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BCULT newsletter n.14

BCULT newsletter n.14
Gennaio 2006
Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria
Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato
Rinaldo Luccardini, Mario Marini, Laura Tacelli, Elena Bolognesi, Giovanna Merello, Franca Guelfi, Giulio Nepi e Laura Santini.
 
Arte e pensiero

Nella storia della cultura la scoperta dello zero si ergerà sempre come una delle più grandi conquiste individuali del genere umano.
Tobias Dantzig, Il numero linguaggio della scienza, 1930

La cultura è tutto ciò che non dobbiamo fare.
Brian Eno, riportata a pag. 29 del quotidiano La Stampa del 6-9-2005
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link immagine: Genova, i quattrocentoventi anni della Bocchetta 1585-2005 - apre il link in nuova finestra, 89 KbI quattrocentoventi anni della Bocchetta 1585-2005
Genova, tra Pontedecimo e Voltaggio

L'esigenza di una strada, che superasse i diversi sentieri medievali, portò a una delibera del Senato nel 1583, di incaricare tre esponenti della oligarchia genovese, (un D'Oria, uno Spinola ed un Sauli), perché negoziassero con il Banco di San Giorgio i finanziamenti per la costruzione di una nuova strada, che andasse da Pontedecimolink immagine: Genova, i quattrocentoventi anni della Bocchetta 1585-2005 - apre il link in nuova finestra, 86 Kb a Ottagio, oggi detto Voltaggio.

La strada fu aperta nel 1585 su un tracciato diverso da quello dell'antica via Postumia. Nel 1771 il Doge G.B. Cambiaso pagò di tasca sua (ottenendone benefici fiscali) l'ammodernamento del tracciato della strada, che visse le maggiori vicende del periodo.

Oggi però rimangono labili tracce di tali grandi vicende. link immagine: Genova, i quattrocentoventi anni della Bocchetta 1585-2005 - apre il link in nuova finestra, 78 KbSul versante piemontese le edicole presidio dei ponti; sul versante ligure molte edicole rivolte al culto mariano che culmina nella cappella posta sulla vetta e che porta incisa la data 1804.

Nelle foto si possono ancora vedere alcuni esempi di queste edicole, prima che scompaiano d'incanto, come è accaduto per quella che si trovava nei pressi del ponte di San Nicola (ancora presente nel 1985).
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link immagine: un bel lavoro di squadra - apre il link in nuova finestra, 65 KbUn bel lavoro di squadra
Liguria

Al compimento di un ciclo di 25 anni di attività il Laboratorio di Restauro della Regione Liguria ha pubblicato un libro che ne presenta la formazione e l'evoluzione.

Dopo essersi formati con i corsi regionali sperimentali negli anni in cui nasceva il Ministero dei Beni Culturali, i restauratori, inizialmente riunitisi in cooperativa (fin dagli anni '70), hanno costituito il Laboratorio Regionale all'inizio degli anni '80, occupandosi del recupero del patrimonio pubblico di musei, chiese e istituzioni del territorio ligure.

In questi anni sono state restaurate ben 231 opere e il libro presenta le schede di una loro gran parte, illustrate dalle immagini delle situazioni prima, durante e dopo il restauro.

I testi che accompagnano il lettore contengono contributi degli esponenti delle istituzioni (Regione Liguria e la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico della Liguria) e sono arricchiti da alcuni articoli degli storici dell'arte che si sono occupati di opere restaurate particolarmente interessanti, fra cui quelli del chimico Paolo Cremonesi i cui studi e aggiornamenti sono seguiti dal Laboratorio da oltre 6 anni. La presentazione al pubblico è avvenuta il 19 dicembre scorso nell'Auditorium del Teatro della Gioventù a Genova, edificio che ospita da sempre la sede del Laboratorio.

Nella foto è riprodotta la Madonna in trono con bambino tra Sant'Ambrogio e San Martino, tempera grassa su tavola, XVI secolo, di autore ignoto, proveniente dal comune di Bergeggi (lascito Merello).

Per ulteriori informazioni rivolgersi al Servizio Organizzazione e Servizi Culturali della Regione Liguria.
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link immagine: beni sepolti - apre il link in nuova finestra, 54 KbBeni sepolti
Genova, corso Dogali

L'escavazione del suolo urbano è una vera e propria miniera di beni culturali sepolti. Nel caso di Ventimiglia, alla foce del Nervia, non c'è casa moderna che, nel sotterraneo, non abbia una traccia della città romana.

link immagine: beni sepolti - apre il link in nuova finestra, 54 Kb La possibilità di trovare resti di antiche sistemazioni è pressoché certa a Genova,dove la conclamata necessità di costruire parcheggi si è forsennatamente indirizzata nel sottosuolo. Eppure ci sono edifici sparsi nel tessuto urbano che potrebbero essere riconvertiti, mantenendone l'aspetto esteriore dell'involucro, a contenitori di auto.

Delle antiche vestigia urbane ci sono le figurazioni pittoriche, talvolta anche le mappe; sicché facendo il buco in un dato punto del suolo, si sa che verrà alla luce qualcosa di significativo.

Il caso che ora mostriamo nelle foto (le mura difensive della città di Genova, emerse durante gli scavi in corso Dogali) non sono che un episodio dei tanti. La formula risolutiva è una mediazione fra tutte le esigenze, non una scelta di campo: il reperto viene preservato, ma inglobato nel nuovo organismo, del quale però non espleta alcuna funzione, neanche decorativa. L'avvilente abbandono in cui rimarrà per il futuro è oltraggiato dall'incuria: un posto su cui gettare rifiuti (come nel caso di calata Salumi, nel Porto Antico) o un inerte moncherino coperto di polvere (come nel caso delle Fronti Basse e in quello della stazione della metropolitana a Principe).
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link immagine: viadotto medievale - apre il link in nuova finestra, 83 KbViadotto medievale
Genova, Sant'Agata

Che ne sarà del ponte di Sant'Agata?
L'ingessatura di ferro, messa addosso al moncherino che vediamo sul greto del Bisagno, lo aiuterà a difendersi dall'impeto di una della prossime piene?

link immagine: viadotto medievale - apre il link in nuova finestra, 83 KbNegli ultimi trenta anni abbiamo avuto l'estate più calda (2004) e l'inverno più freddo (2005); ora potrebbe arrivare la pioggia più intensa, più di quella che in passato ha tirato giù due terzi del ponte. A qualcuno potrà interessare sapere che i resti del ponte non sono solo quelli visibili sull'alveo attuale.

Ci sono tre arcate anche in via De Paoli: sono sul terreno edificato e delimitano due proprietà: da un lato il parcheggio di un condominio, dall'altro il giardino di un convento di suore.

Dalla foto zenitale che vi mettiamo a disposizione si vede, marcato in giallo, il percorso coperto dall'antico ponte: un vero e proprio viadotto, che fa capire anche la dimensione del torrente Bisagno. Per una curiosa combinazione di fatti, dunque, di questo viadotto sono sopravvissuti soltanto gli estremi. Durante il futuro rifacimento delle pavimentazioni stradali non sarebbe inopportuno, né insopportabile sotto il profilo dell'onerosità, annegare nell'asfalto inserti lapidei che riproducano il tracciato di quest'opera significativa (anche sui biglietti dell'Euro ci sono i ponti per celebrare l'unione fra le genti).
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Aggiornamenti

  1. Il nostro progetto di mostrare in modo virtuale a Euroflora 2006 la Città Giardino di Genova (vedi BCULT n. 9 e BCULT n 11) è stato integrato da una proposta di Italia Nostra che prevede di piantumare, in alcune parti del quartiere omonimo cresciuto attorno a via Robino, una parte della vegetazione di Euroflora al termine della esposizione. Una riunione fatta il 19 gennaio dai Tavoli della Cultura con gli Assessori competenti del Comune di Genova (Luca Borzani, Anna Castellano, Luca Dallorto, Roberta Morgano) ha riscontrato il loro atteggiamento positivo verso entrambe le proposte. È stato perciò da noi redatto e consegnato un documento di programma che dovrebbe permettere ai referenti comunali di individuare tempi e modi realizzativi dei due progetti.

  2. Il proposito di rivalutare l'architettura della seconda metà del Novecento (vedi BCULT n. 5 e BCULT n. 13) sta indirizzandosi verso l'organizzazione, insieme alla rivista digitale Archphoto, di una passeggiata nel territorio - presumibilmente nel mese di maggio - con cinque o sei tappe nei siti delle principali testimonianze. Per facilitare il dislocamento dei partecipanti verranno avvianti accordi con AMT, per ottenere l'uso di un autobus. Verosimilmente la giornata di studio sarà totalmente all'aria aperta, comprese le conferenze e i dibattiti.

  3. Per rivendicare l'opportunità di vincolare la palestra di via Saluzzo a Genova (vedi -CULT n. 6 e BCULT n. 9), quale unico edificio nel territorio ligure progettato per tale esclusiva destinazione, il 6 dicembre scorso è stato effettuato un incontro con l'Ing. Pizzone della Soprintendenza per i Beni Architettonici della Liguria. In questa occasione è stata ottenuta la promessa di un approfondimento delle istruttorie destinate ad appurare la singolarità indicata.

  4. A seguito dell'interesse suscitato da BCULT in alcuni studenti del Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali presenti al Forum della Cultura promosso il 6 novembre scorso dal Comune di Genova, sono stati avviati i contatti con la Facoltà di Lettere e Filosofia di UNIGE per la realizzazione in BCULT di stages e tirocini degli studenti. L'orientamento positivo dei responsabili della Facoltà ha permesso di ipotizzare 1 credito formativo per ogni 25 ore di stage. Al momento sono in corso di perfezionamento gli atti autorizzativi.
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link immagine: Quiz - ampolla - apre il link in nuova finestra, 54 KbQuiz: Lascia o raddoppia?

Nessuno dei lettori che ha inviato risposte al quiz del numero 13, ha indovinato. Tra le risposte più frequenti: foro di aerazione, scarico di umidità, punto di aggancio per animali, foro di ancoraggio. In realtà il foro visibile nelle foto ospita il rubinetto del gas, che alimentava il lampione posto sopra l'ingresso dei palazzi. Il lampione era di proprietà del caseggiato, che pagava anche il consumo di gas.
link immagine: Quiz - ampolla - apre il link in nuova finestra, 54 Kb
Un operaio dell'Officina Comunale del Gas girava al tramonto per aprire i rubinetti e accendere i lampioni a gas del servizio pubblico e, senza disturbare nessuno, compiva la stessa operazione sui lampioni di proprietà privata. In alcune vie di Genova sono presenti, sui muri dei palazzi, i fori coi rubinetti dei lampioni pubblici: su alcuni di questi fori sopravvivono le borchie in ottone con la dicitura, in francese, GAZ.

Il quiz di oggi mostra l'immagine di una bottiglia con due fori: uno sopra ed uno sotto al recipiente. Le normali bottiglie col tappo di sughero mantengono invariata la forma da circa duecentocinquanta anni. Anche l'oggetto che vi mostriamo è rimasto immutato per un tempo così lungo.

La domanda è: a cosa serve?
I lettori sono invitati a rispondere nel Forum BCULT.
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C'è nel Forum

Se volete fare un giro nel nostro Forum, troverete le opinioni e i commenti dei lettori sui seguenti argomenti: Progetti infrastrutturali. Progetti interculturali. Ruolo del Comune. Concetto di conservazione. Valori archeologici ambientali. Vicoli chiusi. Commenti su BCULT. Arredo urbano. Forza della comunicazione. Circuito del verde. Beni delle chiese. Museo della città. Depositi privati di fotografia.
Vi invitiamo a frequentare il Forum BCULT non solo come lettori. Mandateci le vostre opinioni e soprattutto le vostre segnalazioni.
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