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BCULT newsletter n.13

BCULT newsletter n.13
Dicembre 2005
Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria
Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato
Rinaldo Luccardini, Emanuele Piccardo, Michele Geraci, Federica Natta, Giulio Nepi e Laura Santini.
 
Arte e pensiero

Il museo istituto pubblico si giustifica in quanto, per sua stessa natura, meglio di altri istituti riuscirebbe a fornire ai cittadini quei beni e servizi che altrimenti non troverebbero adeguata offerta.
Silvia Bagdadli, Il museo come azienda, 1997

Non si è ancora trovato (e nessuna commissione ha potuto elaborare) un sentimento comune dell'intangibilità dei monumenti, di ciò che li rende documenti della storia.
Vittorio Sgarbi, Un paese sfigurato, 2003
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link immagine: Genova, complesso Ina-Casa a Forte Quezzi - apre il link in nuova finestra, 89 KbCinquanta anni di architetture
Genova, Quezzi

Lo scorso 27 ottobre si è svolto al nascente MAXXI di Roma (Museo delle Arti del XXI secolo) il convegno Monumenti di Architettura Contemporanea Novanta esempi di eccellenza a Roma e una prima selezione in Italia organizzato dalla DARC (Direzione per l'Architettura e l'Arte Contemporanea del Ministero Beni Culturali).
link immagine: Genova, complesso Ina-Casa a Forte Quezzi - apre il link in nuova finestra, 86 Kb
Il censimento, che si concluderà nel 2009, ha interessato fino ad oggi 15 regioni e 60 province italiane nelle quali è stata già iniziata l'opera di catalogazione. Sono 16 le facoltà di Architettura e di Ingegneria che hanno lavorato alla parte tecnico-scientifica del progetto. L'obiettivo è la schedatura delle architetture costruite nel secondo cinquantennio del Novecento.

link immagine: Genova, complesso Ina-Casa a Forte Quezzi - apre il link in nuova finestra, 95 KbLe architetture di Ridolfi, Libera, Figini e Pollini, Gardella, Albini, Fiorentino e, per la Liguria, di Daneri, Morozzo della Rocca, Fuselli, Labò, Campodonico, Mosso e altri dovrebbero essere schedate e valorizzate dalla sinergia tra amministrazione centrale e gli enti sul territorio. Allo stato attuale 1.764 sono le opere considerate dalla catalogazione di rilevante interesse e tra queste oltre 200 sono segnalate come eccellenze.

Si tratta di opere pubbliche e private, edifici singoli e complessi urbani, attrezzature di servizio e infrastrutture, che nel loro insieme rappresentano la cultura architettonica italiana della seconda metà del Novecento. Anche la Liguria dovrebbe essere protagonista con la collezione di opere che proprio col 2006 compiranno 50 anni, tra le quali spicca l'edificio A del complesso Ina-Casa a Forte Quezzi (Genova) progettato da Daneri e Fuselli nel 1956.

Purtroppo al convegno non erano presenti rappresentanti della Liguria. D'intesa con la rivista digitale di architettura Archphoto, proponiamo dunque un confronto aperto con le istituzioni locali che hanno il ruolo di tutelare e valorizzare l'architettura contemporanea affinchè si possa organizzare una giornata di studio sul ruolo dell'architettura ligure nel panorama nazionale e di suoi illustri figli troppo spesso dimenticati. In parallelo proponiamo l'organizzazione di una promenade nel territorio comunale genovese alla scoperta dell'architettura contemporanea.
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link immagine: la Tirpitz II - apre il link in nuova finestra, 65 KbI 60 anni in fondo al mare di un mercantile
Sanremo (Imperia)

Nella golfata di Sanremo a una profondità di 88 metri, da più di sessant'anni riposa sul fianco sinistro, il relitto di un imponente nave mercantile tedesca. Conosciuta per tanti anni come "U Vapu", la Tirpitz II veniva descritta dai pochissimi sommozzatori in grado di vederla come un enorme montagna di ferro impestata di reti.

Ancora è lucida la memoria di Virginio Ferraro nel raccontare, alla cena del 35° anniversario del Centro Sub Riviera dei Fiori, la sua immersione effettuata negli anni '70 insieme al pioniere Pietro Ristretta. Si trattava di liberare una gigantesca rete a strascico di peschereccio, incattivita nei bighi di carico del relitto. La loro impresa verrà ricordata come il primo tuffo fatto sul vapore.

Oggi, grazie alle moderne tecniche in miscele ternarie, è possibile effettuare lunghe immersioni con penetrazioni in varie parti dello scafo. Per esempio, l'enorme sala macchine è raggiungibile dallo squarcio sulla murata di dritta mentre, percorrendo il cassero, da poppa a prora, s'incontrano gli alloggi dell'equipaggio, la cabina del comandante (l'unica con la vasca da bagno), la sala da pranzo, posizionata sotto la plancia comando. Il momento che precede la risalita, il distacco dalla nave, strappa sempre un saluto: "Ci rivediamo presto Vapu!".
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link immagine: Genova, stazione ferroviaria Genova Marittima, vasca - apre il link in nuova finestra, 54 KbVasca nel limbo
Genova, Stazione Marittima

Non sappiamo quanta gente abbia frequentato la stazione ferroviaria Genova Marittima, alias Santa Limbania, ma di sicuro sappiamo che il pregevole manufatto marmoreo che presentiamo nelle nostre due foto non è affatto valorizzato, benché lo sforzo delle Ferrovie sia stato rivolto in tale direzione.
link immagine: Genova, stazione ferroviaria Genova Marittima, vasca - apre il link in nuova finestra, 37 Kb
La vasca è in marmo bianco. Non ha le fattezze di un sarcofago, ma quelle di un'ampia fonte, con i bordi stondati per favorire l'abbeveraggio degli animali. Reca sulla superficie esterna un'incisione principale, a scalpello, e una trama di altre incisioni minori, a punta, che riproducono fattezze zoomorfe e altri simboli.

L'intorno è uno spazio-relitto, imperniato attorno al pilastro della sopraelevata e guarnito di tubi, rubinetti, ventilatori e scarichi vari. Nella stazione in questione, concepita per sbarcare comitive di turisti dirette alle navi da crociera, ultimamente non si è visto un gran movimento di persone. Forse la stazione è temporaneamente dismessa. Come la pregiata vasca di un'altra epoca.
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link immagine: cartelli stradali - apre il link in nuova finestra, 83 KbQuando l'automobile era un sostantivo maschile
Liguria

La prova del fatto che l'automobile è anche uno strumento indispensabile per conoscere il territorio è nei cartelli che il Touring Club Italiano prese ad installare nelle varie località servite da una strada rotabile.
Le indicazioni riportate, oltre al proprietario "TCI" che figura come intestazione, sono quelle: link immagine: cartelli stradali - apre il link in nuova finestra, 70 Kb

  • della località in cui ci si trova;
  • della circoscrizione amministrativa di appartenenza;
  • della altitudine sul livello del mare;
  • dell'erogatore di carburante più vicino.

    L'ultima indicazione può sembrare pubblicitaria, ma invece non lo è (ancora). Nelle piccole località infatti non sempre la benzina veniva erogata da una pompa, ma venduta in appositi recipienti di latta. Si poteva acquistare nelle drogherie, negli empori, nelle farmacie, presso officine, pese pubbliche e stallaggi.

    I cartelli che ancora resistono, a testimonianza di un'epoca non molto remota, meriterebbero di essere restaurati. Si tratta di vassoi in lamiera smaltata. Veri e propri pezzi unici, dunque rari per definizione. La serie più rara (introvabile, all'aperto, in Liguria) è quella che a fianco dell'intestazione "TCI" riporta anche il fascio littorio e l'indicazione Confederazione Generale Enti Autarchici.
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    link immagine: Quiz - Genova, piazza Corvetto - apre il link in nuova finestra, 54 KbQuiz: Lascia o raddoppia?
    Genova, piazza Corvetto

    Con questo numero della nostra newsletter iniziamo a proporre ai lettori una partecipazione diretta alla pubblicazione di notizie utili alla tutela del patrimonio culturale. Il quiz mostra l'immagine di un oggetto e ne indica l'ubicazione o le fattezze. I lettori sono invitati a rispondere ai quesiti che seguono.

    link immagine: Quiz - Genova, piazza Corvetto - apre il link in nuova finestra, 69 Kb Per partecipare è sufficiente entrare nel Forum BCULT e fornire le proprie risposte. Nei numeri successivi verrà data ai lettori una sintesi dei risultati pervenuti.

    Questa volta l'oggetto che viene proposto è un foro. Un piccolo buco circolare (diametro 4 cm) che si trova sul prospetto delle case ottocentesche di Genova. Generalmente è situato nei pressi dell'ingresso.

    Quello che vedete nelle due foto è posto sull'alzata dell'ultimo gradino nell'ingresso di un portone sito in piazza Corvetto (un altro, del tutto simile, si può vedere su un portone sito in via Palestro). Questa volta c'é un unico quesito: a cosa serviva il buco?
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    Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato:
    Rinaldo Luccardini, Emanuele Piccardo, Michele Geraci, Federica Natta, Giulio Nepi e Laura Santini.
     
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