| Beni di culturale importanza: osservatorio sui beni culturali a Genova e in Liguria Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato Rinaldo Luccardini, Liliana Ughetto, Marina Mannucci, i membri di Blig (lista di discussione delle biblioteche liguri), Silvia Barisione, Giulio Nepi e Laura Santini. Arte e pensiero Nulla può essere creato dal nulla Tito Lucrezio Caro, 58 A.C. Quanto abbiamo appreso è simile a un pugno di terra; quanto ci resta da apprendere assomiglia al mondo intero. Awaiyar, poetessa Tamil del X secolo D.C.
top Elogio dei muri ciechi Genova, Prà
C'è sempre, nei nostri ricordi infantili libreschi, un muro da scalare e un'alta scala a pioli per accedere a un giardino segreto della brughiera inglese o a un giardino esclusivo alla Finzi Contini. La Liguria, territorio frammentato di spazi brevi, poco cinematografici, è fatta anche di enclaves (spazi cintati) e di muri: muri a secco che contengono fasce di terreno, ma anche muri-recinto che delimitano proprietà, talvolta difesi da cocci di bottiglia piantati sopra come luccicanti creste di drago.
La Liguria dei poeti e degli scrittori canta spesso il continuum di questi muri ciechi che accompagnano lo sguardo in un altrove e di crose che si arrampicano tra alte pareti crostose dai colori naturali e cangianti. Anzi, si crea quasi una corrispondenza tra i versi petrosi di questa letteratura e i segni strutturali del paesaggio.
La morfologia del territorio ligure consente di soddisfare la curiosità infantile del voler sapere cosa c'è al di là della barriera del muro: coltivi, agrumeti come nelle stampe secentesche delle riviere, oppure, la cupa visione futuribile di un territorio saccheggiato e divenuto discarica, come nel film Brazil, dove un ininterrotto separé a nastro rivestito di cartelloni pubblicitari impediva allo sguardo di penetrare nel territorio circostante.
Le immagini mostrano il muro di cinta di una delle ville del ponente genovese: la secentesca Villa Sauli Podestà a Prà, acquisita dalla Provincia di Genova che ne prevede il recupero in continuità con quello di Villa Lomellini Doria Podestà. L'esempio è solo uno degli innumerevoli possibili. Ma è estremamente emblematico: dal muro di cinta sfondato si affaccia minacciosa, come da un fondale strappato, la visuale della conurbazione della retrostante collina di Prà.
Questa immagine ci racconta che una semplice cortina muraria non possiede una sola funzione - quella di recingere il proprio vuoto interno - bensì molte altre, tra cui quella di divenire essa stessa architettura esterna. E la discontinuità che introduce forma insieme il legame geometrico ideale per poter ricucire in modo omogeneo e naturale il paesaggio e lo sfondo per evidenziare i suoi punti di pregio.
Oggi occorrerebbe concedere a questi fragili diaframmi a rischio (relativi ai coltivi di ville storiche come a complessi conventuali e a giardini privati) e che dunque rappresentano tracce della storia del territorio, la tutela che si dà ai monumenti. Senza contare che queste semplici geometrie continue sono già state assunte a paradigma della migliore architettura moderna. Un augurio per il futuro: quelle che sono state chiamate ”le facciate mute dell'architettura moderna", umili, non-visibili e opache appunto come muri di malta e pietre, si confanno alla nostra storia e alle nostre latitudini, più di poderosi palazzi di cristallo, invivibili, se non spesso architettonicamente modesti.
top Le dismissioni immobiliari si semplificano
Questo è ciò che scrive Saverio Fossati su Il Sole 24 Ore del 18 ottobre: "Con l'articolo 3 del decreto legge varato il 14 Ottobre 2005, poteri e libertà d'azione del Demanio vengono ampliati, con la possibilità di procedere alla vendita a trattativa privata, anche in blocco, degli immobili appartenenti al patrimonio dello Stato.
Con una definizione così ampia diventa possibile qualsiasi operazione, in riferimento sia al patrimonio disponibile che a quello indisponibile (concesso in uso alle pubbliche amministrazioni). Nella massa rientrano anche i beni tutelati (previa verifica dei Beni Culturali) e quelli della Difesa (di concerto con la Difesa). In pratica quasi tutto, tolto il demanio vero e proprio. Il primo comma di questo articolo 3 non riconosce però, al Demanio, un'autonomia totale. Una precisazione stabilisce, infatti, che per procedere alla cessione occorre un decreto dirigenziale dell'Economia.
La norma assume, così, i connotati organizzativi e di semplificazione annunciati nel comunicato di palazzo Chigi: in sostanza, viene ampliato quanto già stabilito nell'articolo 29, comma 1, del DL 269/2003, dove un'analoga disposizione limitava l'azione del Demanio (sempre dietro decreto dirigenziale dell'Economia) ai "beni immobili adibiti o comunque destinati a uffici pubblici". La norma del 2003 aveva poi condotto alla nascita del Fondo immobili pubblici, costituito con le sedi di enti previdenziali e altre pubbliche amministrazioni. Ora, invece, sarà possibile per il Demanio agire su tutti gli immobili del patrimonio dello Stato, senza distinzioni, e sottoporre la proposta di cessione alla autorizzazione dell'Economia".
Questo il nostro commento: sarà sempre più difficile, ora per tutti noi che vorremmo tutelare e valorizzare il patrimonio storico, evitare che immobili di proprietà pubblica appartenenti a questo segmento siano venduti dietro una semplice trattativa col privato interessato. I soggetti coinvolti si riducono infatti a poche persone, e di certo la procedura di transazione non sarà reclamizzata in anticipo sui quotidiani. Dirimente appare il ruolo delle Soprintendenze, ma queste potranno eventualmente porre un veto solo se gli immobili saranno già presenti negli elenchi dei beni sottoposti a vincolo. E tutto il resto? Questo articolo è stato pubblicato anche sul numero 77 di OLI, Osservatorio Ligure sull'Informazione.
top Simboli recuperati - La vera storia della chiocciolina @
Giorgio Stabile, docente di Storia della Scienza presso l'Università La Sapienza di Roma, ha ricostruito la storia della chiocciolina @.
Usata nella Repubblica di Venezia come abbreviazione dell'anfora, unità di peso e capacità, la chiocciola fu ripresa nel mondo arabo ispanico e, successivamente, in quello anglosassone che la usò con il significato di "at price of" (al prezzo di), mantenendo la sua valenza commerciale e trasportandola sulle tastiere di tutto il mondo.
Dal punto di vista grafico il simbolo @ rappresenta una legatura, cioè uno di quei simboli che inventavano i copisti, fondendo insieme gruppi di lettere, per velocizzare la scrittura. La @, che deriva dal latino ad (a, presso) deriva dalla fusione delle pance di "a" e "d" e dalla piegatura all'indietro del gambo della "d". 
Per avere un'idea della ingente quantità di simboli disponibile per la nostra comunicazione, è sufficiente sfogliare, in ambiente Word le opzioni offerte dal comando Inserisci simbolo. Oppure guardare le pagine iniziali, dedicate alla fonetica, dei dizionari di ogni lingua europea, o anche provare a leggere un testo stampato fra il 1500 e il 1700, ad esempio "Hiftoire of Plantes" stampato a Londra nel 1597 (dove fin nel titolo la "s" è denotata con il simbolo della "f"). 
Prima di perdere il significato dei simboli, ci piacerebbe sapere se c'é qualcuno che se ne occupa ed eventualmente ricevere le sue segnalazioni.
top Un mercato settantenne Camogli (Genova)
Il Comune di Camogli sembra determinato nell'intenzione di demolire il mercato comunale, da anni lasciato in uno stato di degrado tale da giustificarne l'abbattimento.
Eppure questo manufatto è una delle poche testimonianze di architettura razionalista in Riviera. Con maggiore sensibilità per questo episodio della nostra cultura, si potrebbe invece mettere in valore uno dei pochi mercati razionalisti in Liguria, nonché il tentativo di risolvere in un solo oggetto problemi di viabilità veicolare e pedonale, di parcheggio (anche per imbarcazioni) e di distribuzione commerciale.
In realtà il fatto che l'edificio non abbia subìto manomissioni negli ultimi decenni consentirebbe di realizzare un restauro filologico, almeno per quanto riguarda gli esterni, che tra l'altro conservano ancora miracolosamente gli infissi originali.
L'edificio, situato in salita San Fortunato, venne realizzato con la duplice funzione di mercato coperto e autorimessa dal Comune di Camogli nel 1935, su progetto di Luigi Falconi(Camogli, 1900 - Genova 1979), autore anche della scuola in via Garibaldi del 1933 e dell'Istituto Nautico Cristoforo Colombo del 1938.
La sua collocazione, a ridosso del porto, venne trattata dal progettista in modo tale che l'edificio si integrasse nel tessuto urbano in un suggestivo confronto tra il linguaggio razionalista e l'architettura vernacolare delle case del centro storico.
top Chiesa per naturisti Ubaghetta, Valle Arroscia (Imperia)
I veri naturisti realizzano un contatto diretto con la Natura privandosi degli edifici prima ancora che dei vestiti. Sarebbe un eremita chi abita in una casa, pur isolata su un monte, anziché ripararsi nel bosco o in una grotta naturale? Questa immagine di chiesa all'aperto pone al passante alcuni quesiti. È per amore del creato che la chiesa non ha tetto né muri?
La località è Ubaghetta, nell'alta valle dell'Arroscia e gli ulivi che fanno da cornice all'altare non lo privano certo di sacralità. Nella zona non manca la chiesa parrocchiale e c'é anche un oratorio del XIII secolo, ma questo tornante ospita riti di culto, forse di serie B. Non poteva mancare nella nostra newsletter.
top Linktop Alla composizione di questo numero di BCULT hanno partecipato: Rinaldo Luccardini, Liliana Ughetto, Marina Mannucci, i membri di Blig (lista di discussione delle biblioteche liguri), Silvia Barisione, Giulio Nepi e Laura Santini. Per ricevere BCULT è sufficiente inviare un'email a info@tavolidellacultura.net, specificando la richiesta. Scrivici a quest'indirizzo anche per informazioni su BCULT e per eventuali modifiche dei tuoi dati personali. Potrai revocare la tua iscrizione alla newsletter quando vorrai, semplicemente mandandoci una mail con soggetto Rimuovi. |