ha prodotto queste lesioni?
I lettori sono invitati a rispondere nel Forum BCULT.
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C'è nel Forum

Nel nostro Forum BCULT hanno scritto: Anna Iole Corsi, Lauro Magnani, Paolo Cevini, Luca Borzani, Davide D'Orsi, Pietro Luigi Piccardo, Rinaldo Luccardini, Elisabetta Papone...
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